Lo scorso maggio avevamo raccontato di Muse Spark, il primo grande modello linguistico nato dai neonati Meta Superintelligence Labs, diventato il motore dietro le funzioni di intelligenza artificiale su Threads.
Ora quella stessa divisione, guidata da Alexandr Wang, presenta il suo secondo rilascio importante: Muse Image, il primo modello di generazione di immagini sviluppato internamente da Meta, disponibile da oggi all’interno dell’app Meta AI. Scopriamo di cosa si tratta.
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Meta lancia il proprio assistente creativo dedicato alle immagini
Se Muse Spark aveva reso Meta AI un assistente più intelligente, Muse Image punta a diventare un vero e proprio partner creativo, afferma l’azienda, capace di trasformare idee in immagini di alta qualità scaricabili e condivisibili ovunque, direttamente nel feed, nelle storie o nelle chat.
Il modello non si limita infatti a generare immagini partendo da un prompt testuale come i tradizionali sistemi text-to-image, ma ragiona attivamente sulla richiesta prima di produrre il risultato finale, pianificando la composizione, verificando i propri output e perfezionandoli quando necessario.
Basta descrivere in linguaggio semplice e discorsivo ciò che si desidera ottenere, che si tratti di un’immagine creata da zero o della modifica di una foto già esistente, e sarà Meta AI a occuparsi del resto grazie a Muse Image.
È possibile chiedere di inserirsi in un famoso monumento storico, rimuovere in modo pulito una persona indesiderata sullo sfondo di uno scatto, o addirittura scrivere un prompt personalizzato per generare un QR code funzionante.
Il modello, inoltre, è in grado di renderizzare testo in modo pulito e leggibile all’interno delle immagini, il che significa poter richiedere una guida illustrata o un’infografica dettagliata su un argomento specifico e ottenere un risultato con scritte coerenti e ben integrate visivamente.
Preset, editing diretto e ristrutturazione degli ambienti
Per chi non vuole partire da zero, Meta AI include ora un pannello di preset, ovvero prompt suggeriti pensati per offrire ispirazione immediata: tra gli esempi del colosso troviamo la possibilità di restaurare una vecchia foto di famiglia, provare un taglio di capelli di tendenza, oppure trasformarsi in un personaggio in stile claymation o in un eroe di un videogioco a 16-bit.
Ogni creazione può poi essere condivisa facilmente con gli amici sulle app Meta, così che anche loro possano provare lo stesso preset sulle proprie foto.
Un’altra funzione degna di nota permette di fotografare una stanza e chiedere a Meta AI di ridisegnarla con prodotti reali reperiti sul web o su Facebook Marketplace, suggerendo uno stile preferito o lasciando che sia l’AI a proporre soluzioni.
Per modificare una creazione già generata, basta toccare l’icona di markup e cerchiare, disegnare o annotare le modifiche direttamente sopra la foto: dato che Meta AI mantiene il contesto completo della conversazione, è possibile continuare a perfezionare il risultato cambiando stile, aggiungendo elementi o affinando dettagli senza dover ripartire da zero.
L’integrazione con Instagram e la funzione dei tag
Muse Image alimenta anche nuove esperienze su Instagram, dove sono disponibili oltre 30 nuovi effetti basati sull’intelligenza artificiale per le Stories, e su WhatsApp, dove è già possibile generare immagini direttamente nelle chat con Meta AI, per il momento in un numero limitato di Paesi con ulteriori mercati in arrivo.
Una delle funzioni più particolari, e destinata probabilmente a far discutere per ovvi motivi di privacy, riguarda la possibilità di taggare con la @ un account Instagram all’interno dei prompt per includere foto di quel profilo specifico nella creazione generata, utile ad esempio per inviti a eventi personalizzati o concept creativi condivisi.
Meta precisa che gli utenti mantengono il controllo su questa funzione tramite un’impostazione dedicata che permette di disattivarla in qualsiasi momento.
Nei prossimi mesi Meta porterà Muse Image su un numero maggiore di Paesi e superfici, incluse Facebook e Messenger, mentre inserzionisti e agenzie potranno sfruttarlo tramite gli strumenti creativi di Advantage+.
L’utilizzo base di Meta AI con Muse Image resta gratuito per la creazione quotidiana, mentre chi desidera funzionalità più avanzate potrà farlo tramite gli abbonamenti Meta.
E le immagini, peraltro, sembrano essere solo l’inizio visto che, fa sapere l’azienda, Muse Video è già in fase di sviluppo, il prossimo passo di Meta verso quella che essa stessa definisce “superintelligenza personale“.
