Android Q è la distribuzione del sistema operativo di Google per il 2019. La prima versione beta di Android Q è stata rilasciata il 13 marzo 2019 per un numero ristretto di dispositivi, ma per ora non sappiamo quale sarà il nome definitivo: il numero di versione è 10.

Conosciamo già le novità che ha portato la nuova release, per cui possiamo elencarle tutte nel dettaglio qui di seguito. Andiamo a scoprire cosa c’è di nuovo con Android Q: ecco le novità, i dispositivi supportati e le tempistiche per il rollout. La pagina verrà aggiornata con gli eventuali cambiamenti operati da Google nelle varie versioni beta, fino ad arrivare alla release finale di Android Q.

Novità di Android Q

Le novità di Android Q sono parecchie e riguardano diversi aspetti del sistema operativo mobile: troviamo miglioramenti nella privacy e nei permessi, nell’interfaccia, nella connettività, nel comparto multimediale (fotocamera compresa) e molto altro. Andiamo a scoprirle tutte con ordine.

Interfaccia

Android Q si adatta all’arrivo dei primi dispositivi con display pieghevole, attraverso l’introduzione di funzioni per facilitare la transizione tra schermo chiuso e aperto e per supportare le notifiche al cambio di focus e nella ripresa delle varie applicazioni.

Novità anche per quanto riguarda la condivisione attraverso i cosiddetti Sharing Shortcuts: grazie a essi, è possibile condividere un link che porta a uno specifico contenuto in una determinata applicazione.

Sono poi presenti una serie di novità, anche estetiche: tra queste possiamo citare la possibilità di cambiare il colore di alcuni elementi dell’interfaccia (tra nero, verde, viola e quello di default), di cambiare il font di sistema, di impostare la forma delle icone delle app (dalle opzioni per sviluppatori), l’introduzione di un pulsante d’emergenza nel menu spegnimento, di un nuovo file manager con filtri di ricerca in pieno stile Material, dell’indicazione della batteria residua nella tendina delle notifiche, e non solo. Non manca il Dark Theme, o tema scuro, che viene slegato dall’attivazione del risparmio energetico per fare capolino tra i quick settings.

Interessanti anche la possibilità di conoscere quale sia l’ultima notifica ricevuta (grazie a un campanello), il supporto sperimentale alle finestre fluttuanti, la funzione nativa per registrare lo schermo e l’audio, il supporto alla modalità Desktop, la visualizzazione del brano in esecuzione nella modalità Always On Display e le nuove animazioni per la gesture del multitasking. La “pillola” di navigazione subirà cambiamenti con il passaggio ad Android Q, diventando più slanciata e funzionale.

Al Google I/O 2019, la casa di Mountain View ha svelato anche l’ampliamento della funzione Smart Reply: le cosiddette “risposte intelligenti” saranno disponibili su tutte le app di messaggistica, anche quelle di terze parti. Il sistema cerca di predire cosa l’utente vorrebbe rispondere, fornendo anche la possibilità di svolgere specifiche azioni (come aprire Maps, ad esempio).

Privacy

La privacy è un argomento importante di questi ultimi tempi, e Google ha deciso di introdurre alcune novità al riguardo. Android Q migliora la trasparenza dei permessi e fornisce un maggiore controllo agli utenti sui dati e sulle funzionalità delle varie applicazioni. Questo riguarda principalmente la geolocalizzazione: gli utenti possono infatti negare alle app il permesso di ottenere informazioni sulla posizione e scegliere se concederli sempre o soltanto nel momento in cui l’app è in esecuzione.

Sono inoltre presenti maggiori controlli per l’accesso ai file condivisi (come foto, video o file vari), a identificatori come IMEI e numeri di serie, e sulle interruzioni da parte di app che lanciano attività in background.

Connettività

Android Q introduce il supporto agli standard WP3 e OWE e fornisce un MAC Address casuale quando il dispositivo si va a connettere a una rete wireless differente. Il nuovo stack Wi-Fi permette di semplificare la gestione dei dispositivi Internet of Things (IoT) sulla rete locale, migliorando le procedure di configurazione, di download e di stampa.

Restando sul Wi-Fi, la release introduce una nuova API per il suggerimento delle reti Wi-Fi preferite e la modalità adaptive Wi-Fi per ridurre la latenza durante l’uso di alcune app, come ad esempio i giochi. Da segnalare anche l’attivazione del Dual SIM Dual Standby su Google Pixel 3 e 3 XL e la funzione Easy Connect, per facilitare la configurazione tramite codice QR. Android Q è inoltre il primo sistema operativo per dispositivi mobili in grado di supportare nativamente il 5G.

Fotocamera, multimedia e grafica

Nutrita quantità di novità anche per quanto riguarda il comparto multimediale, nel quale racchiudiamo sia ciò che riguarda la fotocamera, sia quanto concerne la grafica.

Partendo dalla fotocamera, Android Q integra la funzione Dynamic Depth per la sfocatura e gli effetti bokeh ad alta qualità, anche per gli sviluppatori di terze parti: l’immagine ottenuta è composta da un JPEG, da metadati XMP con la profondità e da una mappa relativa a quest’ultima, che consente di creare immagini 3D. Aggiunto inoltre il supporto alle foto monocromatiche in formato RAW.

Introdotto poi il supporto al codec open source AV1, grazie al quale è possibile ottenere uno streaming video di alta qualità con un minore sfruttamento della banda; grazie all’API MediaCodecInfo viene stabilita rapidamente la capacità del dispositivo, permettendo di impostare la migliore qualità possibile, mentre l’API MIDI nativa permette di comunicare con un device MIDI tramite NDK.

Passando alla grafica, Android Q apre al supporto sperimentale ad ANGLE, un layer OpenGL (al momento della prima beta è supportata la versione 2.0, ma la 3.0 arriverà) che gira su Vulkan (più moderno e decisamente più semplice da gestire): in questo modo le applicazioni e i giochi possono sfruttare prestazioni e stabilità offerte dalla piattaforma. Vulkan dovrà essere supportato da tutte le app a 64 bit scritte per Android Q. La versione 1.2 dell’API Neural Networks aggiunge infine 60 nuove operazioni e numerose ottimizzazioni.

Interessante anche la funzionalità Live Caption, annunciata al Google I/O 2019: questa si rivela utile agli utenti con problemi di udito e garantisce la presenza costante dei sottotitoli, che vengono sovrapposti a qualsiasi schermata di qualsiasi applicazione stia riproducendo contenuti multimediali.

Miglioramenti di Android

Android Q migliora il runtime ART, velocizzando l’avvio delle applicazioni e ottimizzando il consumo di memoria, e aggiunge il protocollo di sicurezza TLS 1.3 per perfezionare prestazioni e sicurezza. Le app possono ora contare su un framework per l’autenticazione unificata (BiometricPrompt), che supporta anche il riconoscimento del volto.

Google prosegue inoltre con l’eliminazione delle API non pubbliche, che aumentano le probabilità di crash di sistema, e spinge per la transizione delle app verso un supporto alle versioni più recenti del sistema operativo: il Google Play Store richiederà entro breve il supporto alla versione 28 dell’SDK e ai 64 bit, sia per quanto riguarda le nuove app sia per i semplici aggiornamenti.

Con Android Q, Google rivoluziona la distribuzione degli aggiornamenti di sicurezza. Grazie al nuovo Project Mainline, il sistema potrà essere aggiornato in alcuni specifici moduli; in questo modo per Big G sarà più facile rilasciare nuove patch per bug minori o per problemi di sicurezza, senza nemmeno la necessità che venga riavviato lo smartphone. La funzione riguarderà solo i dispositivi con Android Q nativo.

Altre novità

La lista di novità di Android Q non si esaurisce ovviamente qui. Insieme a quelli di cui abbiamo parlato nei paragrafi qui sopra, Google ha introdotto altri miglioramenti di vario genere, che abbiamo deciso di raccogliere nella lista qui di seguito.

Vale infatti la pena citare:

  • Focus Mode all’interno di Benessere Digitale, per mettere in pausa determinate applicazioni
  • implementazione di Family Link per regolamentare l’utilizzo della tecnologia da parte dei più piccoli
  • pressione prolungata sulle notifiche per bloccare la notifica, silenziarla o lasciarla invariata
  • swipe parziale verso destra sulle notifiche per mostrare i controlli per la funzione snooze
  • nuova app preinstallata Trascrizione Istantanea, che trascrive le registrazioni audio in formato testo
  • il Pixel Launcher permette ora di annullare la rimozione di un’icona
  • gli screenshot possono ora mostrare la presenza di un eventuale notch
  • la schermata di sblocco ha un effetto blur durante la riproduzione della musica
  • la selezione del testo e la ricarica sono accompagnati da un feedback aptico
  • possibilità di selezionare l’applicazione che filtrerà le telefonate in entrata
  • introdotta una nuova schermata per selezionare quale periferica usare per ascoltare l’audio

Dispositivi supportati da Android Q

Android Q sarà supportato da una valanga di smartphone e tablet Android. I primi a riceverlo, partendo dalla prima beta, sono stati Google Pixel, Pixel XL, Pixel 2, Pixel 2 XL, Pixel 3 e Pixel 3 XL, ma a partire dalle Beta 3 si sono aggiunti altri 16 modelli, tra cui Xiaomi Mi 9, Mi MIX 3 5G, ASUS ZenFone 5Z, Essential Phone PH-1, LG G8 ThinQ, OnePlus 6 e 6T e Sony Xperia XZ3. Un po’ a sorpresa Big G ha deciso di continuare a supportare i Google Pixel di prima generazione, che durante il periodo di rilascio di Android Q in versione finale avranno già ampiamente superato il periodo di aggiornamenti garantiti. Grazie alla tabella fornita da Google, sappiamo che la casa di Mountain View ha esteso a tre major release il supporto da Pixel 2 e 2 XL in avanti, ma non ci aspettavamo un cambio di rotta già con i modelli di prima generazione.

I vari Samsung Galaxy S9, S10, Note 9, Huawei Mate 20/Mate 20 Pro, P20/P20 Pro, P30, LG G7, G8s, V40, Sony Xperia 1, OnePlus 6/6T e così via saranno sicuramente aggiornati ad Android Q (alcuni di essi potranno contare sulle beta). Con Android 9 Pie abbiamo finalmente iniziato a vedere i primi veri frutti di Project Treble, con aggiornamenti tendenzialmente più rapidi per tutti i produttori principali, per cui con Android Q potremmo ottenere di meglio.

Rollout di Android Q

Android Q è stato rilasciato in beta il 13 marzo 2019, ma prima della release finale saranno distribuiti diversi firmware in Developer Preview, come per le versioni precedenti. Dopo la prima beta ne sarà rilasciata una seconda ad aprile, una terza a maggio e una quarta a giugno: a quel punto si entrerà nel vivo con le Beta 5 e 6, che precederanno la release finale prevista entro il Q3 2019. In pratica:

  • Beta 1 – marzo
  • Beta 2 – aprile
  • Beta 3 – maggio
  • Beta 4 – giugno
  • Beta 5 e 6 – luglio
  • release finale – luglio-settembre

La versione definitiva di Android Q arriverà dunque entro il mese di settembre, se non ci saranno intoppi lungo il percorso. Le tempistiche sono riferite soltanto ai dispositivi di Google, per quanto riguarda gli altri è necessario fare riferimento ai vari produttori.

A questo indirizzo trovate tutte le informazioni per installare Android Q Beta su Google Pixel, a questa pagina quelle per averlo sugli altri smartphone Android.