Nel panorama della sicurezza mobile, che come spesso ricordiamo dovrebbe essere affrontato con la stessa urgenza riservata ai PC, si affaccia una nuova minaccia particolarmente insidiosa: si chiama ZeroDayRAT ed è una piattaforma spyware venduta apertamente su Telegram, in grado di prendere il controllo completo di dispositivi Android e iOS senza richiedere particolari competenze tecniche a chi le utilizza.
A lanciare l’allarme è una recente analisi pubblicata dai ricercatori di iVerify, che descrive un vero e proprio kit chiavi in mano per la compromissione di smartphone e tablet; e non parliamo della classica app malevola con funzioni limitate, qui siamo di fronte a un pannello di controllo completo, accessibile via browser, da cui un operatore può monitorare posizione, messaggi, notifiche, account registrati, microfono, fotocamera e perfino intercettare codici OTP bancari.
Indice:
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Cos’è ZeroDayRAT e come viene distribuito
ZeroDayRAT è uno spyware commercializzato tramite canali Telegram dedicati alla vendita, all’assistenza e agli aggiornamenti; l’attività è stata osservata per la prima volta il 2 febbraio 2026 e, secondo il report, lo sviluppatore fornisce agli acquirenti un APK dannoso per Android (o un payload per iOS), l’accesso a una dashboard web centralizzata, nonché aggiornamenti e supporto continuativi.
Il supporto lato Android copre un arco molto ampio di versioni, da Android 5 fino ad Android 16, mentre su iOS sarebbero coinvolte anche le versioni più recenti fino a iOS 26. Un dato che, ovviamente, rende la minaccia trasversale e potenzialmente globale.
L’infezione avviene principalmente tramite smishing, la vittima riceve un SMS con un link e scarica un’app apparentemente legittima installando l’APK; ma questo non è l’unico scenario possibile, email di phishing, falsi app store, link condivisi su WhatsApp o Telegram rappresentano vettori altrettanto efficaci. Come spesso accade in questi casi, l’elemento chiave è uno solo, convincere l’utente a installare manualmente il file dannoso.
Una panoramica completa del dispositivo
Una volta compromesso lo smartphone con lo spyware ZeroDayRAT, l’operatore accede a una scheda Panoramica che riassume in un’unica schermata:
- modello del dispositivo
- versione del sistema operativo
- stato della batteria
- Paese e rete utilizzata
- informazioni su SIM e operatore
- numeri (anche dual SIM)
- utilizzo delle app suddiviso per tempo
- cronologia attività in tempo reale
- anteprima degli SMS recenti
Già questa sezione, come sottolineato nel report, è sufficiente per profilare l’utente: con chi comunica, quali app utilizza più spesso, in quali orari è attivo, a quale rete si collega.
Scorrendo ulteriormente, l’aggressore può leggere SMS intercettati, inclusi messaggi provenienti da banche e operatori telefonici.
Posizione GPS, notifiche e account
Tra le funzioni più preoccupanti di ZeroDayRAT troviamo il tracciamento GPS in tempo reale, con visualizzazioni su mappa e cronologia degli spostamenti; non solo dove si trova l’utente ora dunque, ma anche dove è stato.
A questo si aggiunge la cattura sistematica delle notifiche: nome dell’app, titolo, contenuto e timestamp. WhatsApp, Instagram, Telegram, YouTube, chiamate perse, eventi di sistema, tutto visibile senza nemmeno aprire le app.
Particolarmente delicata è la scheda Account, che elenca tutti gli account registrati sul dispositivo (Google, WhatsApp, Instagram, Facebook, Telegram, Amazon, servizi bancari e wallet crypto) con relativi username o email. Un patrimonio di informazioni ideale per furto diretto di account, campagne di ingegneria sociale mirate, tentativi di accesso fraudolenti.
SMS, OTP e aggiornamento della 2FA
ZeroDayRAT consente anche di effettuare una ricerca completa nella posta in arrivo, inviare SMS dal numero della vittima e visualizzare i codici OTP in tempo reale.
In pratica, l’autenticazione a due fattori basata su SMS può essere aggirata con estrema facilità, e questo è un punto su cui in molti dovrebbero riflettere: la 2FA via SMS, già considerata meno sicura rispetto alle app di autenticazione, in uno scenario simile diventa del tutto inefficace.
Streaming da fotocamera, microfono e keylogging
La piattaforma non si limita alla raccolta passiva di dati, la sezione dedicata alla sorveglianza consente streaming live da fotocamera anteriore e posteriore, registrazione dello schermo, nonché accesso al microfono in tempo reale.
Il tutto combinato con un keylogger avanzato, in grado di registrare ogni input con contesto dell’app e timestamp in millisecondi: sequenze di tasti, gesti, avvi di app, perfino interazioni biometriche.
Sul pannello è presente un’anteprima dello schermo in tempo reale, così che l’aggressore possa vedere cosa fa l’utente mentre digita.
Furto bancario e criptovalute
Con un livello di accesso simile, il passaggio al furto finanziario è quasi naturale. Il modulo crypto analizza wallet come MetaMask, Trust Wallet, Binance e Coinbase, registrando ID e saldi, e può iniettare indirizzi negli appunti, sostituendo quelli copiati dall’utente con quelli dell’aggressore (una tecnica che reindirizza silenziosamente i trasferimenti).
Parallelamente, un modulo dedicato prende di mira app di online banking, piattaforme UPI, Apple Pay e PayPal, sfruttando attacchi overlay per sottrarre credenziali.
In altre parole, ZeroDayRAT unisce nello stesso pannello spionaggio completo, esfiltrazione di dati e furto diretto di denaro.
Una minaccia sofisticata alla portata di molti
Il report sottolinea un aspetto chiave, strumenti di questo livello, fino a poco tempo fa, richiedevano investimenti da parte di stati nazionali o lo sviluppo di exploit altamente specializzati; oggi invece, vengono venduti su Telegram come un qualsiasi servizio in abbonamento.
Anche se i canali di distribuzione venissero chiusi, gli acquirenti che hanno già ottenuto il kit potrebbero continuare a lanciare attacchi. Per le aziende, la compromissione di un dispositivo BYOD può tradursi in furto di credenziali e dati sensibili; per i privati, significa perdita totale della privacy e rischio finanziario diretto.
Come difendersi da ZeroDayRAT
Come sempre, la prima linea di difesa resta il buon senso:
- evitare di cliccare su link sospetti ricevuti via SMS o email
- non installare APK da fonti sconosciute
- diffidare da app che richiedono permessi eccessivi
- preferire store ufficiali
Molti di voi avranno già sentito queste raccomandazioni, ma casi come ZeroDayRAT dimostrano quanto siano ancora attuali, basta un’installazione incauta per aprire la porta a un controllo remoto totale.
La sicurezza mobile ormai non è più un tema secondario, è un pilastro fondamentale della nostra vita digitale, personale e professionale; alla luce di minacce sempre più sofisticate e facilmente reperibili, diventa evidente che utenti e aziende dovranno alzare ulteriormente l’attenzione nei prossimi mesi.
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