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Xiaomi: smartphone, tablet, assistenza e offerte | Xiaomi Italia | TuttoAndroid

Potrà sembrare strano ma Xiaomi è una delle realtà più giovani nel mercato della telefonia mobile. Sono passati infatti meno di otto anni dalla sua fondazione eppure Xiaomi ha già raggiunto l’Olimpo dei produttori di smartphone, installandosi stabilmente tra i più grandi.

Letteralmente Xiaomi, traslitterazione del cinese 小米, significa “miglio” ma secondo l’interpretazione della stessa compagnia sono stati uniti il concetto “Xiao” secondo cui “un singolo chicco di riso di un buddista è grande come una montagna” e che sta a indicare l’intenzione di partire dalle cose piccole e semplici, e dalla parola “Mi” che sarebbe l’acronimo di Mobile internet.

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Chi è Xiaomi

Xiaomi Inc. che ha come logo il solo termine MI, è stata fondata il 26 aprile 2010 dall’attuale CEO Lei Jun e da altre sette persone. Il quartier generale della compagnia ha sede a Pechino e impiega oltre 15.000 persone in Cina, India e Malesia e Singapore. Xiaomi non produce solamente smartphone ma dispone di un catalogo di prodotti davvero vasto con TV, tablet, prodotti di elettronica di consumo, dispositivi indossabile e un ecosistema di prodotti Internet oh Things.

La strategia di mercato di Xiaomi era inizialmente basata esclusivamente sulle vendite online, una decisione dettata dalla necessità di ridurre al minimo i costi di gestione. Recentemente però sono stati aperti numerosi negozi fisici e sono programmate numerose altre aperture sia in Cina che in India.

Dopo i primi anni in sordina Xiaomi ha iniziato una politica di acquisizione di brevetti che hanno superato quota 7.000. In questo modo la compagnia conta di riuscire a creare un piano strategico di difesa contro eventuali cause per infrazioni di brevetto. Xiaomi progetta e sviluppa i suoi smartphone ma la realizzazione è affidata a Foxconn e Inventec.

Il fatturato del 2017 dovrebbe aver raggiunto i 15 miliardi di dollari, circa 12 miliardi di euro, ma si tratta di stime in quando Xiaomi è una compagnia privata e non è tenuta a rendere pubblici i propri bilanci. Da sempre la compagnia viene definita come l’Apple della Cina e lo stesso lei Jun non ha mai fatto mistero di essersi ispirato al colosso di Cupertino e al suo fondatore Steve Jobs.

Una svolta nella crescita di Xiaomi sui mercati internazionali è avvenuta con l’assunzione di Hugo Barra, al tempo vice presidente in Google, allo scopo di pianificare e guidare l’espansione al di fuori della Cina. Barra ha lasciato Xiaomi nel gennaio del 2017 per tornare negli USA, in particolare per seguire lo sviluppo della realtà virtuale in Facebook.

La politica di espansione in Europa è cominciata, seppure in sordina, nel 2017 e ha raggiunto anche l’Italia, seppur in maniera marginale. Alcuni smartphone Xiaomi sono acquistabili su Amazon e presso i punti vendita di alcune grandi catene di elettronica di consumo.

Smartphone Xiaomi

Sono essenzialmente due le linee di smartphone prodotte da Xiaomi. La linea Redmi dedicata alla fascia medio bassa del mercato e la linea Mi con dispositivi più costosi. La serie Redmi può contare sui dispositivi Redmi Note, con schermo più grande e caratteristiche solitamente superiori. Anche in questa famiglia di prodotti sono stati introdotti gli schermi 18:9, nei modelli Redmi 5 e Redmi 5 Plus, presentati a fine 2017.

Nella linea di prodotti Mi troviamo invece i flagship, che in alcuni casi hanno ricevuto varianti con prestazioni differenti e identificate con lettere diverse (come a, c, i, x, s) che nel 2018 arriveranno alla settima generazione, Nel 2017 è stato presentato il top di gamma Xiaomi Mi 6, accolto con successo dal pubblico e dalla critica. Sono presenti inoltre alcune linee particolari, come Mi Max, con schermi superiori ai 6 pollici, Mi Note che hanno provato a portaste schermi superiori ai 5,5 pollici nella gamma Mi e la linea Mi MIX, che ha tracciato una nuova tendenza nel design.

Si tratta infatti di una serie di dispositivi particolari, con le cornici ridotte ai minimi termini su tre dei quattro lati, corpo in ceramica e, nella seconda edizione, schermo 18:9. I prezzi sono uno dei punti forti della produzione di smartphone Xiaomi: si va dai 70-80 euro dei modelli Redmi più economici per arrivare ai 500-600 euro degli Xiaomi Mi MIX 2.

Tablet Xiaomi

Xiaomi ha realizzato anche la serie di tablet Mi Pad, giunti alla terza generazione, anche se il declino del mercato non ha favorito una eccessiva diffusione dei prodotti. Negli anni il design è rimasto sostanzialmente lo stesso anche se la scheda tecnica si è evoluta. Le forme richiamano inevitabilmente quelle di iPad e l’utilizzo del firmware MIUI rafforza la somiglianza, vista l’assenza del drawer delle applicazioni.

Difficile capire se Xiaomi proseguirà nella realizzazione di tablet, visto l’andamento del mercato e il crescente numero di phablet con schermi di grandi dimensioni del produttore cinese, come la serie Mi Max che raggiunge i 7 pollici.

Altri prodotti Xiaomi

Uno dei punti forti di Xiaomi è l’enorme quantitativo di accessori, dispositivi indossabili, gadget e prodotti per la casa intelligente, molti dei quali raccolti nella piattaforma MIJIA. I dispositivi per la casa intelligente sono controllabili grazie all’applicazione Mi Home, che permette far interagire tra di loro i componenti, con scenari e diverse azioni effettuabili per ogni prodotto.

L’ecosistema MIJIA, basato su unna piattaforma di crowdfunding, comprende accessori per la casa, come letti, poltrone, biancheria per la casa, ma anche il famoso scooter elettrico Ninebot. Nella produzione di accessori Xiaomi troviamo droni, bilance, cuffie di ogni tipo, speaker e l’ampia gamma di indossabili.

In questo caso Xiaomi si è appoggiata alla controllata Huami, che ha realizzato le famosissime Mi Band e la nuova serie di smartwatch/sportwatch Amazfit Pace, Amazfit Bip e Amazfit Stratos, oltre alla nuova Amazfit Cor, una sorta di Mi Band 2. Non mancano telecamere, action camera, lampade e molto altro.

Gli accessori rappresentano un valore aggiunto per Xiaomi, che riesce a ottenere un profitto decisamente superiore rispetto a quello generato dalla commercializzazione degli smartphone.

Assistenza Xiaomi

L’assistenza di Xiaomi è uno dei punti deboli, almeno per il momento. Se i prodotti vengono acquistati all’estero bisognerà rispedirli nel paese di origine e prepararsi a lunghe attese per vederli tornare. Se il prodotto è stato acquistato in Italia le cose potrebbero andare un po’ meglio. In alcuni casi infatti i rivenditori hanno dei centri assistenza in gradi di effettuare alcune tipologie di riparazione, riducendo i tempi di attesa.

Nei casi più complessi comunque è prevista la restituzione a Xiaomi, con spedizione in Cina e conseguente allungamento dei tempi di attesa. Le cose dovrebbero cambiare a breve, visto che Xiaomi sta pianificando l’apertura del primo Mi Store ufficiale. L’apertura di diversi punti vendita in Europa, con GreciaSpagna e Russia  su tutti, potrebbe portare all’apertura dio un centro assistenza unificato in Europa, che permetterebbe di avere tempi di riparazione ragionevoli.

In questo modo le vendite potrebbero decollare anche in Europa e gli utenti avrebbero maggiori garanzie anche in caso di problemi.

MIUI

Da sempre gli smartphone e i tablet Xiaomi hanno potuto contare su un firmware personalizzato: MIUI. Nell’estate del 2017 è stata rilasciata la versione 9, e nel gennaio 2018 è stata annunciata la versione 10, che sarà pronta per l’estate. MIUI è una delle interfacce più apprezzate nel mondo Android per l’elevato tasso di personalizzazione che però non va ad appesantire il sistema.

Come per la maggior parte delle ROM cinesi anche MIUI non dispone del drawer delle applicazioni, che sono collocate tutte nelle varie schermate della Home Page. Nel corso degli anni l’interfaccia è diventata sempre meno chiassosa, con colori pastello e numerosi tool integrati. Abbiamo un centro di sicurezza che integra diversi strumenti per la gestione della memoria, delle applicazioni e della sicurezza.

È presente Second Space, che consente di creare un secondo spazio dedicato, ad esempio, al lavoro, per tenere separate impostazioni e applicazioni rispetto a quelle personali. È possibile avere due istanze della maggior parte delle applicazioni installate, per poter gestire due account separati sullo stesso dispositivo. Molte altre funzioni, come il blocco delle chiamate indesiderate, sono già integrate nel sistema e non manca la possibilità di personalizzare l’aspetto dell’interfaccia grazie ai numerosi temi presenti nello store dedicato.

La ROM MIUI è disponibile nella variante cinese, con supporto per la lingua inglese, e nella variante Global, con supporto multilingua ma soprattutto con i servizi Google, assenti nella ROM cinese. Entrambe le versioni sono disponibili nella versione beta (chiamata Developer nella versione cinese), aggiornata settimanalmente e ricca di novità. La versione stabile invece viene aggiornata con cadenze superiori, tipicamente ogni 2-3 mesi.

È presente un programma Closed Beta per poter testare in anticipo le nuove ROM soprattutto in occasione del cambio della base Android. Xiaomi infatti riesce a portare la maggior parte delle funzioni di MIUI sui propri dispositivi utilizzando una base Android differente. MIUI 9 ad esempio è basata sulle versioni che vanno dalla 4.4 alla 8.0 a seconda dei dispositivi su cui è installata.

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