Google si sta avvicinando al lancio dei suoi primi laptop con sistema operativo Android, i cosiddetti Googlebook, previsti per l’autunno. Due scoperte recenti, emerse da analisi tecniche di app e listini non ancora ufficiali, permettono di capire meglio cosa aspettarsi da questa nuova piattaforma.
Da un lato abbiamo un assistente visivo basato su intelligenza artificiale chiamato Magic Pointer, dall’altro un mouse dedicato prodotto da Lenovo che conferma l’esistenza di un intero set di accessori pensato attorno ai nuovi computer.
Segui TuttoAndroid su Google Discover
Cos’è Magic Pointer e come funziona
Cominciamo questo approfondimento da Magic Pointer, un cursore intelligente che sfrutta Gemini per interpretare ciò che l’utente indica sullo schermo e suggerire azioni pertinenti. L’idea alla base è effettivamente piuttosto semplice, perché puntando il cursore su un’immagine, un testo o un blocco di contenuto qualsiasi, il sistema propone automaticamente delle azioni utili, senza che l’utente debba spiegare cosa vuole fare.
Un’analisi del codice dell’app ha permesso di scoprire non solo le stringhe di base legate all’attivazione dello strumento, ma anche i veri e propri prompt che Google utilizza per istruire Gemini su come generare questi suggerimenti. Per attivare Magic Pointer basterà impostare l’app Google come assistente predefinito, oppure premere la combinazione di tasti Meta+G. È previsto anche un gesto specifico, ovvero uno scuotimento del cursore, la cui sensibilità potrà essere regolata o disattivata del tutto dalle impostazioni.

Segui Google su Telegram, ricevi news e offerte per primo
I quattro suggerimenti che Gemini può generare
Ad alimentare il cursore è un prompt che assegna a Gemini il compito di analizzare la porzione di schermo selezionata dall’utente e restituire fino a tre suggerimenti sotto forma di chip, piccoli pulsanti cliccabili che rimandano direttamente a un’azione di Gemini.
I suggerimenti vengono organizzati in quattro macro-categorie. La prima riguarda la comprensione del contenuto, come spiegare un grafico, riconoscere una pianta, riassumere una conversazione o estrarre i punti chiave da un testo. La seconda categoria riguarda la trasformazione dei contenuti, cioè riscrivere un testo in tono più professionale, tradurlo, oppure convertire dei dati in una tabella. La terza si concentra sull’ideazione e la pianificazione, quindi proporre un pasto a partire dagli ingredienti disponibili, suggerire l’arredamento adatto a una stanza o valutare se un prezzo è conveniente. Infine, la quarta categoria è dedicata all’esecuzione di azioni concrete, come prenotare una corsa, ordinare cibo, creare un evento in calendario o modificare impostazioni di sistema come Wi-Fi e Bluetooth.
Le regole imposte a Gemini per generare i suggerimenti
Oltre a definire le categorie di intervento, Google ha stabilito una serie di vincoli precisi che Gemini deve rispettare quando genera i suggerimenti. Ogni chip non può superare i 45 caratteri, e i tre suggerimenti mostrati devono essere il più possibile diversi tra loro, idealmente uno per ciascuna categoria. Se il contesto è ambiguo e non ci sono abbastanza suggerimenti validi, il sistema deve mostrarne meno di tre piuttosto che inventarne di poco utili.
Le proposte devono inoltre essere formulate in prima persona, come ad esempio “Aiutami a scrivere una risposta“, e devono essere specifiche al contesto selezionato, evitando frasi generiche come “Dimmi di più“. Ogni chip deve iniziare con un verbo d’azione forte, come “Riassumi” o “Confronta“, oppure essere posto come domanda diretta. Un altro vincolo interessante riguarda la sovrapposizione con un’altra funzione di Google, Magic Cue, che genera già suggerimenti basati su app come Calendar, Gmail, Maps o YouTube: Magic Pointer non deve duplicare questi suggerimenti.
Il sistema prevede anche paletti sulla sicurezza dei contenuti generati, escludendo categoricamente suggerimenti che riguardino materiale di abuso su minori, contenuti violenti, sessualmente espliciti o consigli medici. Se non è possibile generare suggerimenti sicuri, Gemini deve restituire un codice di errore dedicato invece di un output potenzialmente dannoso.
Un mouse con branding Googlebook conferma l’arrivo di accessori dedicati
Parallelamente alla scoperta di Magic Pointer, è emerso un altro indizio che fa luce sulla strategia più ampia di Google per il lancio dei Googlebook: un listino tecnico e un manuale utente relativi a un mouse wireless prodotto da Lenovo, modello AI Mouse M830, che riporta esplicitamente il marchio Googlebook sulla scocca. Si tratta della prima prova concreta che il set dei nuovi laptop Android non si limiterà ai soli computer ma includerà anche periferiche dedicate.
Il mouse, che pesa circa 59 grammi e misura poco più di 11 centimetri di lunghezza, presenta un design piuttosto convenzionale con un poggia-pollice, ma introduce alcune particolarità legate alla piattaforma. Sul bordo superiore è presente una striscia di luce RGB, mentre subito sotto la rotellina di scorrimento si trova un pulsante extra, descritto nel manuale come AI Key. Ai lati sono presenti due tasti aggiuntivi, impostati di default per navigare avanti e indietro, mentre sulla base del dispositivo si trovano un interruttore di accensione, un selettore per il DPI e un pulsante per alternare la connessione tra due dispositivi diversi.
Ecco alcune immagine tratte da Android Authority con alcuni dettagli del dispositivo:










Ricarica, autonomia e possibili collegamenti con Magic Pointer
Il mouse si ricarica tramite una porta USB-C posizionata sulla parte anteriore e si collega ai dispositivi via Bluetooth, probabilmente nella variante a basso consumo energetico. Secondo i dati tecnici trapelati, il consumo si aggira sotto i 5 milliampere con le luci spente e sotto i 25 milliampere con l’illuminazione RGB attiva. Grazie a una batteria da 800 milliampere-ora, l’autonomia stimata è di circa venti giorni di utilizzo continuo senza effetti luminosi, che scendono a circa trentadue ore tenendo attiva la retroilluminazione.
Non è ancora chiaro quale funzione specifica avrà il tasto AI Key, ma è plausibile che possa essere collegato proprio a Magic Pointer, permettendo di attivare rapidamente i suggerimenti intelligenti descritti in precedenza direttamente dal mouse. Vale la pena notare anche come l’uso dell’illuminazione RGB non sia un caso isolato, perché la stessa impostazione è prevista anche per la serie Pixel 11, con una barra fotocamera luminosa, e per gli stessi Googlebook, che secondo Google avranno una Glow Bar sul coperchio capace di unire estetica e funzionalità pratiche.


