I principali operatori telefonici del Vecchio Continente si sono uniti nelle scorse ore per chiedere alle Autorità dell’Unione Europea che anche i colossi tecnologici statunitensi siano tenuti a sostenere una parte dei costi di sviluppo delle reti 5G e ciò in quanto le usano in modo pesante, traendo enormi benefici economici.

Stando a quanto viene riportato da Reuters, a firmare la lettera contenente tale richiesta rivolta alle autorità comunitarie sono stati i CEO di Deutsche Telekom, Vodafone, Telefonica, Orange, KPN, BT Group, Telekom Austria, Vivacom, Proximus, Telenor, Altice Portugal, Telia Company e Swisscom.

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Alla ricerca di contributi per la rete 5G

In particolare, questa richiesta dei colossi delle telcomunicazioni europei arriva nel momento in cui il settore sta affrontando massicci investimenti per le reti 5G, in fibra e via cavo, in modo da far fronte alla crescente mole di traffico dati generata anche dai servizi cloud e streaming di colossi statunitensi del calibro di Netflix, Google, YouTube e Facebook.

Del resto, nel 2020 gli investimenti nel settore delle telecomunicazioni in Europa sono saliti a 52,5 miliardi di euro, raggiungendo così il punto più alto da sei anni a questa parte ed è probabile che il trend prosegua verso questa direzione.

I principali operatori telefonici del Vecchio Continente ci tengono a mettere in evidenza come una parte ampia e crescente del traffico di rete sia generata e monetizzata da grandi piattaforme tecnologiche ma richiede investimenti e interventi continui e intensivi da parte del settore delle telecomunicazioni e questo sistema, che garantisce ai cittadini dell’Unione Europea di godere dei frutti della trasformazione digitale, può essere sostenibile solo se queste grandi piattaforme tecnologiche contribuiscono in modo equo ai costi di rete.

Da notare che i CEO dei colossi della telefonia europei non hanno menzionato espressamente nessuna delle aziende tecnologiche statunitensi anche se non pare vi siano dubbi che il riferimento sia ai big del settore, come Google, Netflix e Facebook.

Resta da capire se il legislatore europeo deciderà di accontentare gli operatori telefonici del Vecchio Continente.