Mercoledì 4 ottobre, tramite il keynote Made by Google 2023 di New York, Google ha presentato ufficialmente i nuovi Google Pixel 8 e Pixel 8 Pro, smartphone su cui il colosso di Mountain View punta tantissimo, come testimoniano i sette anni di supporto completo (sia software che hardware) a partire da Android 14.

Tra le tante novità, i due smartphone possono contare su un rinnovato sensore principale da 50 megapixel che va oltre l’ISOCELL GN1 di Samsung che trovavamo a bordo dei Pixel delle due ultime generazioni. La stessa Google ha sottolineato, in fase di presentazione, i miglioramenti resi possibile dal nuovo sensore che, tuttavia, non è quell’ISOCELL GN2 sbandierato ai quattro venti da tutti nell’ultimo periodo.

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Le novità in ambito fotografico dei Google Pixel 8

Google Pixel 8 e Pixel 8 Pro sono commercializzati da Google come i primi smartphone a eseguire l’intelligenza artificiale generativa on device. Ciò è reso possibile dal nuovo SoC Tensor G3 che è stato realizzato per sfruttare al meglio tutta l’intelligenza artificiale che Big G sta includendo, in maniera sempre più marcata, all’interno del sistema operativo, delle proprie app e dei propri servizi.

Uno degli ambiti su cui l’intelligenza artificiale è ormai dominante è quello fotografico: al netto di Google Foto (vero asso nella manica dei Pixel) e tutta la suite di strumenti per la post-produzione (Magic Editor) in esso inclusa, gli algoritmi di scatto della Google Fotocamera, rinnovata anche dal punto di vista dell’interfaccia (in generale) e dotata per la prima volta di una modalità Pro di scatto (esclusiva di Pixel 8 Pro), sono stati ulteriormente affinati e promettono faville, grazie anche al fatto che Google ha svecchiato l’hardware fotografico a disposizione su entrambi gli smartphone.

Non cambia il numero di sensori a bordo, che restano due per il modello base (grandangolare e ultra-grandangolare) e tre per il modello Pro (che può contare anche su un teleobiettivo periscopico), ma cambia di molto la sostanza.

Svelata l’identità del sensore fotografico principale dei Google Pixel 8

In fase di lancio, Google ha affermato che i flagship 2023 sfruttano un nuovo sensore principale in grado di offrire prestazioni “fino al 21% migliori in scenari di scarsa illuminazione” rispetto al passato ma che mantiene la risoluzione a 50 megapixel di quello presente su Pixel 6 e Pixel 7, ovvero l’ISOCELL GN1 di Samsung.

Google descrive il sensore principale dei Pixel 8 come sensore grandangolare OCTA PD da 50 megapixel, un sensore da 1/1,31″ con pixel da 1,2 μm, apertura f/1.68 e, ovviamente, stabilizzazione ottica ed elettronica. In entrambi i casi, poi, troviamo un sensore LDAF (Laser Detect Auto Focus), multizona nel caso del modello Pro e a zona singola nel caso del modello base, un sensore di spettro e sfarfallio.

Dati alla mano, quindi, questo sensore non coincide con l’ISOCELL GN2 sbandierato ai quattro venti dai rumor della vigilia (perché questo sensore è da 1/1,12″) ma dovrebbe corrispondere all’ISOCELL GNV, sempre di Samsung, almeno stando a quanto riportato dai colleghi di XDA. Questo sensore, non pubblicizzato dall’azienda sudcoreana, ha le stesse dimensioni del GN1 ma è più “recente”, anche se in passato lo abbiamo visto a bordo di altri smartphone Android, soprattutto cinesi, come il Vivo X80 Pro.

Anche gli altri due sensori del modello Pro ricevono un boost

Mentre per Google Pixel 8 le novità sul comparto fotografico si esauriscono al sensore principale (l’ultra-grandangolare rimane il 12 megapixel dello scorso anno), sul modello Pro la situazione cambia in meglio, almeno sulla carta.

Le due fotocamere ausiliarie di Google Pixel 8 Pro sono entrambe da 48 megapixel: la prima delle due viene sfruttata da ultra-grandangolare e dovrebbe consentire di effettuare scatti ultra-wide con qualità decisamente superiore al passato e molto più vicina a quella del sensore principale.

Il teleobiettivo periscopico, invece, dovrebbe mantenere lo stesso sensore del Pixel 7 Pro (trovate qui la sua recensione) ma guadagna un’apertura maggiore (f/2.8 contro f/3.5) che dovrebbe garantire l’ingresso a più luce e, di conseguenza, scatti di qualità superiore.

Al netto di ciò che ci raccontano le schede tecniche, è bene ricordare che, in fin dei conti, la verità è quella che si sperimenta sul campo. Il comparto fotografico è uno di quelli su cui mettiamo l’accento quando recensiamo uno smartphone e quindi rimandiamo le nostre valutazioni a quando pubblicheremo la recensione completa.

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