Android Automotive continua a evolversi, spesso in modo silenzioso ma estremamente significativo per l’esperienza quotidiana degli utenti, soprattutto considerando che, a differenza dello smartphone, l’auto è per definizione uno spazio condiviso. Ed è proprio partendo da questa premessa che Google sta introducendo una nuova funzionalità pensata per colmare una lacuna piuttosto evidente: la possibilità di bloccare singole app con un PIN, mantenendole private anche quando il sistema di infotainment viene utilizzato da altri passeggeri.

La novità prende il nome di Sensitive App Protection (o Blocco app sensibili) ed è emersa nelle recenti note di rilascio delle app disaggregate di Android Automotive, anticipando un cambiamento che molti utenti aspettavano da tempo.

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Android Automotive riceverà il blocco delle app tramite PIN

Come molti di voi avranno notato, Android Automotive supporta già profili utenti separati, protetti da PIN, per mantenere distinti dati e impostazioni; tuttavia, fino ad oggi mancava una funzione immediata, se ad esempio si sblocca il proprio profilo per consentire a un passeggero di utilizzare Spotify e YouTube Music, tutte le altre app restano accessibili, comprese quelle più personali come browser, messaggistica o email.

È qui che entra in gioco la nuova Protezione delle app sensibili, che consente di bloccare specifiche app di terze parti tramite un PIN dedicato, senza impedire l’accesso al resto del sistema.

Dal punto di vista pratico, la funzione viene implementata come un servizio di sistema chiamato Blocco app sensibili, accessibile seguendo il percorso Impostazioni -> Privacy -> Blocco app.

All’interno del menù l’utente troverà un interruttore per abilitare la funzione, una sezione Le mie app con l’elenco delle applicazioni protette, e un disclaimer che spiega chiaramente i limiti della protezione.

Per attivare il Blocco app è necessario impostare un PIN da 4 a 16 cifre, diverso da quello del profilo principale; in caso di PIN dimenticato la procedura di recupero passa dall’account Google associato, ma con una misura di sicurezza importante: potrebbe essere richiesta la rimozione delle app bloccate e dei relativi dati.

Una volta configurato il PIN è possibile selezionare le app da proteggere, comprese quelle scaricate dal Play Store, come ad esempio Chrome o WhatsApp, ideali per mantenere privati cronologia, messaggi e contenuti personali.

Come spesso accade con le prime implementazioni, Google è stata piuttosto trasparente sui limiti della funzione, il Blocco app:

  • disabilita solo l’interfaccia utente, non l’esecuzione in background
  • non impedisce alle app bloccate di condividere dati con altre app (ad esempio foto o file)
  • potrebbe non proteggere completamente i dati se si installano nuove app che condividono lo stesso account di un’app bloccata

Inoltre, alcune app di sistema considerate essenziali, come l’Assistente Google, Maps e Impostazioni, non possono essere bloccate, mentre la maggior parte delle app presenti nel launcher sì.

Un aspetto tutt’altro che secondario riguarda il modello di distribuzione scelto da Google, la protezione delle app sensibili viene rilasciata come app disaggregata, quindi non integrata direttamente nel sistema operativo; questo significa che spetterà ai singoli produttori automobilistici decidere se e quando implementarla nei propri veicoli.

L’approccio ricorda molto da vicino quello adottato per lo strumento dashcam autonomo di Google e, come in quel caso, anche il codice della nuova funzione è open source, permettendo di verificarne nel dettaglio il funzionamento.

Considerando che la documentazione è comparsa solo questo mese, è improbabile che qualche casa automobilistica abbia già avuto il tempo di integrarla nei modelli attualmente in commercio.

Insomma, si tratta di un piccolo passo sul piano tecnico, ma di un grande passo sul fronte privacy e controllo in auto, soprattutto in un ecosistema che anno dopo anno diventa sempre più centrale nella vita digitale degli utenti.