Si sta consumando l’ennesimo capitolo nella saga che coinvolge l’Unione Europea e Meta: obiettivo della contesa, in questo caso, è la gestione di un determinato aspetto di WhatsApp, considerata in posizione dominante nel mercato europeo delle comunicazioni.
L’UE ha ordinato a Meta, con “misure provvisorie d’urgenza”, di ripristinare immediatamente il libero accesso a WhatsApp agli assistenti IA di terze parti, revocato lo scorso anno e poi ripristinato ma in forma ritenuta anti-concorrenziale dalla Commissione Europea. Il tutto nonostante l’indagine dell’Antitrust sia ancora in corso. Andiamo a scoprire tutti i dettagli, incluso cosa rischia Meta se non si adegua alle richieste.
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Nuovo capitolo nella saga Unione Europea contro Meta
Non è la prima volta che ci troviamo a parlare di WhatsApp e Unione Europea in merito all’accesso (negato) ai chatbot di terze parti avvenuto nella parte finale dello scorso anno.
L’indagine (in corso) dell’UE nasce dalle modifiche introdotte da Meta alla API di WhatsApp Business lo scorso 15 ottobre, quando è stato vietato l’accesso agli assistenti IA di terze parti, garantendo (di fatto) l’esclusività al proprio assistente, ovvero Meta AI, a partire dal 15 gennaio 2026.
Nonostante una successiva revisione (a marzo 2026) che ha riaperto l’infrastruttura (facendo tornare i chatbot di terze parti), Meta ha imposto costi di accesso che la Commissione Europea ha valutato come una sorta di divieto “mascherato”.
Considerando che WhatsApp è in chiara posizione dominante nel mercato europeo delle comunicazioni (è l’app di messaggistica più usata al mondo), la mossa di Meta viene considerata dall’UE come un abuso di tale posizione.
L’UE ordina a Meta di aprire WhatsApp gratuitamente agli assistenti IA rivali
Tramite un comunicato stampa diffuso il 9 giugno 2026, la Commissione Europea ha imposto a Meta misure provvisorie per preservare il libero accesso degli assistenti IA concorrenti a WhatsApp.
L’ordine dell’UE è “perentorio” e Meta ha cinque giorni di tempo per adeguarsi e ripristinare le condizioni d’accesso gratuite che erano in vigore prima di ottobre 2025. Questa urgenza è dettata dal fatto che, in un settore in rapida evoluzione come quello dell’IA, secondo la Commissione Europea attendere i tempi fisiologici dell’indagine avrebbe rischiato di estromettere irrimediabilmente i concorrenti più piccoli e le nuove startup.
Oggi chiediamo a Meta di ripristinare l’accesso a WhatsApp per gli assistenti di IA concorrenti mentre valutiamo se le restrizioni siano in grado violare le norme dell’UE in materia di concorrenza. Nei mercati in rapida evoluzione la concorrenza può venire meno molto prima dell’adozione di una decisione definitiva. Per questo motivo le misure provvisorie rimarranno in vigore per tutta la durata dell’indagine, al fine di evitare danni che sarebbero quasi impossibili da riparare. Le misure provvisorie salvaguarderanno la concorrenza nel mercato in espansione degli assistenti IA: preserveranno un punto di accesso fondamentale per raggiungere i consumatori in Europa – WhatsApp – e consentiranno alle imprese di IA di innovare, espandersi e realizzare appieno il loro potenziale. Con la decisione odierna preserviamo inoltre la scelta dei cittadini di tutta Europa in merito agli assistenti IA che desiderano utilizzare con WhatsApp, senza che altri prendano questa decisione al posto loro.
Teresa Ribera, Commissaria europea per la Concorrenza
L’indagine in merito dell’Antitrust proseguirà senza una scadenza fissa. Nel caso in cui Meta dovesse ignorare questo provvedimento cautelare, andrebbe incontro a sanzioni pesantissime: la Commissione Europea può infatti infliggere multe fino al 10% del fatturato totale globale registrato nell’anno precedente, oltre a penalità (more) giornaliere che possono arrivare fino al 5% del fatturato medio giornaliero.
