Google Assistant, in italiano chiamato Assistente Google, è un assistente personale virtuale sviluppato dall’azienda di Mountain View e annunciato nel maggio 2016 durante il Google I/O. Si tratta di una importante evoluzione di Google Now, già presente sugli smartphone Android da qualche anno.

Assistant ha vissuto mesi di costante evoluzione e miglioramento: è partito dall’app di messaggistica Google Allo per arrivare solo successivamente alla completa integrazione nel sistema operativo Android.

Funzionalità di Google Assistant

Google Assistant è un’evoluzione di Google Now: conserva le caratteristiche che abbiamo imparato a utilizzare aggiungendone molte altre anche grazie alla piattaforma di elaborazione del linguaggio naturale. Gli utenti sono in grado di sviluppare una vera e propria conversazione con l’assistente virtuale, che a sua volta è capace di imparare e memorizzare, selezionando le risposte anche in base a questo.

È possibile interagire con Google Assistant attraverso comandi vocali o tramite la tastiera, per svolgere una miriade di operazioni, come avviare applicazioni, impostare promemoria o eventi, ricevere notizie o informazioni varie dalla Rete (come il meteo), mandare messaggi, e-mail, far partire telefonate. Similmente a Google Now, grazie al comando vocale “Ok Google” è possibile svolgere le diverse operazioni senza mai toccare lo smartphone.

Google Assistant impara con il tempo a conoscere abitudini e preferenze ed è inoltre in grado di apprendere il modo di scrivere e di parlare degli utenti in modo da interpretare le richieste più facilmente. Offre anche la possibilità di utilizzare chatbot di terze parti con i quali interagire per gli acquisti (come quello di Zalando).

Con il Google I/O 2018 sono state annunciate e mostrate altre funzionalità decisamente interessanti e a tratti sorprendenti, che arriveranno durante l’estate a partire dagli USA: grazie ai miglioramenti effettuati attraverso l’Intelligenza Artificiale, al keynote di apertura Big G ha mostrato come l’assistente sarà in grado di intrattenere una conversazione telefonica autonoma con un negozio per fissare un appuntamento o ordinare da mangiare.

Google Assistant potrà poi tenere traccia delle nostre abitudini ordinando autonomamente il nostro “solito caffè” e si prepara a ricevere miglioramenti per i dialoghi, che risulteranno più semplici, naturali e spontanei.

La funzione Pretty Please è destinata ai più piccoli e mira ad insegnare ai bambini a rivolgersi con educazione: l’assistente risponderà con frasi del tipo “grazie per aver detto per favore”, sostenendo l’atteggiamento corretto.

Negli USA, l’assistente può contare su ben 6 nuove voci aggiuntive, che si affiancano a Holly, la prima disponibile. Grazie alla collaborazione con John Legend, la voce della star farà compagnia agli utenti statunitensi in alcune situazioni.

Google ha inoltre in serbo la creazione di routine personalizzate, di abbonamenti alle Actions (vere e proprie espansioni vocali), e soprattutto l’integrazione con Google Maps: per esempio, con questa integrazione sarà possibile controllare la riproduzione musicale, o magari chiedere ad Assistant di condividere il tempo di arrivo stimato con altre persone, il tutto mentre siamo alla guida e senza distrazioni.

Per saperne di più potete fare riferimento alla nostra prova video e agli screenshot: li trovate scorrendo più in basso.

Cosa sa fare Google Assistant

In teoria Google Assistant potrebbe rispondere a qualsiasi domanda, nella pratica ha bisogno di essere ampliato e migliorato ma la base di partenza è già molto buona. Nei paesi anglofoni ad esempio Google Assistant è in grado di fare prenotazioni nei ristoranti e pagamenti tramite Android Pay, in Italia non arriva a tanto ma in alcuni casi sa già sorprendere, vediamo dunque ad oggi fin dove riesce a spingersi in lingua italiana.

Trovare risposte: Google Assistant è capace di rispondere direttamente a domande generali come “A che ora sorge il sole?”, “Quanto dista la luna?”, “Chi ha inventato il telefono?”, “Chi è Platone?” e “Qual è l’altezza di Adele?”. Inoltre, una volta proposto un soggetto è in grado di contestualizzare le domande successive, ad esempio chiedendo “Qual è la sua età” dopo aver chiesto “l’altezza di Adele”.

Impostare funzionalità sullo smartphone: funzionalità ereditata da Google Now, basta chiedergli di “impostare una sveglia” indicando giorno e orario.

Ricevere aggiornamenti meteo: chiedendo il meteo del giorno, del giorno successivo, di una certa località o dati più precisi su vento o temperatura, ad esempio: “Che tempo fa oggi?” o “Che tempo fa a Bora Bora?”

Risultati sportivi, info voli e risultati finanziari: Google Assistant può rispondere anche a domande riguardo lo sport, dandoci informazioni sull’esito degli ultimi incontri o sui prossimi. Non solo, è possibile recuperare informazioni riguardo ritardi o status dei voli in programma e dettagli sui titoli finanziari.

Fai un gioco: se siete presi dalla noia potete farlo sapere a Google Assitant, in risposta riceverete alcuni consigli per dialogare e passare il tempo fra cui la possibilità di intrattenervi con alcuni giochini come Snake. Molto semplici nella grafica quanto accattivanti, degli ottimi passatempi.

Domande dirette a Google Assistant: per rimanere in tema noia potete stuzzicare l’assistente con alcune domande dirette come “Quando compi gli anni?”, “Dove ti piace andare in vacanza?”, “Che tipo di assistente sei”, ecc.. e se gli chiedete di cantarvi una canzone potrete valutare anche le sue capacità canore (scarse – NdR)

Cerca Parole: se la parola serendipity non vi dice nulla, chiedetelo a Google Assistant, si trasformerà in un ottimo vocabolario (solitamente avvalendosi di definizione prese su altri siti come ad esempio Wikipedia).

Le domande che si possono fare a Google Assistant non si esauriscono qui, questi sono solo alcuni dei principali esempi ma spazio alla fantasia, nella peggiore delle ipotesi Google Assistant “farà una ricerca per voi”.

Dispositivi supportati da Google Assistant

Google Assistant è parte integrante degli smartphone Android. Arrivato inizialmente sui Google Pixel e Pixel XL di prima generazione, è successivamente giunto sugli altri device. È ufficialmente compatibile con i dispositivi dotati di:

  • Android 6.0 Marshmallow o versioni superiori
  • Google Play Services
  • almeno 1,5 GB di RAM
  • display con risoluzione HD (720p)

L’assistente di Big G è anche parte fondamentale di altri dispositivi, come Google Home, non ancora disponibile in Italia: si tratta di un altoparlante smart dotato di microfoni di alta qualità sempre attivi e in grado di recepire i comandi degli utenti. Può fornire informazioni, riprodurre musica e interagire con altri dispositivi smart presenti all’interno dell’abitazione. Risulta disponibile, tra gli altri prodotti, anche su NVIDIA SHIELD TV.

All’evento tenutosi il 4 ottobre 2017, Google ha presentato altri dispositivi compatibili con Assistant: si tratta di Google Home Mini, Google Home Max e le cuffie Google Pixel Buds. Molti altri prodotti di terze parti risultano compatibili, come speaker smart (come AIVIA o Lynky) o dispositivi IoT. Al momento però questi dispositivi parlano solo Inglese, non funzionano ancora con la lingua italiana.

Lingue supportate da Google Assistant

Google Assistant è stato inizialmente reso disponibile solamente in lingua inglese e si è poi ampliato ad altre lingue, come tedesco, francese, giapponese, spagnolo, coreano e portoghese. Google Assistant è arrivato in Italiano per tutti il 15 novembre 2017, in concomitanza con l’arrivo dei primi Google Pixel 2 XL.