Googlebook: cosa sono, software e funzioni, ultime notizie

Con il termine Googlebook ci si riferisce a una nuova categoria di notebook Android, annunciata da Google il 12 maggio 2026 durante il The Android Show | I/O Edition. I primi modelli arriveranno sul mercato a partire dall’autunno del 2026.
Essi non andranno a sostituire i Chromebook, pensati per l’utilizzo dei servizi in cloud e sul Web, ma li affiancheranno, proponendosi come alternative per coloro che cercano un’esperienza “interconnessa” con lo smartphone Android, un’esperienza utente che ruoti attorno all’intelligenza artificiale di Gemini e tutti i servizi del colosso di Mountain View.
Indice:
Cosa sono i Googlebook
Negli ultimi anni, Google ha cercato di implementare in Android una serie di funzionalità e accorgimenti utili per far sì che il sistema operativo risultasse flessibile, e utilizzabile con la migliore esperienza utente possibile, a prescindere dal dispositivo su cui girasse.
A partire da Android 12L, gli sforzi di Big G si sono concentrati dapprima su tablet e smartphone pieghevoli. Con le versioni successive, il focus del team di sviluppo ha iniziato a spostarsi verso le interazioni di livello desktop: con Android 16 QPR1 (settembre 2025) è arrivata la nuova Modalità Desktop di Android.
Parallelamente, Big G ha un po’ messo da parte i Chromebook, suggerendo che dalle parti di Mountain View ci fosse la volontà di creare una nuova gamma di prodotti posizionata in maniera completamente diversa.
Così è stato, perché il 12 maggio 2026 sono stati annunciati i Googlebook. Si tratta di notebook Android che, a differenza dei Chromebook che ruotano attorno a cloud e Web, puntano sull’intelligenza artificiale e, soprattutto, dovrebbero collocarsi in una fascia di prezzo più alta sul mercato.
Dal punto di vista estetico/costruttivo, ogni Googlebook sarà realizzato con un design premium (“materiali e tecniche di alta qualità“) e sarà disponibile in diverse forme (non per forza laptop tradizionali) e dimensioni (con schermi più o meno ampi in termini di diagonale).
Un elemento distintivo che caratterizzerà questa nuova categoria di notebook Android è la Glowbar, una barra luminosa che unisce funzionalità ed estetica, trasmettendo all’utente feedback su azioni che sta compiendo il notebook.








Software e funzioni dei Googlebook
Durante l’annuncio dei Googlebook, Google non ha mai apertamente dichiarato il nome del sistema operativo attorno a cui ruoteranno questi notebook Android, limitandosi a suggerire che il sistema operativo sarà intelligente e con grafica moderna, dotato dei servizi Google, delle app del Google Play Store e di funzioni di intelligenza artificiale.
In fin dei conti, il sistema operativo dei Googlebook dovrebbe essere il tanto chiacchierato Aluminium OS, recentemente protagonista di un enorme leak che ci ha permesso di scoprire lo stato attuale: all’apparenza, pare una sorta di versione “pompata” di Android Desktop.
In realtà, è molto probabile che la versione definitiva di Aluminium OS (o comunque venga chiamato) sia molto di più di questo, anche perché l’obiettivo è quello di competere con i notebook Windows e con i MacBook e Google non potrebbe farlo con qualcosa che, più o meno, ricorda Chrome OS.
Andando oltre, i Googlebook potranno vantare un’esperienza utente arricchita da Gemini Intelligence, la nuova iterazione di Gemini sarà in grado di offrire agli utenti assistenza personalizzata e proattiva in qualsiasi circostanza, arrivando al momento del bisogno. In tal senso, Google ha presentato quattro funzionalità molto interessanti.
Magic Pointer
Magic Pointer, sviluppato in collaborazione con il team di Google DeepMind, è una evoluzione del classico puntatore del mouse che sposa l’intelligenza artificiale: gli utenti dovranno semplicemente muovere rapidamente il puntatore per risvegliare Gemini che offrirà suggerimenti rapidi e contestuali basandosi su ciò che l’utente “punta” sullo schermo.
Il nuovo puntatore basato sull’IA segue quattro principi fondamentali:
- Mantenere il flusso di lavoro senza deviazioni – per far sì che l’IA sia disponibile ovunque l’utente stia lavorando, senza discriminazioni tra le app e le varie parti del sistema operativo.
- Capacità di acquisire il contesto visivo e semantico – il puntatore deve essere in grado di “vedere” e comprendere ciò che l’utente sta indicando.
- Capacità di comprendere indicazioni “naturali” – le interazioni con i computer dovranno essere simili alle interazioni quotidiane.
- Capacità di dare vita ai pixel presenti sullo schermo – gli elementi presenti sullo schermo dovranno essere trasformati in entità strutturate (luoghi, date, oggetti) con cui è possibile interagire all’istante.
In soldoni, sarà possibile unire due immagini in una semplicemente selezionandole entrambe e affinando il tutto con un prompt testuale, spostare il puntatore sulla data presente in una email per fissare un appuntamento e così via: “Ti permette di passare dall’idea al risultato finale in pochi clic“.
Create My Widget
Un’altra potenzialità di Gemini Intelligence che farà parte dei Googlebook è la funzione Create My Widget (lett. “Crea il mio widget”), descritta da Google come il il primo passo nell’era della così chiamata “interfaccia utente generativa”.
La funzione offre agli utenti nuovi modi per personalizzare il proprio dispositivo. Sarà possibile creare widget completamente personalizzati, tramite un prompt testuale scritto con linguaggio naturale, o partire da alcuni modelli predefiniti, alla stregua di come è possibile fare per generare immagini nell’app dell’assistente.
Gli utenti potranno creare una dashboard personalizzata connettendo ricerche effettuate su Internet e dati provenienti da altre app Google (come prenotazioni su Gmail e appuntamenti su Calendar), in modo da avere tutta la situazione sempre sotto controllo.
Cast my apps
I Googlebook sono inoltre progettato per essere interconnessi e pienamente compatibili con gli smartphone Android. Oltre a poter eseguire le app in modo autonomo, permetteranno agli utenti di utilizzare le app presenti sullo smartphone tramite la funzione Cast my apps.
Essa si concretizza tramite un apposito pulsante che verrà posizionato nella barra delle applicazioni in basso e che farà accedere a un “launcher” con le app supportate: basterà selezionare l’app desiderata per far comparire una finestra flottante sullo schermo che, sostanzialmente, replicherà l’app del telefono sul notebook; l’utente potrà interagirvi in maniera semplice e intuitiva.
Quick Access
Sempre in ottica interazione smartphone/notebook, Google ha messo a punto una funzionalità chiamata Quick Access che permetterà agli utenti di visualizzare, cercare o inserire i file presenti sullo smartphone direttamente dal gestore dei file del notebook.
Questa funzione punta ad eliminare la necessità del trasferimento dei file prima di potere compiere un’azione sul notebook, contribuendo a mantenere lineare l’intero flusso di lavoro.
Quando arriveranno i primi Googlebook
Stando a quanto dichiarato da Google, i primi Googlebook arriveranno a partire dall’autunno del 2026. Il colosso di Mountain View sta già lavorando con aziende leader del settore, come Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo, per la realizzazione dei primi notebook.
