A meno di un mese di distanza dalla Developer Preview 1 che ha sancito l’inizio dell’era di Android 16, Google ha rilasciato agli sviluppatori la Developer Preview 2 di “Baklava”, secondo passo nel processo di sviluppo della prossima versione del sistema operativo del robottino verde.

Trattandosi di un major update, le novità già disponibili (qua potete trovare quelle emerse dalla DP1) e quelle che verranno introdotte nel corso dello sviluppo saranno piuttosto importanti. Andiamo ad analizzare i dettagli di questa nuova versione in anteprima di Android, tra le novità annunciate da Big G per questa seconda Developer Preview, la tabella di marcia dei rilasci (da dove siamo fino all’arrivo in forma stabile) e tutti i dispositivi della gamma Google Pixel che verranno aggiornati.

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Arriva la Developer Preview 2 di Android 16

Come abbiamo avuto spesso modo di raccontarvi, anche la prossima versione del sistema operativo Android è associata al nome di un dolcetto, anche se è stata interrotta una tradizione lunga 15 anni: Android 16 è associato alla “B” e Big G ha scelto i “Baklava”, ovvero dolci stratificati, ricchi di zucchero e frutta secca, originari della Turchia. La prossima versione del sistema operativo compie il secondo passo nel suo lungo ciclo di sviluppo ora che Google ha avviato il rilascio della Developer Preview 2 agli sviluppatori.

La nuova build in anteprima distribuita da Big G è la BP21.241121.009, ha un peso di 505 MB su Google Pixel 7 Pro (provenendo dalla precedente Developer Preview 1) e porta con sé le patch di sicurezza aggiornate a dicembre 2024, le stesse rilasciate rilasciate lo scorso 5 dicembre sul canale stabile assieme ad Android 15 QPR1 e a tutte le novità del Pixel Drop di dicembre 2024.

Android 16 DP2 on Google Pixel 7 Pro

Nel seguito, subito dopo le parole di Matthew McCullogh (vicepresidente della divisione Product Management e sviluppatore Android presso Google) che ha commentato il rilascio della DP2, andremo ad analizzare le note di rilascio e tutto ciò che ha annunciato direttamente Big G, non prima di ricordarvi che, al pari della precedente DP1, si tratta di una versione in anteprima di Android 16 destinata ai soli sviluppatori: dalle parti di Mountain View si aspetteranno un gran numero di feedback anche su questa seconda build che potrebbe rivelarsi piuttosto instabile (e probabilmente non adatta a tutti):

“La seconda Developer Preview di Android 16 è ora disponibile per testare le tue app. Questa build include modifiche progettate per migliorare l’esperienza utente, aumentare la durata della batteria e migliorare le prestazioni, riducendo al minimo le incompatibilità. Il tuo feedback è fondamentale per aiutarci a comprendere l’impatto completo di questo lavoro.”

Per quanto concerne le note di rilascio, vengono risoluti due bug: il primo, si manifestava impostando la luminosità dello schermo al minimo una volta che veniva risvegliato il dispositivo; il secondo, affliggeva l’app Terminal e mostrava l’errore “No local assets” al lancio della stessa.

Le novità annunciate da Google

Di seguito andremo a riepilogare le novità annunciate da Google assieme a questa Developer Preview 2 come parte di ciò che vedremo effettivamente con Android 16. Si tratta di novità rivolte principalmente agli sviluppatori.

  • Profilazione attivata dal sistema: Android 16 faciliterà l’analisi delle prestazioni delle app in situazioni critiche come avvii lenti o blocchi, fornendo agli sviluppatori maggiori informazioni per ottimizzare il codice.
  • Componente di avvio in ApplicationStartInfo: Android 16 fornirà maggiori informazioni sul componente specifico che ha avviato l’app, aiutando gli sviluppatori a identificare e ottimizzare eventuali colli di bottiglia nel processo di avvio.
  • Miglioramenti alle API che governano i feedback aptici: la prossima versione di Android offrirà agli sviluppatori un controllo più preciso e flessibile sui feedback aptici, permettendo loro di creare esperienze più ricche e immersive, indipendentemente dal dispositivo utilizzato.
  • Miglioramenti al JobScheduler: Android 16 aggiunge due nuove API che aiuteranno a eseguire il debug dei processi che non vengono eseguiti, soprattutto in caso di tassi di successo ridotti o problemi di latenza; esse permetteranno inoltre di capire se un processo non viene completato a causa di vincoli di sistema o di vincoli impostati esplicitamente dallo sviluppatore.
  • Frequenza di aggiornamento adattiva (ARR, Adaptive Refresh Rate): Android 16 migliorerà il supporto per la frequenza di aggiornamento adattiva, rendendo più facile per le app sfruttare questa funzionalità per ridurre il consumo energetico e offrire un’esperienza utente più fluida; il team di sviluppo di Android fornisce agli sviluppatori un articolo sulla frequenza dei fotogrammi che illustra molte delle API che è possibile utilizzare per impostare la frequenza dei fotogrammi in modo che l’app possa sfruttare direttamente ARR.
  • Ottimizzazione dell’esecuzione dei processi: la prossima versione di Android andrà a ottimizzare l’esecuzione dei processi in background per migliorare le prestazioni complessive del sistema; gli sviluppatori dovranno prendere familiarità con le nuove “quote di runtime” e con le modifiche alla gestione dei processi in primo piano.
  • Annunci di accessibilità meno invasivi: Android 16 andrà a deprecare il vecchio metodo per gli annunci di accessibilità in favore di alternative più efficaci e meno invasive per gli utenti.
  • Ulteriori miglioramenti al selettore multimediale di sistema: La nuova Developer Preview introduce API che permetteranno di cercare contenuti anche nel cloud, migliorando ulteriormente l’esperienza utente con il selettore di foto di Android, retrocompatibile fino ad Android 4.4 KitKat.
  • Rilevamento della distanza più sicuro: Android 16 migliorerà la sicurezza del rilevamento della distanza tramite Wi-Fi su dispositivi che supportano il “Wi-Fi 6 802.11 az”, rendendo il meccanismo più affidabile per applicazioni come lo sblocco dei dispositivi nelle vicinanze.
  • Novità per il gesto “Indietro predittivo”: la prossima versione di Android metterà a disposizione degli sviluppatori un maggiore controllo sulle animazioni e sui comportamenti associati al gesto “Indietro predittivo”, consentendo loro di creare esperienze utente più fluide e intuitive.

Quando arriverà Android 16?

Google ha aggiornato la tabella di marcia relativa alle varie build che verranno rilasciate nel corso del percorso di sviluppo che terminerà con il rilascio in forma stabile di Android 16, previsto per il secondo trimestre del 2025 (tra maggio e giugno).

Android 16 - Timeline sviluppo - 2024 dicembre

Questa sera è arrivata la Developer Preview 2, quella che (potenzialmente) chiude la prima fase del ciclo di sviluppo. Esaurite le build primordiali, inizierà il percorso di beta testing che sarà costellato dal rilascio di quattro versioni beta, cadenzate mensilmente tra gennaio e aprile. A marzo, con il rilascio della beta 3, il sistema operativo dovrebbe raggiungere la maturità in termini di stabilità della piattaforma.

A quel punto, verranno finalizzate le API (probabilmente livello 36, dal momento che Android 15 ha le API di livello 35) per SDK e NDK e i comportamenti di sistema relativi alle app.

Quali smartphone Google riceveranno il prossimo major update di Android?

Android 16, lato Google, è disponibile in anteprima agli sviluppatori su tutti i dispositivi della gamma Pixel che supportano Android 15. Ecco la lista completa:

La Developer Preview 2 (build BP21.241121.009) può essere installata in due modi diversi, a seconda se abbiate o meno già installato la DP1 (e poco sotto vi spieghiamo come fare); quando invece verrà aperto il programma Android Beta, sarà possibile iscriversi e installare l’aggiornamento via etere senza ricorrere all’installazione manuale; l’attesa per l’inizio del programma beta, come detto poco sopra, non dovrebbe essere molta, dal momento che il rilascio della prima beta di Android 16 è atteso per il mese di gennaio 2025.

Come installare la DP2 di Android 16 sui Pixel compatibili

Allo stato attuale, la Developer Preview 2 di Android 16 può essere installata solo sui Pixel compatibili o tramite l’emulatore per Android. Ora vi spieghiamo come fare, sia nel caso sul vostro dispositivo eseguiate già la precedente DP1 che nel caso in cui per voi si trattasse di una prima installazione. Prima di partire è bene sottolineare che, trattandosi di una build potenzialmente instabile, potrebbe essere sconsigliabile installarla su uno smartphone che utilizzate come principale.

Per coloro che provengono dalla Developer Preview 1

Coloro che già hanno avuto modo di installare la Developer Preview 1 di Android 16 su uno smartphone Pixel compatibiile, potranno ora ricevere la Developer Preview 2 come se fosse un normalissimo aggiornamento di sistema: basterà seguire il percorso “Impostazioni > Sistema > Aggiornamenti software > Aggiornamento di sistema” e, nel caso in cui non fosse segnalata la presenza di un aggiornamento, effettuare un tap su “Cerca aggiornamenti”. Una volta che l’aggiornamento comparirà, basterà effettuare un tap su “Scarica e installa“.

Nota importante fornita da Google: Se sei attualmente iscritto al programma beta di Android 15 QPR2 e desideri scaricare la Developer Preview 2 di Android 16 sul tuo dispositivo iscritto, puoi farlo senza dovere prima formattare il tuo dispositivo.

Prima installazione – Metodo 1 – Tramite Android Flash Tool

Il metodo più semplice per installare la DP2 di Android 16 sul dispositivo supportato è affidarsi allo strumento ufficiale proposto da Google, ovvero l’Android Flash Tool (la pagina è raggiungibile tramite questo link), tramite il browser Google Chrome.

Raggiunta la pagina dello strumento, prima di cominciare vi verrà richiesto di scaricare i driver USB di Android (questo è il link diretto). Successivamente, i passi da seguire sono molto semplici e si fa tutto con un computer, lo smartphone e un cavo dati.

Innanzitutto sarà fondamentale abilitare la modalità sviluppatore sullo smartphone: dalle impostazioni di sistema, selezionare in fondo “Informazioni sul telefono” e scorrere fino a “Numero build”; effettuare tap ripetuti su questa voce fin quando non uscirà un messaggio che avverte circa l’avvenuta abilitazione della modalità sviluppatore.

Sempre all’interno delle impostazioni di sistema, stavolta nella sezione “Sistema”, sarà ora presente la sezione “Opzioni sviluppatore”: al suo interno, bisognerà scorrere fino a che non abbiate individuato “Debug USB”; abilitate il toggle.

A questo punto, collegate lo smartphone al computer tramite il cavo dati e nella schermata dello strumento sul browser selezionate “Add new device”. Una volta selezionato il dispositivo, vi farà scegliere la build da installare (dovrete selezionare la Developer Preview 2) e a quel punto, cliccare su “Install build”.

Prima installazione – Metodo 2 – Flashare manualmente l’immagine completa di sistema

In alternativa al metodo sopra descritto, decisamente molto semplice da mettere in pratica, vi è la possibilità di flashare manualmente l’immagine di sistema completa sul proprio dispositivo. In questo caso sarà innanzitutto necessario procurarsi la factory image della DP2 di Android 16 corretta per il dispositivo, e qui sotto vi proponiamo i link diretti:

Scaricato il file .ZIP corretto, bisognerà estrarre i file in una cartella (per comodità) e seguire il seguente procedimento:

  1. Abilitare il debug USB dalle “opzioni sviluppatore” sullo smartphone.
  2. Collegare lo smartphone al computer ed autorizzare la connessione dal telefono.
  3. Sfruttando il tool adb (da PC Windows), digitare il comando “adb reboot bootloader” ed eseguirlo: questo riavvierà lo smartphone in modalità fastboot.
  4. A questo punto, bisognerà flashare la build e, per farlo, è necessario aprire il prompt dei comandi dalla cartella in cui avete precedentemente estratto i file dall’archivio .ZIP (o navigare fino ad essa tramite il terminale).
  5. Eseguire il comando flash-all che farà tutto il resto, iniziando il processo di installazione di Android 16 DP2.
  6. Al termine, lo smartphone si riavvierà.

Sicuramente il primo metodo è molto più facile da eseguire, quasi alla portata di tutti; tuttavia, il secondo metodo può tornare utile agli utenti più esperti o in situazioni particolari.

Per il momento, questo è tutto. Qualora vogliate scoprire maggiori informazioni e conoscere tutte le novità annunciate oggi da Google con la Developer Preview 2 di Android 16, vi invitiamo a consultare il post completo sul blog degli sviluppatori di Android e la pagina con la release di Android 16 (sempre sul portale degli sviluppatori).