Lo scorso fine settimana sono emerse le prime immagini e i primi dettagli sui Googlebook a marchio Lenovo che dovrebbero arrivare nel corso dell’autunno ma adesso, grazie a una nuova fuga di notizie, abbiamo modo di conoscere molto da vicino il modello da 15 pollici.
Un nuovo report pubblicato dal portale Digital Citizen vede come protagonista questo notebook Android del “nuovo corso”, quello plasmato attorno alla piattaforma che Google ha annunciato nell’antipasto al Google I/O 2026, permettendoci di conoscerne il design da ogni angolazione e persino alcune specifiche hardware.
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Il Lenovo Googlebook 15 esce allo scoperto
Tra i primi produttori a credere nel progetto Googlebook, che ruota fortemente intorno all’intelligenza artificiale di Gemini, c’è Lenovo (sapevamo che nella mischia si fossero lanciati anche Acer, ASUS, Dell e HP) che sappiamo essere in lavorazione su più di un dispositivo che ruota attorno a questa piattaforma che unisce sostanzialmente Chrome OS e Android.
Il portale Digital Citizen è riuscito ad entrare in possesso del set completo di immagini stampa del Lenovo Googlebook 15, uno dei primissimi modelli che verrà lanciato sul mercato (e a questo punto è pure possibile che arrivi prima di IFA 2026, in programma a settembre), che si configura come notebook da 15 pollici.
Design premium e tastiera centrata (ma senza tastierino numerico)
Le immagini trapelate mostrano un laptop dal design premium, con cornici sottili attorno al display, una finitura argentata e un ampio trackpad. Nella parte bassa, priva di sfoghi per la ventilazione, è presente una trama scanalata.
La tastiera, priva del tastierino numerico nonostante si tratti di un notebook da 15 pollici, dispone di un tasto Google dedicato che si colloca dove nei notebook classici troviamo il tasto Windows. In alto è presente una riga dei tasti funzione con 14 tasti (e lettore delle impronte digitali, collocato nel tasto accanto ad F14).
Questa riga include alcune scorciatoie dedicate per la navigazione (indietro, schermata home, app recenti), catturare uno screenshot, regolare la luminosità, regolare la retroilluminazione della tastiera, disattivare il microfono, i controlli multimediali, l’accessibilità, e un altro tasto (che sembra essere pensato per cambiare profilo). Il pulsante del blocco delle maiuscole, alla stregua dei Chromebook, dovrebbe fungere da pulsante per il launcher.
In basso a sinistra è presente il logo “Googlebook”. In basso a destra, invece, è presente il logo “Dolby Atmos”. Attorno alla tastiera è possibile notare la presenza di due grosse griglie che, a questo punto, ospiteranno il sistema di altoparlanti (ad alta qualità) del laptop. Il notebook dovrebbe consentire l’apertura a 157,5 gradi.



Il sistema operativo sembra sostanzialmente Android
Guardando con più attenzione le immagini che mostrano il display di Lenovo Googlebook 15 possiamo farci un’idea di come apparirà l’interfaccia utente del sistema operativo (il cui nome non è ancora stato ufficializzato dal colosso di Mountain View).
In alto è presente una barra di stato che ricorda molto da vicino quella di Android: ora e data sulla sinistra, una fila di icone sulla destra (Gemini, campanella delle notifiche, indicatore del Wi-Fi, indicatore della batteria). Ciò suggerisce che il sistema operativo potrebbe alla fine essere proprio Android.
In basso è invece presente una barra delle applicazioni che, da sinistra a destra, include un tasto G (racchiuso in una pillola di forma ovale) che funge da pulsante “Start”, oltre a una serie di icone che corrispondono alle app “bloccate” nella dock. Esse sono: Gemini, Google Chrome, Gmail, Google Calendar, Gestore dei file, YouTube, Google Foto, Google Play Store, Canva, Notebook LM (che però ha recentemente subito un rebranding in Gemini Notebook) e Adobe Premiere Pro.
La presenza di quest’ultima, oltre che dell’app Canva e di Gemini Notebook, suggerisce il fatto che i Googlebook vadano decisamente oltre rispetto ai Chromebook, configurandosi come dispositivi realizzati ad hoc per spingere il lavoro creativo.



Sul fronte delle porte, c’è tutto il necessario
Per quanto concerne la dotazione di porte, il Lenovo Googlebook 15 non sembra offrire un’infinità di soluzioni ma non si limita nemmeno all’essenziale. Sul lato sinistro sono visibili una porta HDMI di dimensioni standard, un piccolo LED di stato, una porta USB-C e un jack audio da 3,5 mm (immaginiamo combo).
Dall’altro lato, invece, sono disponibili una USB-A, una seconda porta USB-C e un ulteriore elemento che include un LED: secondo Digital Citizen potrebbe essere uno slot per schede Micro SD; dalla forma, tuttavia, potrebbe configurarsi come pulsante di accensione/spegnimento.
Non lo abbiamo detto prima, parlando del design, ma la webcam integrata è collocata all’interno di una tacca che sporge dalla scocca sopra al display. Al netto del puntino rosso visibile, sopra è presente un elemento meccanico a scorrimento; ciò suggerisce che il puntino rosso corrisponde a un elemento pensato per la privacy, ovvero una copertura meccanica della webcam stessa.



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Cosa non sappiamo ancora su Lenovo Googlebook 15?
Al netto dei prezzi e delle informazioni su quando possa essere effettivamente presentato questo Lenovo Googlebook 15, ci sono anche altre informazioni che mancano, soprattutto per quanto concerne l’hardware attorno a cui ruoterà il tutto.
Non sappiamo quale sia il processore ma è quasi scontata la presenza di un chip ARM (anche se è impossibile scartare le opzioni Intel e AMD in queste prime fasi) e non abbiamo informazioni sul quantitativo di RAM (anche se con le politiche di Google in ottica Gemini Intelligence è lecito attendersi almeno 12 GB di RAM).
Mancano poi tutti i dettagli relativi al display (tecnologia, risoluzione, frequenza di aggiornamento), allo spazio di archiviazione, alla capacità della batteria e al peso. Considerando che Big G ha definito i Googlebook come più “premium” dei Chromebook, la speranza è che le schede tecniche risultino ben più interessanti.
Inoltre, il supporto ad app come Adobe Premier Pro, oltre a tutte le funzioni avanzate di Gemini Intelligence, richiede un hardware prestazionale affinché tutto funzioni in maniera fluida e senza intoppi.

