Potrà sembrare strano ma Xiaomi è una delle realtà più giovani nel mercato della telefonia mobile. La sua fondazione risale infatti al 2010, anche se Xiaomi ha già raggiunto i vertici del mercato per quanti riguarda gli smartphone e non solo, restando stabilmente tra i più grandi.

Letteralmente Xiaomi, traslitterazione del cinese 小米, significa “miglio” ma secondo l’interpretazione della stessa compagnia sono stati uniti il concetto “Xiao” secondo cui “un singolo chicco di riso di un buddista è grande come una montagna” e che sta a indicare l’intenzione di partire dalle cose piccole e semplici, e dalla parola “Mi” che sarebbe l’acronimo di Mobile internet.

Chi è Xiaomi

Xiaomi Inc. che ha come logo il solo termine Mi, è stata fondata il 26 aprile 2010 dall’attuale CEO Lei Jun e da altre sette persone. Il quartier generale della compagnia ha sede a Pechino e impiega oltre 15.000 persone in Cina, India e Malesia e Singapore. Xiaomi non produce solamente smartphone ma dispone di un catalogo di prodotti davvero vasto con TV, tablet, prodotti di elettronica di consumo, dispositivi indossabile e un ecosistema di prodotti Internet of Things.

La strategia di mercato di Xiaomi era inizialmente basata esclusivamente sulle vendite online, una decisione dettata dalla necessità di ridurre al minimo i costi di gestione. Successivamente sono stati aperti numerosi negozi fisici. Dopo i primi anni in sordina Xiaomi ha iniziato una politica di acquisizione di brevetti che hanno superato quota 7.000. In questo modo la compagnia conta di riuscire a creare un piano strategico di difesa contro eventuali cause per infrazioni di brevetto. Xiaomi progetta e sviluppa i suoi smartphone ma la realizzazione è affidata a Foxconn e Inventec.

Dalla primavera del 2018 l’azienda si è quotata alla borsa di Hong Kong, rendendo quindi pubblici i propri bilanci. Da sempre la compagnia viene definita come l’Apple della Cina e lo stesso lei Jun non ha mai fatto mistero di essersi ispirato al colosso di Cupertino e al suo fondatore Steve Jobs. Una svolta nella crescita di Xiaomi sui mercati internazionali è avvenuta con l’assunzione di Hugo Barra, al tempo vice presidente in Google, allo scopo di pianificare e guidare l’espansione al di fuori della Cina. Barra ha lasciato Xiaomi nel gennaio del 2017 per tornare negli USA, in particolare per seguire lo sviluppo della realtà virtuale in Facebook.

La politica di espansione in Europa è cominciata, seppure in sordina, nel 2017 e ha raggiunto anche l’Italia, dove dal 2018 in avanti sono stati aperti diversi Mi Store ufficiali, con gli smartphone disponibili anche presso numerose catene di elettronica al consumo. Attualmente nel nostro Paese sono presenti 26 Mi Store e 8 Xiaomi Corner.

Smartphone Xiaomi

A partire da gennaio 2019 la linea di prodotti Redmi è diventata un brand indipendente, lasciando la sola linea Mi sotto il diretto controllo di Xiaomi. Sono numerose le serie appartenenti alla gamma Mi, come la serie A, dedicata ai prodotti Android One (ma chiusa con la fine del supporto a Mi A3 nel 2022), la serie MIX, con i prodotti più innovativi, come Xiaomi Mi MIX Alpha con lo schermo avvolgente e l’attuale Xiaomi MIX Fold 2, la nuova serie CC, realizzata in collaborazione con il brand cinese Meitu (il primo modello è stato Mi CC9) e ovviamente i flagship, identificati solo da un numero dopo la serie Mi (fino alla serie Xiaomi Mi 11, dopo la quale non viene più usato il termine “Mi”). Tra i prodotti più recenti possiamo citare Xiaomi 13 e Xiaomi 13 Pro, flagship con hardware al top e MIUI 14. Gli smartphone sono disponibili in versione cinese, con ROM cinese e inglese, e in versione internazionale con ROM globale e, più recentemente, anche europea.  Oltre a Redmi, che resta a far parte del mondo Xiaomi nonostante il “differente” brand, ci sono anche i prodotti della linea POCO, nati nel 2018: tra gli esponenti più recenti c’è POCO X4 GT, uno smartphone di fascia media che punta sul rapporto qualità-prezzo.

Tablet e altri prodotti Xiaomi

Xiaomi ha realizzato anche la serie di tablet Mi Pad, anche se il declino del mercato non ha favorito una eccessiva diffusione dei prodotti. Negli anni il design è rimasto sostanzialmente lo stesso anche se la scheda tecnica si è evoluta. Le forme richiamano inevitabilmente quelle di iPad e l’utilizzo del firmware MIUI rafforza la somiglianza. Negli ultimi tempi il marchio, come tanti, sembra calcare meno la mano nel settore tablet: alla fine del 2022 è comunque stato lanciato il modello Redmi Pad, dal prezzo contenuto e pensato soprattutto per l’intrattenimento.

Uno dei punti forti di Xiaomi è l’enorme quantitativo di accessori, dispositivi indossabili, gadget e prodotti per la casa intelligente, alcuni dei quali raccolti nella piattaforma MIJIA. I dispositivi per la casa intelligente sono controllabili grazie all’applicazione Xiaomi Home, che permette far interagire tra di loro i componenti, con scenari e diverse azioni effettuabili per ogni prodotto.

L’ecosistema MIJIA, basato su una piattaforma di crowdfunding, comprende accessori per la casa, come letti, poltrone, biancheria per la casa, ma anche il famoso scooter elettrico Ninebot. Nella produzione di accessori Xiaomi troviamo droni, bilance, cuffie di ogni tipo, speaker e l’ampia gamma di indossabili. In questo caso Xiaomi si è anche appoggiata alla controllata Huami, che ha realizzato le famosissime Mi Band e che è dietro alla serie di smartwatch della linea Amazfit.

Xiaomi offre tanti prodotti per quanto riguarda i wearable: oltre alle smart band Xiaomi Smart Band 7, Smart Band 7 Pro e Redmi Smart Band Pro, sono disponibili smartwatch come Xiaomi Watch S1, Watch S1 Active e Redmi Watch 2 Lite. Anche il settore audio è piuttosto ricco, grazie alle cuffie wireless come Redmi Buds 4, Redmi Buds 4 Pro, Xiaomi Buds 3, Xiaomi Buds 3T Pro, Redmi Buds 3 Lite e così via.

Xiaomi è attiva in tanti settori: tra i prodotti a disposizione abbiamo pure smart TV, telecamere, action camera, lampade e prodotti per l’illuminazione, monopattini elettrici, monitor, router, asciugacapelli, spazzolini elettrici, elettrodomestici vari e tanto altro.

Assistenza Xiaomi

L’arrivo di Xiaomi in Italia a partire dal 2017 ha risolto finalmente l’annoso problema dell’assistenza. Oltre ai diversi store ufficiali, sparsi per le regioni italiane, sono numerose le catene di elettronica al consumo che commercializzano gli smartphone della compagnia cinese, garantendo assistenza tecnica attraverso gli oltre 200 centri convenzionati.

A disposizione il numero verde 800 690 921 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 20:00 e il sabato dalle 9:00 alle 18:00), che permette di avere assistenza su tutti i prodotti acquistati presso i canali ufficiali nel nostro Paese. Sul sito è possibile utilizzare una chat per parlare con un operatore, inviare una e-mail attraverso l’apposito form, richiedere una sostituzione, monitorare il processo di riparazione e consultare la lista dei centri di riparazione più vicini.

MIUI

Da sempre gli smartphone e i tablet Xiaomi hanno potuto contare su un firmware personalizzato: la MIUI.  La versione più recente è MIUI 14, presentata nel dicembre 2022 e basata (nella maggior parte dei casi) su Android 13. MIUI è una delle interfacce più apprezzate nel mondo Android per l’elevato tasso di personalizzazione. Come per la maggior parte delle ROM cinesi anche MIUI non ha offerto a lungo il drawer delle applicazioni, ma a partire dalla MIUI 11 è possibile selezionarlo. Nel corso degli anni l’interfaccia è diventata sempre meno chiassosa, con colori pastello e numerosi tool integrati. Abbiamo un centro di sicurezza che integra diversi strumenti per la gestione della memoria, delle applicazioni e della sicurezza. Con la versione più recente, Xiaomi ha deciso di lavorare sulla velocità e la leggerezza: sono state drasticamente diminuite le app preinstallate che non possono essere eliminate, e il sistema risulta più leggero, sia in termini di peso in GB all’interno della memoria interna sia per quanto concerne l’utilizzo di RAM.

La ROM MIUI è disponibile nella variante cinese, con supporto per la lingua inglese, nella variante Global, con supporto multilingua ma soprattutto con i servizi Google, assenti nella ROM cinese, e nella versione europea. La ROM cinese è disponibili anche nella versione Developer, aggiornata settimanalmente e ricca di novità. La versione stabile invece viene aggiornata con cadenze superiori, anche se con la cancellazione della Global Beta gli aggiornamenti sono più frequenti. È presente un programma Closed Beta per poter testare in anticipo le nuove ROM soprattutto in occasione del cambio della base Android.