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Android 9 Pie: novità, download, dispositivi supportati, uscita, video e notizie

Android 9 Pie, la nuova release del robottino verde che prende il posto di Oreo, è stata annunciata da Google il 7 marzo 2018 e rilasciata ufficialmente il 6 agosto 2018 e quindi possiamo scoprire le sue novità, che sono tantissime, soprattutto dopo le tante developer preview distribuite in questi mesi.

Non ci sono dubbi sul fatto che si tratti di una major release perché porta con sé una gran quantità di novità grafiche e funzionali. E questo è in un certo modo confermato anche dalla numerazione, che vede il 9 al posto di un ipotetico 8.2, affiancato dal nome del dolcetto (torta) scelto da Google per indicare questa release.

Al momento attuale è disponibile, in versione finale, solo per i Google Pixel, di prima e seconda generazione, e per pochi altri fortunati smartphone e lo sarà molto presto, durante l’autunno, per tutti quelli di Sony, Xiaomi, HMD, Oppo, Vivo e OnePlus facenti parte del programma beta; per Essential Phone PH-1 è già disponibile.

Adesso diamo uno sguardo da vicino ad Android 9 Pie e alle novità che porta con sé rispetto alla release precedente. Bisogna tenere presente che non tutte le novità elencate potrebbero essere presenti nei dispositivi non realizzati da Google perché qui si fa riferimento ad Android 9 Pie stock pensato per i Google Pixel, non alle versioni modificate dagli OEM.

Indice:

Novità di Android 9 Pie

Le novità di Android 9 Pie sono tante e tutte pronte interessanti per l’utente finale, anche se alcune di loro sono “nascoste”. La più eclatante, almeno a livello mediatico, è senza dubbio il supporto al notch, ossia alla tacca nella barra di navigazione e, ovviamente, di stato: le icone nella barra di stato, infatti, vengono organizzate automaticamente e in modo intelligente e i quick toggle, così come altre parti di sistema, si adattano se nello smartphone è presente il notch.

La tendina delle notifiche, i quick toggle, le finestre pop-up di sistema (come nel caso del power-menù) e i menù delle impostazioni hanno tutti un nuovo look, con angoli arrotondati e colori sgargianti, e sono smart, in modo da adattarsi allo stato e alle modifiche di sistema. Finalmente è possibile scegliere preventivamente, tramite un’opzione, cosa il sistema deve fare all’inserimento di un cavetto nella porta USB, modificare gli screenshot appena acquisiti tramite un tool nativo, che è stato potenziato e integrato maggiormente all’interno del sistema in modo da essere più facilmente accessibile e fruibile, e interagire con le applicazioni attraverso la schermata di multi-tasking in modo da poter copiare e condividere testo, condividere contenuti ed eseguire altre operazioni senza dover accedere all’applicazione a schermo intero.

L’Ambient Display mostra la percentuale di carica residua, il quick toggle e le impostazione del Wi-Fi mostrano più informazioni rispetto a prima e il quick toggle della modalità notturna mostra l’orario di attività. I quick toggle sono organizzati su pagine orizzontali con il solito scorrimento, non sono più espandibili come in precedenza e mostrano sulla parte superiore lo stato della sveglia e dei suoni di sistema (silenzioso, vibrazione, ecc.). Sparito anche il colore arancione della barra di stato e di navigazione all’attivazione del risparmio energetico. Nel menù per modificare il profilo temperatura dei colori del display c’è un’immagine utile per mostrare in tempo reale la resa del display al variare del profilo.

La Batteria Adattiva promette di diminuire i consumi e aumentare l’autonomia agendo sulla CPU, sulle applicazioni e sulla luminosità del display in base ad alcuni parametri e all’utilizzo che l’utente fa dello smartphone, ovviamente il tutto è gestito dall’intelligenza artificiale. Actions e Slices permettono agli sviluppatori terzi di utilizzare nuove parti del sistema per le loro applicazioni. Le notifiche sono smart e in grado di adattarsi sempre di più alle esigenze dell’utente tramite una maggiore personalizzazione e un look minimale ma visibile, soprattutto per quanto riguarda quelle heads-up rinnovate anche nell’animazione: supportano le quick replies multiple, in modo che la notifica resti visibili dopo aver inviato una risposta, la gestione rapida delle singole notifiche tramite una scorciatoia e mostrano un promemoria quando la batteria è scarica con la stima di spegnimento del dispositivo.

Dashboard, App Timer, Wind Down, Digital Wellbeing e Sush sono cinque funzionalità con cui Google vuole limitare l’utilizzo dello smartphone e ridurne la dipendenza, agendo su notifiche, applicazioni, modalità notturna e altri parametri e fornendo un riepilogo completo sul tempo passato a usare lo smartphone. Una nuova opzione permette di attivare il silenzioso o la vibrazione in qualsiasi momento semplicemente premendo insieme i tasti volume su e accensione/spegnimento. Il Google Pixel Launcher supporta il blocco della rotazione, tramite una nuova opzione, e le Actions di cui abbiamo parlato sopra, che permettono agli sviluppatori di proporre scorciatoie per le applicazioni tramite intelligenza artificiale, e ha un nuovo menù alla pressione prolungata nella homescreen.

La modalità notte, attivabile nelle impostazioni per sviluppatori, permette di attivare una modalità d’uso per la notte e la modalità non disturbare nasconde completamente le notifiche nella tendina. Il widget At a Glance si espande e arriva nella schermata di blocco, dove ora mostra data, orario e previsioni del meteo. Le gesture, non alla iPhone X, si pongono lo scopo di migliorare e semplificare l’interazione con lo smartphone: una volta attivate nelle impostazioni danno la possibilità di usare lo smartphone senza la barra di navigazione e quindi di muoversi fra i menù, le applicazioni, le funzionalità e, in generale, fra l’intero sistema tramite gesti, o dovremmo dire swipe, sulla parte inferiore del display. Ci si muove all’interno del sistema, anche fra le applicazioni, solo tramite gesti, che vengono automaticamente modificati e adattati in base a cosa si sta visualizzando sul display.

Ci sono poi nuove animazioni di sistema, un nuovo suono di ricarica e nuovo sfondo predefinito, il supporto ad Android Auto Wireless e alle API Vulkan 1.1, vari altri piccoli ritocchi grafici qua e là (come nel caso del menù pop-up dello split-screen e del menù Accessibilità), dei miglioramenti all’autonomia e alle prestazioni di sistema e delle applicazioni, il supporto pieno alla tecnologia HDR, miglioramenti alla sicurezza e alla privacy e varie altre novità minori, anche riguardanti gli sviluppatori e le API (in modo particolare per lettore di impronte digitali e scansione dell’iride e del viso) e altre parti di sistema. In più è stata rimossa quella fastidiosa notifica persistente che compariva ogni qualvolta un’applicazione era in esecuzione e quindi consumava energia impattando sulla batteria, in compenso però ce ne sono di nuove che segnalano l’uso di microfono e fotocamera da parte delle applicazioni. E chiaramente c’è un nuovo easter egg, che non poteva di certo mancare.

Dispositivi supportati da Android 9 Pie

E’ ancora presto per parlare di aggiornamenti e dispositivi supportati in modo definitivo, però sappiamo che Android 9 Pie sarà rilasciato con certezza per Xiaomi Mi A1, Google Pixel 2, Google Pixel 2 XL, gli smartphone di Nokia del 2017, Google Pixel, Google Pixel XL, Nokia 7 Plus, Nokia 8 Sirocco, Nokia 1, Nokia 6 (2018), Xiaomi Mi MIX 2S, OnePlus 6, Essential Phone PH-1, Sony Xperia Xz2 e per tutti gli smartphone top di gamma di quest’anno (Samsung Galaxy S9, LG G7 ThinQ, Huawei P20 e compagnia bella). Per alcuni di loro, addirittura, è già disponibile al download in forma definitiva e sotto forma di developer preview, dato che Google ha esteso il programma Android Beta ad alcuni partner dando loro la possibilità di iniziare a testare il nuovo firmware in anteprima su alcuni modelli di smartphone.

Ci sono ottime possibilità che sia rilasciato anche per molti altri smartphone dello scorso anno, come Samsung Galaxy S8, LG G6, LG V30, HTC U11 e via dicendo, ma in questo caso non sono ancora state comunicate informazioni ufficiali e quindi, nonostante crediamo che ci siano ottime possibilità che ciò accada, non ci sono conferme definitive. Ne sapremo di più nei prossimi mesi, adesso è ancora presto per parlare di roll out di aggiornamenti e dispositivi supportati, sebbene per alcuni modelli l’aggiornamento ad Android 9 Pie sia già stato confermato e rilasciato sotto forma di developer preview. Comunque ne vedremo delle belle in termini di supporto software, sia grazie a Project Treble che a un accordo che Google ha stretto con Qualcomm.

Roll out di Android 9 Pie

Come previsto, dopo alcuni mesi di developer preview e di affinamenti, Android 9 Pie è stato rilasciato da Google per i suoi dispositivi e nello specifico per Google Pixel, Google Pixel XL, Google Pixel 2 e Google Pixel 2 XL sia sotto forma di OTA che di factory image. I Google Pixel 3, ovviamente, monteranno Android 9 Pie di fabbrica.Discorso diverso per le altre aziende e per i singoli modelli perché i roll out degli aggiornamenti richiederanno tempi molto più lunghi e saranno soggetti a diversi fattori: bisogna quindi aspettare annunci da parte delle singole aziende coinvolte per conoscere le tempistiche dei roll out e i modelli che saranno aggiornati. Google comunque ha comunicato che sta lavorando a stretto contatto con vari partner per portare Android 9 Pie su tanti altri prodotti, sia come aggiornamento che come software preinstallato di fabbrica, e che il suo arrivo sugli smartphone del programma Android One e beta è previsto per l’autunno del 2018.

Video prova di Android 9 Pie

Download e installazione di Android 9 Pie

Android 9 Pie, in versione finale, è disponibile al download, in questo momento, solamente per i Google Pixel di prima e seconda generazione e per Essential Phone PH-1, sia tramite factory image che tramite OTA. Sotto forma di developer preview, invece, è disponibile per Sony Xperia XZ2Nokia 7 PlusXiaomi Mi MIX 2SOppo R15 ProVivo X21 e OnePlus 6. E’ disponibile all’installazione sia tramite OTA, per gli smartphone iscritti al programma Android Beta, che manualmente scaricando la factory image e procedendo con il flashing manuale seguendo la nostra guida. I file di installazione, insieme ad altre informazioni, sono reperibili per tutti i modelli di smartphone supportati in questa pagina del sito ufficiale di Android.

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