Sono passate un paio di settimane da quando Google ha migliorato il selettore dei file multimediali di Android con la possibilità di includere i dati di geolocalizzazione delle immagini e abbiamo visto che Snapseed è stata la prima app a implementare il supporto a questa novità.

Nelle ultime ore è emerso che il colosso di Mountain View stia preparando un’altra novità per il selettore dei file multimediali: oltre a quelle già work in progress (come un editor integrato), il selettore potrebbe presto beneficiare del sistema di Avviso dei contenuti sensibili (“Sensitive Content Warning”) di Android.

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Ennesima novità in sviluppo per il selettore dei file multimediali di Android

La Beta 4 di Android 17 QPR2, oltre a un nuovo kernel per i Pixel e altre piccole ottimizzazioni, ci ha permesso di scoprire altre due novità interessanti, oltre ad alcuni indizi relativi alla possibile espansione dell’Assistenza Proattiva.

Analizzando il codice sorgente della Beta 4, il noto insider AssembleDebug ha però scoperto un’altra novità in lavorazione, suggerita da una stringa di codice (che riportiamo di seguito, via Android Authority).

Enables usage of SafetyCore integration in PhotoPicker.

A quanto pare, il team di sviluppo sta facendo in modo che Android System SafetyCore, il servizio di sistema responsabile della funzione Avvisi per contenuti sensibili integrata in Google Messaggi, possa agire anche su Photo Picker, ovvero il selettore dei file multimediali di Android.

Cosa cambierà con l’implementazione?

Una volta che questa funzione verrà integrata nel selettore, il suo obiettivo sarà quello di proteggere gli utenti dall’invio accidentale di immagini e video indesiderati.

Il problema di un’implementazione del genere, ammesso che Google non abbia già considerato quanto stiamo per dire, risiede nel fatto che gli utenti possono bypassare il selettore dei file multimediali inviando come file le foto o i video con nudità e altri contenuti sensibili.

A prescindere da ciò, integrare nativamente un meccanismo di sicurezza del genere farà in modo che le app di terze parti non debbano mettere a punto la loro soluzione proprietaria ma possano affidarsi a quella già collaudata disponibile su Android.