Nella serata di ieri, giovedì 23 gennaio 2025, Google ha rilasciato, a tutti gli utenti registrati al programma Beta di Android e in possesso di un Pixel compatibile, la beta 1 di Android 16, terzo passo di un lungo percorso di sviluppo che si chiuderà tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate del 2025, lasso temporale in cui è atteso il rilascio in forma stabile del prossimo major update di Android.

La beta 1 porta sugli smartphone e sul tablet della gamma Pixel alcune novità, non tantissime a dire il vero, anche rispetto a quelle annunciate e/o che ci potevamo aspettare di trovare. Non abbiamo ancora le idee chiare al 100% su dove andrà a parare il prossimo Android 16 sui dispositivi Made by Google (e non solo). Siamo certi che la situazione si evolverà presto: ogni major update introduce una miriade di novità che si vanno svelando in maniera sempre più corposa man mano che si avanza nel ciclo di sviluppo.

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Android 16: andiamo a scoprire le novità della beta 1

Poche ore fa, nel raccontarvi il rilascio della nuova beta 1 di Android 16, abbiamo riportato le novità che la stessa Google aveva sottolineato all’interno di un post dedicato sul blog degli sviluppatori Android.

La community, tuttavia, corre veloce: installando effettivamente la nuova versione in anteprima su uno degli smartphone Google Pixel supportati (da Google Pixel 6 in avanti) o sull’emulatore di Android Studio, sono emerse altre novità, segno che il sistema operativo di prossima generazione sta (lentamente) prendendo forma di passo in passo.

Prima di addentrarci nell’analisi delle novità che emergono sui Pixel con la nuova build in anteprima che, di fatto, inaugura la seconda fase dello sviluppo di Android 16, è bene andare a fare un piccolo recap di quanto abbiamo visto/scoperto finora, tra le due Developer Preview e gli indizi nascosti nelle beta di Android 15 QPR2.

I bug risolti e i piccoli bug presenti nella beta 1 di Android 16

Partiamo in questa rassegna delle novità andando a condividere quelli che, secondo quanto dichiarato da Google nelle note di rilascio ufficiali, sono i principali problemi risolti con la beta 1 e i problemi noti presenti nella beta 1.

Principali problemi risolti

  • Risolto un problema che in alcuni casi causava il fallimento dei pagamenti NFC a causa di un’eccezione di puntatore nullo.
  • Risolto un problema che causava un consumo eccessivo della batteria quando alcune app erano in esecuzione in background.
  • Risolto un problema per cui toccare una notifica di contenuti multimediali in riproduzione a volte non avviava l’app corrispondente.
  • Risolto un problema per cui, su alcuni dispositivi, lo schermo della fotocamera a volte lampeggiava se il livello di zoom veniva regolato durante la registrazione di video.
  • Risolti vari altri problemi che influivano sulla stabilità del sistema.

Problemi noti – Piattaforma Android

  • Un problema con il ClassLoader Java LazyValue a volte causa l’arresto anomalo delle app con un’eccezione “ClassNotFoundException”.
  • Gli eventi touch simulati non funzionano durante l’utilizzo di ADB o dei servizi di accessibilità.

Problemi noti – App

  • Le app che dipendono dalla seguente libreria potrebbero riscontrare arresti anomali intermittenti e altri problemi di stabilità perché questa libreria si basa su strutture ART interne:
    • HiddenApiBypass (org.lsposed.hiddenapibypass:hiddenapibypass)
  • L’audio per l’app YouTube a volte continua a essere riprodotto in background se, dopo aver messo in pausa il video, l’app viene ridotta a icona e quindi viene riprodotto un video tramite un’altra app.
  • L’app Google TV a volte si arresta in modo anomalo durante l’avvio e visualizza il messaggio “Si è verificato un errore”.
  • L’app Google TV a volte visualizza una schermata vuota se l’app viene riaperta poco dopo essere stata chiusa.

Oltre a quelli citati direttamente dal team di sviluppo, in generale, questa beta 1 non sembra proprio stabile al 100% e, almeno nella nostra esperienza, presenta alcuni bug di varia natura.

Alcuni bug sono di tipo funzionale, quasi una sorta di lentezza spasmodica nel primo caricamento dopo il primo riavvio: un esempio (prime due immagini della galleria sottostante) si può riscontrare nella sezione per scegliere le due scorciatoie nella schermata di blocco; per alcuni minuti dopo il riavvio, la sezione appare vuota e non carica bene.

Altri bug sono legati ai colori dinamici (al tema) e al contrasto: un paio di esempi (immagini tre e quattro della seguente galleria) si possono riscontrare nel panello per modificare i comandi rapidi (sfondo bianco casuale con tema scuro) e nel centro di controllo/notifiche (codice della build non a contrasto); problemi del genere si risolvono andando a cambiare il tema e il contrasto del testo dall’app Sfondo e stile.

Le (poche) novità tangibili

Passando oltre, sebbene le attese fossero indubbiamente alte per questa beta 1 che, di fatto, ha inaugurato la seconda fase del ciclo di sviluppo di Android 16, le novità effettivamente tangibili (cioè disponibili per tutti gli utenti che installano la build) sono davvero poche.

Sfondo sfocato prima del caricamento della schermata iniziale

Al riavvio dello smartphone, subito dopo l’inserimento del codice PIN di sblocco, lo sfondo apparirà sfocato rispetto all’aspetto finale che avrà una volta terminato il caricamento della schermata iniziale.

Android 16 DB1 - Pixel Launcher - Caricamento schermata home

L’icona di sistema è quella di Android 16

Conclusa la fase delle Developer Preview, Android 16 ha iniziato (pian piano) a distaccarsi dal precedente Android 15: ciò si può evincere dall’icona di sistema che è stata rimpiazzata con quella della prossima versione del sistema operativo.

Android 16 DB1 - Icona di sistema aggiornata

Resta Baklava ma il logo della versione di Android è quello nuovo

Lo stesso ragionamento di sopra si può replicare con il logo della versione di Android (raggiungibile tramite il percorso “Impostazioni > Informazioni sullo smartphone > Versione Android” e, successivamente, tre pressioni rapide su “Versione Android”).

Al posto del logo a forma di V che caratterizzava Android 15 (Vanilla Ice Cream), troviamo il nuovo logo di Android 16. In attesa della beta 3 che sancirà la finalizzazione delle API (livello 36) e dei comportamenti di sistema, la Versione Android, invece, resta Baklava.

Android 16 DB1 - Baklava logo aggiornato

Nelle impostazioni, spunta la nuova sezione “Archiviazione dei contatti”

Al percorso “Impostazioni > App” è stata aggiunta la nuova sezione Archiviazione contatti che permette all’utente di scegliere se memorizzare i contatti solo sul dispositivo o memorizzarli e sincronizzarli anche con uno degli account Google aggiunti registrati sullo smartphone (è presente un collegamento per aggiungere ulteriori account).

Android 16 DB1 - Impostazioni - Archiviazione contatti

La gesture “indietro predittivo” si estende alle app e alla navigazione con 3 pulsanti

Delle novità annunciate nella serata di ieri da Google, quelle legate alla gesture Indietro Predittivo sono effettivamente state implementate già con la beta 1:

  • Indietro predittivo funziona anche se sul dispositivo è impostata la “Navigazione con tre pulsanti”. Basta effettuare una pressione prolungata sul pulsante indietro per ricevere un’anteprima della schermata su cui ci porterà l’azione “indietro”.
  • Indietro predittivo va oltre alle impostazioni di sistema (e a poche altre app che lo supportavano) e inizia a estendersi ad altre app (sarà attivo di default per le app con target alle API 36). Un esempio è già riscontrabile nell’app Sfondo e stile.

Android 16 DB1 - Indietro predittivo - 3 pulsanti e app

Spariscono widget e scorciatoia sul blocco schermo per prendere appunti

La beta 1 di Android 16 rimuove una funzionalità che era invece presente sulla precedente DP2: sono infatti spariti tutti i riferimenti alla funzionalità “Aggiunta di note”, ovvero il widget dedicato e la scorciatoia dedicata per la schermata di blocco.

Live Updates: assenti nella beta 1 ma emerge qualche dettaglio in più

Google ha pubblicato (e poi rimosso) maggiori dettagli sulla funzionalità Live Updates, annunciata con la beta 1 di Android 16 ma non effettivamente implementata sul fronte degli utenti (immagini via 9to5Google).

Android 16 DB1 - Live Updates - Mockup

Rispetto a quanto trapelato nella serata di ieri, i Live Updates saranno molto diversi dalla Now Bar della One UI 7. Sono prgettati per essere una diversa tipologia di notifiche, specifica per alcuni ambiti (navigazione, consegne di cibo, rider in arrivo).

L’immagine seguente mostra lo schema guida per sfruttare questa nuova tipologia di notifiche, incluse le linee guida sulla dimensione (in dp) delle icone che verranno inserite. Non è ancora chiaro se questo possa essere il layout definitivo: sicuramente ne sapremo di più con il rilascio delle prossime beta di Android 16.

Android 16 DB1 - Live Updates - Specifiche

Altre novità work in progress

Oltre alle novità tangibili di cui vi abbiamo parlato e dei (pochi) dettagli in più emersi sui Live Updates, la beta 1 di Android 16 nasconde alcune funzionalità che sono ancora in fase di sviluppo: alcune possono essere abilitate attraverso flag sperimentali per sviluppatori, altre emergono esclusivamente dall’analisi del codice sorgente.

Funzionalità “Secure Lock”

Nella serata del 23 gennaio, il team della sicurezza di Google ha annunciato alcune novità legate alla suite “Protezione dai furti”, portando la Verifica dell’identità sugli smartphone Samsung con One UI 7 e promettendo ulteriori miglioramenti alla suite che punta a proteggere gli utenti in caso di furto del loro dispositivo mobile.

In futuro, “Protezione dai furti” guadagnerà la funzionalità Secure Lock, una funzionalità che consente di abilitare da remoto una modalità di sicurezza avanzata. Quando attiva, lo sblocco del dispositivo richiederà l’inserimento sia del PIN che dei dati biometrici. Inoltre, verranno limitate le notifiche, i widget, l’accesso alle impostazioni rapide e l’assistente digitale per prevenire la perdita (o il furto) di dati sensibili.

Dall’analisi del codice sorgente della beta 1 di Android 16, il solito Mishaal Rahman (via Android Authority) ha individuato una nuova autorizzazione, chiamata MANAGE_SECURE_LOCK_DEVICE, che verrà probabilmente concessa ai Google Play Services, contenitore del servizio Trova il mio dispositivo.

Modalità di “Protezione Avanzata”

Android 16 porterà al debutto la Advanced Protection Mode (modalità di protezione avanzata), una funzionalità di sicurezza, già chiacchierata a ottobre, pensata per “proteggere” le personalità di spicco/a rischio di hackeraggio (amministratori IT, giornalisti, attivisti, personaggi politici) per cui Big G ha introdotto l’Advanced Protection Program (programma di protezione avanzata) nel 2017.

Sempre il solito Mishaal Rahman (via Android Authority), dall’analisi della beta 1, è riuscito ad abilitare la nuova funzionalità di sicurezza e ha scoperto che, una volta abilitata, il toggle “Consenti da questa origine” (che si trova nelle app disponibili al percorso “Impostazioni > App > Accesso speciale per le app > Installa app sconosciute”) era disattivato.

Provando ad attivare l’interruttore, viene mostrata un’interfaccia che mette in mostra l’opera della modalità di protezione avanzata. In soldoni, con questa funzionalità attiva (che si rivolge solo agli iscritti al programma di protezione avanzata e non a tutti), diventa impossibile effettuare il sideload delle app sugli smartphone delle persone di spicco/a rischio hackeraggio.

Lo sviluppo di Android 16 procede secondo i piani

Come spiegato dalla stessa Google attraverso il comunicato di presentazione della beta 1 di Android 16, la nuova versione del sistema operativo continua il suo percorso di evoluzione verso l’ottimizzazione del modo in cui le app interagiscono con il sistema, al fine di migliorare la durata della batteria, la fluidità e l’integrità del sistema stesso e perfezionare l’esperienza dell’utente finale.

Altri aspetti tenuti in conto dal team di sviluppo sono, ad esempio, il miglioramento della privacy e della sicurezza degli utenti, nonché la messa a disposizione di maggiore controllo sull’hardware fotografico per le app di terze parti.

Android 16 beta 1 - timeline sviluppo - gennaio 2025

Ora che siamo nella seconda fase, conosceremo il “vero” Android 16

Quelle che vi abbiamo illustrato in questo articolo, sono le (poche) novità emerse dalla beta 1 di Android 16. Come potete apprezzare dall’immagine qui sopra, siamo solo al primo step della seconda fase nel processo evolutivo del sistema operativo: ci aspettiamo tantissime ulteriori novità nei prossimi mesi.

Dopo la beta 2, attesa a febbraio, la beta 3 sarà cruciale perché inaugurerà la terza fase del ciclo di sviluppo, con Android 16 che raggiungerà la stabilità della piattaforma (verranno finalizzate le API di livello 36 e i comportamenti di sistema), e ci avvicineremo sempre più all’aspetto che il sistema operativo avrà in fase di rilascio sul canale stabile.