Abbiamo tutti presente quella che è stata l’ascesa di Huawei nel mercato smartphone qualche anno fa, passata da brand di cinesoni a colosso del settore con dispositivi premium nel giro di poco tempo, salvo poi inciampare in alcune controversie con il governo americano, che hanno segnato l’inizio del declino del brand che ha dovuto rinunciare a diverse forniture, mercati, nonché ai servizi Google. Giusto ieri vi abbiamo riportato la nuova strategia dell’azienda per poter commercializzare smartphone dotati di connettività 5G, attraverso la partnership con il marchio francese Wiko; non si tratta certamente di qualcosa che può preoccupare i competitor, ma forse c’è di più.
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Huawei ha fatto registrare tre trimestri consecutivi in crescita
Il colosso cinese ha annunciato con fierezza le proprie vendite relative al quarto trimestre 2022, che ammontano a 27,4 miliardi di dollari, in crescita del 7,2% rispetto all’anno precedente; secondo quanto riportato da Bloomberg anche i guadagni complessivi annuali dell’azienda sono in crescita rispetto al 2021, con vendite totali che si attestano a 92,3 miliardi di dollari.
Come ha fatto Huawei a registrare queste vendite, considerando la scarsa richiesta dei suoi smartphone fuori dalla Cina? Presto detto, l’azienda ha aperto flussi di entrata alternativi tra cui la vendita di brevetti (sono stati firmati più di 20 accordi di licenza di brevetto nel 2022), la vendita di tecnologia e servizi a nuovi clienti (case automobilistiche, minatori e parchi industriali) e ha iniziato a riscuotere diritti di brevetti da colossi del settore quali Samsung, Apple e altri. Xu Zhijun, vice presidente e presidente a rotazione dell’azienda ha dichiarato:
Nel 2022, ci siamo tirati fuori con successo dalla modalità di crisi. Le restrizioni statunitensi sono ora la nostra nuova normalità e siamo tornati al lavoro come al solito. Il macroambiente può essere pieno di incertezze, ma ciò di cui possiamo essere certi è che la digitalizzazione e la decarbonizzazione sono la via da seguire e sono lì che si trovano le opportunità future.
Oltre a tutto ciò Huawei si è impegnata molto in ricerca e sviluppo di nuove tecnologie e componenti alternative a quelle americane, questo ha portato l’azienda a depositare una richiesta di brevetto per una tecnologia con processo di litografia EUV per realizzare chip <10 nm; qualora la domanda venisse accolta, l’azienda non dovrebbe più fare affidamento sulle componenti americane per la realizzazione di chip per smartphone avanzati.
Ad ogni modo la sola richiesta di brevetto non implica necessariamente che Huawei sia realmente in grado di produrre in totale autonomia chip 5G e SoC per smartphone, nonostante abbia investito parecchie risorse in aziende, attrezzature, fonderie, materiali, imballaggio e test. Inoltre bisogna considerare che in ambito smartphone, difficilmente il colosso potrà riacquistare il diritto di utilizzare i GMS, ciò comporta che gli utenti di tutto il mondo dovrebbero acquistare un tablet o uno smartphone Huawei rinunciando all’accesso ufficiale a tuti i servizi offerti da Google, e sappiamo bene che ciò non accadrà, almeno non con numeri importanti.
Insomma Samsung è stata nel mirino di Huawei per anni, che è anche riuscita in alcuni momenti a dare del filo da torcere al colosso coreano, tuttavia per il momento Samsung non ha nulla di cui preoccuparsi; ammesso e non concesso infatti che Huawei riesca a produrre in autonomia i propri chip, questo non sarebbe sufficiente a eliminare le preoccupazioni inerenti alla sicurezza degli utenti occidentali.
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