Il caso Note 7: non usateci come beta tester, è pericoloso (editoriale)

Ieri si è conclusa una delle storie più chiacchierate degli ultimi anni nel panorama degli smartphone Android: Samsung ha interrotto definitivamente la produzione e la vendita del suo Galaxy Note 7. Questo a causa dei molteplici episodi in cui lo smartphone è esploso o ha preso fuoco per un malfunzionamento interno che provocava l’autocombustione della batteria.

Procediamo per gradi. Note 7 è stato presentato alla stampa il 2 Agosto 2016, segnando il ritorno in pompa magna della serie Note in Italia (e in Europa). Uno smartphone che aveva tutte le carte in regola per essere il miglior phablet dell’anno, non a caso all’interno della nostra recensione lo abbiamo definito “il phablet senza rivali”: materiali e design al top, display magnifico, software e tecnologia legata alla S-Pen ancora senza rivali, insomma uno smartphone unico nel suo genere, a cinque anni dal lancio del primo Note nessuna azienda è stata in grado di creare un vero concorrente sotto questo punto di vista.

Galaxy Note 7, nei piani dell’azienda, doveva essere reso disponibile all’acquisto nel nostro paese il 2 Settembre 2016, come spesso accade, però, la vendita reale oltreoceano è iniziata qualche giorno prima, infatti i primi casi di esplosione risalgono al 25 Agosto. In realtà inizialmente le combustioni sembravano “nella norma” in quanto il tutto, almeno apparentemente, era ristretto ad episodi in cui si utilizzavano accessori non originali.

Samsung Galaxy Note 7 batteria esplosa

Con il passare delle settimane, però, le segnalazioni di Note 7 esplosi sono aumentate, proprio il 2 Settembre, il giorno in cui sarebbe dovuta iniziare la vendita ufficiale del dispositivo in Italia, Samsung richiama tutte le unità già spedite per indagare e risolvere il problema, annunciando che la vendita riprenderà normalmente durante il mese di Ottobre. In pochi giorni viene anche rilasciato un aggiornamento software che limita la batteria al 60% pur di evitare che le unità difettose manifestassero il problema, per questioni di sicurezza.

Passano i giorni e l’azienda si impegna a sostituire le unità problematiche, rimettendo in vendita lo smartphone il 3 Ottobre 2016. Ma non c’è pace per questo Galaxy Note 7, iniziano immediatamente ad arrivare notizie di smartphone sostituiti, e quindi sulla carta “sicuri”, esplosi nuovamente tra le mani dei consumatori, le compagnie aeree vietano l’utilizzo del dispositivo a bordo e i casi di combustione diventano all’ordine del giorno. Addirittura viene evacuato un aereo a causa di un incidente causato dal Note 7 e su internet si susseguono gli sfottò sia di aziende rivali che di utenti, la situazione ormai per l’azienda sudcoreana diventa ingestibile.

Finalmente l’11 Ottobre 2016 arriva la notizia che era nell’aria da un po’: Samsung blocca la vendita del dispositivo. Inizialmente si pensa a un blocco temporaneo, dopo qualche ora però arriva l’ufficialità della morte di Note 7, il dispositivo non verrà più messo in vendita e tutte le unità dovranno tornare a Samsung, l’azienda non è riuscita a metterci una pezza. RIP Note 7.

Perché il Note 7 esplode?

Probabilmente il vero motivo dell’esplosione di alcuni esemplari di Note 7 non lo conosce nemmeno Samsung al momento, altrimenti non si spiegherebbe la combustione dei modelli sostituiti.

Inizialmente, però, si era parlato di un problema che interessava esclusivamente la batteria, ed effettivamente l’ipotesi più accreditata si svilupperebbe nel seguente modo: all’interno della batteria di uno smartphone gli ioni di litio si spostano dall’anodo al catodo durante il funzionamento e viceversa durante la ricarica, un difetto di progettazione causerebbe il contatto tra i due elettrodi, questo porterebbe attraverso vari passaggi a un aumento del calore e conseguentemente alla combustione.

Il condizionale è d’obbligo, per un motivo ben preciso: questa è l’ipotesi accettata anche da Samsung inizialmente, ma poiché l’azienda non è riuscita a risolvere il problema le vere dinamiche sarebbero ancora poco chiare, si è parlato infatti anche di reazioni anomale degli elettroliti causate dal surriscaldamento dello smartphone.

Il processo che porta alla combustione, però, dovrebbe essere quello descritto, mentre le cause legate ad esso sono ancora poco chiare. Una delle ultime ipotesi riguarda la simmetria dello smartphone: le batterie prodotte da SDI sarebbero leggermente troppo larghe per l’alloggiamento, questo causerebbe delle piegature anomale della batteria e, conseguentemente, il contatto tra i componenti interni.

Utenti beta tester: il mercato va troppo veloce?

La domanda che noi addetti ai lavori ci siamo posti è la seguente: perché lanciare uno smartphone senza aver eseguito i dovuti test?

Il mercato mobile sono anni che corre a velocità troppo elevate, ogni sei mesi un’azienda presenta un suo top di gamma e la maggior parte dei produttori di smartphone agisce in questo modo: novità e lanci di nuovi device che avvengono costantemente per sfruttare fino all’osso questo mercato ancora florido e pieno di interesse da parte dei consumatori.

Settembre è il mese che segna la seconda ondata di device top di gamma, la prima generalmente riguarda il mese in cui si tiene il Mobile World Congress (fine Febbraio/inizio Marzo) e quello successivo. Settembre è anche il mese in cui l’azienda attualmente più influente del panorama smartphone, Apple, presenta e mette in vendita il suo iPhone, ed è anche il mese di IFA.

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Insomma l’obiettivo di Samsung era abbastanza chiaro fin dall’inizio: anticipare tutti, compresa l’azienda di Cupertino e lanciare il suo phablet per contrastare soprattutto le vendite di iPhone 7.

Sotto questo punto di vista Apple e Samsung hanno due modi diversi di rapportarsi al mercato mobile che va alla velocità della luce: iPhone viene presentato una volta l’anno e l’azienda, soprattutto con gli ultimi modelli, ha cercato di rallentare l’innovazione tecnologica con tre dispositivi (iPhone 6, 6s, 7) aventi lo stesso design e migliorie graduali. Samsung cerca di inserire caratteristiche distintive nei suoi dispositivi oppure, come in questo caso, lancia uno smartphone molto simile al portabandiera presentato sei mesi prima, S7 Edge, ma con l’aggiunta della S-Pen, in tutta fretta per anticipare la principale azienda concorrente.

Sono anni che i software degli smartphone vengono per lo più testati da noi consumatori, di fatto lavoriamo inconsapevolmente per le aziende produttrici di smartphone (e non solo, qualcuno ha detto videogiochi?) facendo da beta tester, questo accade con Apple, Google, HTC, Samsung, con tutti. Assistiamo sempre più spesso a software rilasciati pieni di bug e problemi che si manifestano sin da subito, al punto tale da chiederci se i test in azienda non vengano eseguiti con eccessiva superficialità.

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Con Note 7 abbiamo superato ogni forma di immaginazione a riguardo, i consumatori hanno testato sul campo l’hardware. Perché? Non c’è stato il tempo di eseguire i dovuti controlli sul dispositivo? Pur di arrivare prima Samsung ha fatto un salto nel vuoto sperando che tutto andasse nel verso giusto? Non avremo mai la certezza di ciò, ma i fatti parlano meglio di qualsiasi dichiarazione ufficiale che probabilmente non arriverà.

Samsung Galaxy Note 7 è uscito troppo in fretta, andavano eseguiti maggiori test, per fornire un prodotto funzionante al 100% e soprattutto per non mettere a repentaglio l’incolumità degli utenti.

Apple, Google e… Galaxy S8

Samsung esce da questa storia con un danno d’immagine non quantificabile in termini economici, e con circa 17 miliardi di perdite dovute ai mancati ricavi di vendita delle 19 milioni di unità prodotte. Un disastro tecnologico.

Chi approfitterà di questa debacle? Due aziende su tutte: Apple e Google. A Cupertino probabilmente se la staranno ridendo di gusto, iPhone 7 Plus (qui la nostra recensione su TuttoTech) ha la strada spianata per quanto riguarda le vendite, Samsung può sperare di contrastarle solo con una buona politica di marketing atta a sfruttare ancora S7 Edge (qualcuno ha notato il ritorno in TV del suddetto smartphone?). Google, invece, può operare in maniera leggermente più tranquilla con i suoi Pixel e il marketing aggressivo che sembra voler attuare, potrebbe cavalcare l’onda del fallimento di Note 7 per spingere ancora di più i suoi dispositivi, visto che a Mountain View è ormai chiara la volontà di affermarsi sotto questo punto di vista.

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E Samsung? L’imperativo è riconquistare in fretta la fiducia dei consumatori. L’azienda sudcoreana possiede tecnologie e know-how attualmente superiori a chiunque altro, la speranza è che riesca a sfruttarle per il lancio di Galaxy S8, anche se alcuni rumor, poi smentiti da altri rumor, lo vorrebbero sul mercato un po’ prima rispetto alla consueta presentazione tra fine Febbraio e inizio Marzo (MWC). Speriamo che, qualora il lancio anticipato dovesse concretizzarsi, in Samsung siano sicuri di ciò che stanno facendo.

Per quanto riguarda la serie Note, invece, la sensazione è che il brand sia destinato a sparire. Dopo questa disfatta difficilmente i consumatori potranno riporre nuovamente la fiducia in un Galaxy Note 8, noi invece speriamo di non dover più parlare di episodi del genere, anche perché…

…sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

Nota: questo articolo è un editoriale e, in quanto tale, rispecchia l’opinione di chi scrive senza voler assumere caratteri di notizia oggettiva o di cronaca dei fatti. Esso è un articolo in cui vengono esposte le opinioni personali dello scrivente e, in quanto tale, non è oggettivo e può essere contrario all’opinione di chi legge. Invitiamo tutti i lettori a commentare tramite gli appositi strumenti mantenendo il rispetto e la civiltà.

Commenti

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  • Massimo Vacca

    Il Note spero non scompaia, lo posseggo dal Note2 escluso il 5, un ibrido mal riuscito. L’errore di Samsung è stato uniformarlo agli altri smartphones, ultimo l’S7, quando invece il Note ha caratteristiche e features ineguagliate, persino da Apple.
    Propongo di chiamarlo Galaxy S Pen. Intanto sono passato ad Apple, ma conservo il mio Note4, ultimo vero erede…

    • Emanuele Capone

      a dimostrazione che chi ha un Note può decidere di passare ad Apple ;)

  • Gianluca

    il phablet senza rivali

    E certo, perché n’altro poco li fa saltare in aria.

  • Claudio Tsolakis

    Comunque ormai è tutto talmente miniaturizzato , che va prodotto in camera asettica , basta un operaio o chissà cosa , una pista disegnata un infinitesimo più in là che magari durante la saldatura qualche cosa possa finire sopra il circuito in modo casuale , e si fanno i danni , difficilmente rilevabili (stimo parlando di 100 pz su 2,5 milioni )

    • cionci

      100 pezzi su 2.5 milioni perché li hanno sostituiti e poi ritirati… 100 pezzi in un solo mese di commercializzazione.

  • Davide

    capisco che l’opinione pubblica è fortemente influenzabile, ma la mia fiducia nel brand non è calata. Se uscisse un note 8 e avessi i soldi per comprarlo lo farei, e lo dice uno che ieri sentiva puzza di bruciato in sala, ed era la tv samsung (schermo andato) :(

    Resta lo stupore nel vedere l’assoluta mancanza di test a riguardo, ma dubito fortemente che altri produttori facciano diversamente, tranne apple, ma lei può permettersi di fare lo stesso telefono per tre anni quindi di tempo ne ha :D

    • Emanuele Capone

      Mi trovi d’accordo, sono un amante della serie Note da anni… purtroppo temo che almeno il brand sparirà, e che Samsung utilizzi queste tecnologie in un nuovo smartphone, probabilmente sarà un Note mascherato.

      • M-Redstone

        Io non credo… come potrebbe chiamarlo se non Note. E poi ci sono ancora in vendita sia il Note 4 che il Note 5. Se lo chiama Note 8 e lo fa esteticamente diverso e (magari) con la battetia removibile non credo lo confondano con il 7. Il phablet con il pennino nell’opinione pubblica è il Note, non c’è dubbio. Spero non facciano la stupidaggine di bruciare il brand e lasciare magari che lo utilizzino altri (My Note, Notes già ci sono in giro). Boh, staremo a vedere

        • Davide

          nemmeno io credo che buttino via un brand del genere per un incidente di percorso..

          • Emanuele Capone

            Beh se accompagnano il nuovo Note ad un OTTIMA campagna di Marketing, atta a sottolineare il rinnovamento del prodotto, si può fare… Samsung ha le capacità per farlo, ma non si può negare che attualmente la situazione è molto difficile per quel brand.

  • 𝕃๏𝕣χ

    Tantissimi possessori hanno deciso di tenerlo, scelta sbagliata in quanto non godranno di alcun supporto software, ma effettivamente non ci sono telefoni di pari livello nel mercato.
    Curioso di vedere se nel tempo qualcuno di questi dispositivi utilizzati, che per ora non scaldano né danno problemi, esploderà.

    • Emanuele Capone

      Sinceramente non vedo come sia possibile fare una scelta del genere… siamo noi la rovina del mercato, se chi dopo aver speso tanti soldi accetta di tenersi uno smartphone che ha una buona probabilità di esplodere.

  • kolivanov84

    Io credo ad un sabotaggio

    • Claudio Tsolakis

      La penso anch’io così …c’è ua nota azienda concorrente che ormai non riesce ad inventare più nulla e sforna device sempre identici con piccolissime migliorie spesso copiate ed è una azienda molto aggressiva e senza scrupoli…..anche secondo me c’è un sabotaggio dietro ….
      Ormai Samsung sa come si facciano o cellulari e le batterie……ma i produttori di questi prodotti cinesi lavorano spesso per più aziende e lavorano senza scrupoli (d’altronde è risaputo che vengano sfruttati all’inverosimile e questo crea cupidigia)

      Comunque Samsung si è comportata bene ritirando dal commercio il venduto (mi pare il minimo ), ma altre aziende per casi simili si sono limitate a dare la colpa agli utenti o in altri casi a regalare cessò un accessorio….

      • Graziano

        Da persona a cui Apple non sta affatto simpatica devo dirvi purtroppo che vi sbagliate, le prime batterie erano prodotte da una sussidiaria Samsung quindi non è possibile che sia un sabotaggio

  • Wendy Majen Osadia

    Concordo con l’articolo. Brutto da dire, ma a parere mio per farla breve hanno seguito quella politica aziendale che a milano definiamo “se va, ha le gambe”.

  • scumm78

    io personalmente non credo alla teoria del “beta tester” o almeno non credo che lo abbiano fatto due volte. Se anche avessero ridotto i test nella prima mandata di dispositivi non sarebbero stati cosi stupidi da farlo con i dispositivi sostituiti. Secondo me la chiave di tutti qui e’ il fatto che non hanno trovato la causa delle esplosioni o meglio cio’ che le fa scatenare.
    Adesso dico una cavolata (fino ad un certo punto) ma nessuno ha mai pensato che possa essere un sabotaggio interno? Tu puoi testare tutti i prodotti che vuoi ma tanto visto che poi i prodotti testati non sono quelli messi in vendita se qualcuno all’interno della catena di produzione manda in commercio prodotti compromessi non ti salvi.

    • Emanuele Capone

      i primi dispositivi sono stati richiamati e sostituiti immediatamente, non c’è stato il tempo materiale per fare ulteriori test, semplicemente hanno ipotizzato una causa che poi si è rivelata errata visto che anche quelli sostituiti presentano il medesimo problema. I test vanno fatti prima della commercializzazione, non dopo.

      Per quanto riguarda l’ipotesi del sabotaggio interno, un po’ complottista, sarebbe ancora più grave…

      • scumm78

        Io stavo parlando di quelli che sono stati sostituiti dopo qualche settimana con scatole e tutto nuovo per riconoscere quelli nuovi da quelli vecchi. Secondo me questi hanno subito ulteriori test. O almeno come dicevo prima la partita da cui provengono ha subito ulteriori test perche’ nessun prodotto in commercio ha subito effettivamente il test. Questi test sono di solito distruttivi per il dispositivo. Ma il punto rimanere: nessuno puoi dimostrare che Samsung abbia risicato sui test, semplicemente non ha un test che triggeri questo problema.

  • markisha1979

    Pur di arrivare prima Samsung ha fatto un salto nel vuoto sperando che tutto andasse nel verso giusto?

    In questa frase c’è la chiave di tutto, solamente credo sia col note 7 che hanno fatto un salto nel vuoto, lo fanno sempre, da tempo. Col note 7 gli è andata male.

  • Fabius

    Aggiungo la mia di opinione personale. Non si tratta di Samsung, Apple, LG, Huawei ecc ecc, si tratta di fermarla noi questa rincorsa continua. Innanzitutto evitiamo di comprare smartphone che costano quanto uno stipendio! Non ci valgono! Perché c’è ancora gente che fa le file nei negozi appena esce un nuovo iPhone o altro?? È un oggetto! Un misero oggetto! Non è il vaso della felicità! Uno smartphone che a noi fanno pagare 800 euro a loro sarà costato 100! Iniziamo a non correre più dietro alle nuove uscite e a questi prezzi! Allora si che rallenteranno le rincorse e si abbasserano notevolmente i prezzi! Sveglia gente! Sveglia!

    • Emanuele Capone

      Assolutamente d’accordo, siamo noi a fare il mercato, se ogni 6 mesi esce un top di gamma è perché c’è chi ogni 6 mesi ne compra uno. Anche se le differenze con il precedente sono minime.

  • Walter

    Ottimo editoriale, al quale aggiungo un’opinione personale: Samsung dovrebbe smettere di inseguire Apple. Le due aziende vendono prodotti diversi ed hanno quote di mercato diverse. Samsung non potrà mai conquistare i clienti Apple, per mille svariati motivi. Il modello di business è completamente diverso: Apple remunera sulla realizzazione ottimizzata di pochissimi prodotti, Samsung al contrario frammenta l’offerta in maniera smodata, e questo chiaramente moltiplica i costi e riduce i guadagni, malgrado la quota di mercato dei Koreani sia molto più alta di quella di Apple…

    Samsung guardi al proprio mercato, senza pensare di poter battere Apple su quello che è il suo campo di battaglia, non avrebbe senso.

    • Emanuele Capone

      Non sono pienamente d’accordo ma capisco il tuo commento, parliamo di smartphone, è normale che chiunque voglia essere leader del settore, soprattutto se davanti a te hai solo Apple. D’altro canto sul modello di business e sul modo in cui agiscono attualmente hai ragione, frammentare l’offerta non li aiuta a raggiungere l’obiettivo.

      • Walter

        Ma Samsung E’ a tutti gli effetti il leader. E’ questo il punto chiave. Se vogliono ottimizzare i profitti, devono correggere la filiera produttiva (meno modelli, meno marketing). Apple non ce l’ha davanti o dietro, semplicemente perché le due customer base sono in grande misura parallele. Un utente Apple non passerà facilmente ad Android e viceversa, chi lo fa senza pentirsi è una % trascurabile.

        • Emanuele Capone

          ho tanti amici e conoscenti che mi chiedono consigli perché vogliono passare da Apple ad Android e non sanno come orientarsi, e spesso accade anche il contrario. Io non li vedo come due mondi così paralleli, o meglio lo sono per chi ne capisce e magari sceglie Apple per l’ecosistema e quindi non passerà facilmente ad Android, o magari sceglie Android per la sua apertura e non passerà mai ad Apple, ma ti posso assicurare che esclusa la nicchia, la maggior parte delle persone non è attenta a queste cose :)

  • nik

    Bhe che dire tra tutti questi ingegneri…io sono un tecnico informatico e ci aggiungo la mia 😋.
    Non sono d’accordo col titolo dell’articolo in quanto non vedo che c’entra la risata di Apple, Apple sicuramente una risata se la sarà fatta ma di certo non sarà questo che incrementerà le vendite degli iPhone, gli utenti android non passeranno certo a iOS perché il note7 ha floppato. Difficilmente un androidiano passerà ad apple, più probabile il contrario semmai.
    Chi ha scelto il note di certo arriva già da un note visto la peculiarità del pennino che gli iPhone non hanno.

    Riguardo Google che diventa come Apple ma con android è sicuramente interessante ma non hanno il pennino, è uno smartphone come tanti altri, sicuramente (visto i Nexus) saranno seguiti e ottimizzati al meglio (si spera) il che li mette un gradino sopra tutti ma non sono i note !
    Chi sceglie i pixel è perché è consapevole di quel che compra, ma l’utente medio tende a non spendere più di 300/400€ cercando di avere il meglio e soprattutto che sia “libero” come ha dimostrato il successo di oneplus nel mondo pur essendo cinese e pur non essendo ne Apple ne Google ne Samsung.
    Ho amato nexus5 ma non passerò a pixel, ne a Apple.
    Ho avuto per anni i galaxy…s..s2…s4…ho amato alcune rom cucinate ma ero “libero” di provarle, poi è arrivato Knox che ha cominciato a creare danni a chi modificava il cell, da qui ho chiuso con Samsung spostandomi a Nexus.
    Oggi sono ancora in attesa di scegliere il prossimo perché non vedo innovazioni….si certo oggi c’è doppia fotocamera, uahu che innovazione! Si certo oggi ci sono i bordi curvi, provato e mi son ricreduto visto che non riuscivo a tenerlo in mano che faceva i cazz…suoi…mah!
    Parliamo di soc? Mi sembra di rivivere i momenti di oltre 20 anni fa, la saga x86….Pentium..p2..p3..p4…e da lì era un continuo cambiare per avere un incremento di velocità rilasciato a briciole continue e continui upgrade…cosa che sta succedendo anche con gli smartphone vedi snap 820…2 giorni dopo esce 821…uhau il 5% più veloce e tutti a rincorrerli. Nexus 5 non avrà certo la CPU più veloce di un s7 ovvio ma risponde con velocità sorprendente ancora oggi…su YouTube c’è un confronto tra n5 ed s7, provate a guardarlo e giudicate voi.
    Si corre si corre troppo e Samsung è inciampata, forse Google ci ha visto giusto e gli capita la fortuna di uscire al momento giusto, ma i note sono unici.
    Questo non fermerà Samsung per via dei note7 sono solo briciole questo danno, ricordo che Samsung costruisce di tutto dal microonde alla lavatrice al frullatore agli aspirapolvere ed altri milioni di prodotti che vendono in tutto il mondo.

    • Ivan Battaioli

      Hai perfettamente ragione è una bazzecola di barzelletta per Samsung la vicenda note 7…

      • M-Redstone

        Mah… si riprenderà perché in effetti è un colosso del settore dell’elettronica di consumo e non solo, ma non è da sottovalutare il danno economico… qui si parla di 8, 12 o addirittura 17 miliardi di $ di mancati introiti più il danno di immagine e il costo di un ritiro globale con smaltimento. Sono veramente tanti tanti soldi andati in fumo (è proprio il caso di dirlo). Altre aziende avrebbero chiuso i battenti

        • Emanuele Capone

          questo è poco ma sicuro, non l’ho mai messo in dubbio, ci vuol ben altro per scardinare un’azienda come Samsung che ha tantissime fonti di guadagno.

        • Ivan Battaioli

          Si è vero che sono tanti soldi…però se guardi che si sta preparando di un solo modello di telefono…immagini quanti introiti ha la Samsung su tutti i suoi prodotti che produce di tutto…perfino delle Navi costruisce…cuocere e navi per l’estrazione del petrolio…!!!!

          • M-Redstone

            Infatti… il fatturato del gruppo sfiora i 400 miliardi di $. La batosta è pesante perché si tratta di un prodotto molto apprezzato e diffuso (e anche molto costoso). Fosse successo con un Grand Prime sarebbe stata una puntura di spillo… così è una bella batosta. Ma di certo si riprenderà abbastanza velocemente

          • Ivan Battaioli

            Io comunque credo che sia solo temporanea la sospensione della produzione di Samsung Note…Dato che è un phontablet molto apprezzato ed unico nel suo genere…Sicuramente la Samsung metterà aposto questo sfortunato telefono e lo rimetterà in commercio quando finalmente avrà risolto tutti i suoi problemi e sarà sicuro e funzionale…

        • cionci

          Non solo, l’intera Samsung era in difficoltà economica per il comparto smartphone con scarsa rendita al lancio di S6. L’impatto secondo me sarà veramente notevole.

    • Emanuele Capone

      Ciao, mi sono un attimo perso all’inizio del tuo commento, ti spiego perché: il titolo dell’editoriale è volutamente provocatorio, all’interno si snocciola la questione e si spiega il perché di questa mia affermazione. Detto questo non capisco il collegamento con Apple, a tal proposito si parla dell’azienda di Cupertino solo per analizzare la reazione del mercato.

      I primi dati parlano chiaro: le azioni Samsung hanno subito un netto calo dopo la vicenda, il tutto è coinciso con l’incremento di quelle Apple, ed è normale che sia così visto che parliamo di due leader del settore. Per quanto riguarda le vendite, sondaggi negli USA hanno rivelato che una parte degli utenti interessati a Note 7 ora sposterà la sua attenzione verso iPhone 7 Plus. Al di là dei sondaggi che hanno sempre un valore relativo, con la debacle del Note viene a mancare un riferimento fondamentale, oltretutto se consideriamo che in Italia l’anno scorso il Note 5 non è nemmeno uscito siamo da due anni senza Note… chi ha un Note 4 o precedente e vuole cambiare smartphone deve orientarsi necessariamente su altro, stessa cosa per chi voleva passare a Note e ora non può. Ovviamente non esiste solo iPhone, in uscita c’è il Mate 9 e Google Pixel XL, restando in tema phablet.

      • Claudio Tsolakis

        Dubito fortemente che chi ah un note possa anche solo lontanamente pensare di prendere un iPhone ….

        • c1p8HD

          Non capisco perchè non dovrebbe… Ne conosco qualcuno che lo ha fatto tranquillamente… voi pensate veramente che sono in molti ad avere la necessità di un smartphone con il pennino? Molti lo hanno preso fino ad ora solo perchè aveva uno schermo grande ed era il top Samsung…

          • Claudio Tsolakis

            Chiunque io abbia conosciuto che abbia avuto in mano un NOTE ,non passerebbe ad altro ……

          • c1p8HD

            Li conosci tutti te allora :D

          • Claudio Tsolakis

            Quelli che conosco io …..

          • Emanuele Capone

            sono d’accordo con “c1p8HD”, ok è uno smartphone unico per via del pennino, ma conosco tantissime persone che lo prendono per altro e il pennino lo usano poco :)

        • cionci

          C’è tanta gente che prende solo il telefono più “figo” del momento. Secondo me un buon 20% e più di chi ha ricevuto il rimborso l’avrà reinvestito in Apple. Anche perché certamente non avrà reinvestito in Samsung, Vista la pubblicità negativa che si sono fatti.

          • Claudio Tsolakis

            Io sento tanto ..ma tanto in giro ,anche fuori dall’Italia, che molti di quelli che hanno preso il note 7 ,vorrebbero tenerselo , anche se Samsung gli darà il rimborso completo e li sta in qualche modo obbligando ….dubito che questè persone abbiano perso la fiducia in Samsung .
            E comunque ripeto ..secondo me Samsung si è comportata onestamente , senza nascondere il.problema , al dilà degli sfottó e del reale problema (sempre che non sia un sabotaggio ) , in un qualche modo ci guadagna pure con l’immagine di onestà (che la mela non ha …)

  • Andrea Liga

    Personalmente credo che Samsung tranne se non compie altri errori.. recupererà facilmente le perdite.
    Una azienda come Samsung che non produce solo cellulari.. in giro di 3 mesi/6 mesi massimo può recuperare le perdite ed ammortizzare il tutto con altre produzioni.
    Se fosse stata un Htc allora sarebbe stato un vero tracollo(ma perché producono solo cellulari principalmente).
    Come ha scritto qualcun’altro..Samsung adopererà parti del Note per altre serie di telefoni.. dunque gran parte della circuiteria verrà riciclata e recuperata.
    In tutto ciò la notizia è circolata soprattutto su internet e riviste specializzate .. parlando in giro pochi sanno della faccenda ed altrettanto pochi sono utilizzatori della serie Note(statisticamente parlando ..rispetto ai modelli più blasonati).
    Detto questo io spero in futuro che la serie continui. Credo anche che con un marketing aggressivo potrebbero mantenere anche il nome cambiando solo il numero(saltare il 6 non gli ha portato tanto bene..eheh).

    • M-Redstone

      La serie Note è un po’ più di nicchia rispetto alla serie S ma cmq è la seconda o la terza (se la gioca con la A) per volumi di vendita… perché un phablet così ce l’ha solo Samsung. E ha combinato il disastro proprio sul suo “fiore all’occhiello”

    • Emanuele Capone

      pienamente d’accordo con gran parte del tuo commento tranne la parte finale: la notizia è diventata virale sul Web, anche chi non si interessa di questo mondo in modo particolare sa che Samsung ha prodotto un telefono che esplode. Per questo dobbiamo dire “grazie” soprattutto ai MEME circolati in queste settimane sui social :)

  • ale

    Comunque staremo a vedere ora cosa Samsung farà, secondo me non è finita qua, nel senso che ora hanno un sacco di telefoni ritirati più i vari componenti che hanno già ordinato e prodotto magari, quindi probabilmente secondo me fanno una nuova serie di telefoni, magari cambiandogli nome, risistemando i problemi (legati o alla batteria o alla scheda logica, non si sa)… ma non penso che buttino via i milioni di dispositivi che già hanno, sarebbe una perdita troppo grossa perfino per samsung

    • M-Redstone

      Da quel che ho letto pare che li rottamino turto… boh, se è così anche a me a prima vista sembrerebbe uno spreco enorme ma forse costa meno fare un prodotto ex novo che riadattarlo. Soprattutto se ha avuto problemi di quel tipo.

  • zipalign
  • Simone

    Nel circuito di Android corrono così tanti smartphone per arrivare primi che questa volta, uno di loro, ha bruciato il motore. In quello di iOS corrono pochi modelli e tutti della stessa scuderia.
    Si tratta solamente di decidere a quale gara assistere. Spero solamente che l’idea del pennino venga ripresa da qualcuno, che sia Samsung o qualcun altro non importa.

    • Emanuele Capone

      Spero anche io che l’idea del pennino venga ripresa, ma temo manchi proprio il Know How ad altre aziende, altrimenti non si spiega perché in tutti questi anni non sia uscito fuori un vero e proprio concorrente del Note.

      • Claudio Tsolakis

        Comprereste un cellulare della wacom ?(quella che produce le tavole grafiche a pennino )

        • Emanuele Capone

          beh dipende, Wacom possiede la tecnologia per il pennino, ma chi ci dice che riuscirebbe a inserirla in uno smartphone così come fa Samsung e a produrre un telefono di quel tipo? Per questo parlo di Know How :)

          • cionci

            Tra l’altro Wacom produce tutti i digitizer in stile S-Pen per smartphone e tablet che non sono Samsung. Vedi Xperia, Huawei e tablet Asus.

  • roberto

    Sono un ingegnere e lavoro nella progettazione di dispositivi hi tech. Un pò so di quello che scrivo.
    Purtroppo non tutti i problemi si possono trovare in fase di progettazione e rilascio prodotto. Facciamo due conti. il problema si è verificato su un centinaio di pezzi su 10 milioni di telefoni. 1 problema ogni centomila pezzi. Nessun produttore in fase di test può fare prove di “affidabilità” su 100,000 unità sperando di trovarne una che fallisca. Queste prove vengono fattein condizioni di temperatura e umidità estreme, provando shock meccanici, termici e vibrazioni meccaniche. Sono molto costose e lunghe da completare. Ma se non si riesce a provocare il problema su qualche migliaio di pezzi non c’è nulla da fare. Il prodotto arriva sul mercato e solo sui grandi numeri darà problemi. Sono sicuro che nei loro test non sono riusciti a simulare nelle prove di affidabilità il problema visto poi nella realtà. Altrimenti non lo avrebbero mai messo sul mercato. Peccato era proprio un bel telefono. E l’unico con il pennino.

    • Emanuele Capone

      Ciao Roberto, anzi collega visto che studio Ingegneria :)

      Che durante i test non siano riusciti a simulare il problema mi sembra abbastanza chiaro, anzi spero sia così altrimenti sarebbe vergognoso. Riguardo i test veri e propri, sono d’accordo sulla questione statistica, era abbastanza difficile accorgersi del difetto guardando quei numeri, non dobbiamo dimenticarci di una cosa però: il Note 7 non è mai entrato realmente nel pieno delle vendite e delle spedizioni (solo una parte delle unità prodotte sono poi state effettivamente utilizzate), i problemi si sono verificati immediatamente, probabilmente con il passare del tempo le segnalazioni sarebbero aumentate a dismisura, soprattutto se il problema riguardava l’alloggiamento della batteria che avrebbe provocato piegature anomale con il passare del tempo nei modelli che poi sono esplosi.

      Insomma io non riesco a trovare giustificazioni a tutto ciò, Samsung ha ritirato dal mercato tutti i Note 7, probabilmente perché conscia del fatto che QUALSIASI modello avrebbe potuto subire una combustione col tempo. Alla luce di ciò, col senno di poi, non sarebbe stato meglio prolungare la fase di test?

      • roberto

        I cosiddetti test di qualifica sono delle sequenze abbastanza standardizzate. Faccio un esempio. Per qualificare e garantire per 20 anni un laser per telecomunicazioni (quelli ad esempio che portano questo messaggio fino a voi) “bastano” un centinaio di pezzi che passino indenni una sequenza di Impatti, vibrazioni, cicli termici, storage ad alta temperatura e cicli di potenza. Tutti i componenti all’interno del laser saranno qualificai dai fornitori seguendo sequenze simili. Fatto questo si immetteranno sul mercato centinaia di migliaia di laser. Ma se durante queste prove non si verificano problemi non c’è possibilità di accorgersene. Nel caso di un problema ogni 100,000 dispositivi diventa quasi impossibile accorgersene. Chi si occupa di tecnologia (e vende grossi volumi) passa la vita ad occuparsi dei cosiddetti “ritorni dal campo”, unità che muoiono prima del previsto. In questo caso ha fatto un disastro perchè ogni fallimento provoca una nuvola di fumo e un problema di sicurezza se fossero semplicemente morti sarebbero rientrati nella normale “mortalità” infantile.

    • M-Redstone

      Ok ma quei 100 sono “esplosi” in breve tempo… in 3 anni di vita i numeri sarebbero diventati molto alti. Le aziende in termini di difettosità ragionano per ppm (parti x milione). Essendo quello un difetto che mette a rischio l’incolumitá delle persone, con tutto ciò che ne consegue in termini di immagine, cause ecc.. (un tipo in America ha fatto causa persino per le esalazioni nocive.. vien fuori di tutto in questi casi), sono cmq numeri alti. Io penso che la fretta di anticipare Apple abbia ridotto il tempo in fase di test… nei test i devices sono pochi ma vengono provati in svariate situazioni ambientali estreme e stressati molto di più che durante il normale utilizzo

  • Gianmarco

    Penso che questo problema fosse troppo difficile da scovare con i beta test, siccome sono esplosi circa 100(?) note 7 su 2.5milioni, la quantità è così piccola è che per trovare il difetto su un note, statisticamente avrebbero dovuto tenere sotto controllo 25mila note 7 in ambiente di laboratorio. Analizzare quelli già esplosi può aiutare, ma alla fine sono sempre dei telefoni distrutti da un incendio. In poche parole sarebbe stato solo un colpo di fortuna trovare il difetto realmente.

    • Emanuele Capone

      Ciao Gianmarco, ho già risposto a Roberto in maniera piuttosto esauriente con il mio punto di vista a riguardo, per questo copio e incollo il mio commento qui :)

      “Che durante i test non siano riusciti a simulare il problema mi sembra abbastanza chiaro, anzi spero sia così altrimenti sarebbe vergognoso. Riguardo i test veri e propri, sono d’accordo sulla questione statistica, era abbastanza difficile accorgersi del difetto guardando quei numeri, non dobbiamo dimenticarci di una cosa però: il Note 7 non è mai entrato realmente nel pieno delle vendite e delle spedizioni (solo una parte delle unità prodotte sono poi state effettivamente utilizzate), i problemi si sono verificati immediatamente, probabilmente con il passare del tempo le segnalazioni sarebbero aumentate a dismisura, soprattutto se il problema riguardava l’alloggiamento della batteria che avrebbe provocato piegature anomale con il passare del tempo nei modelli che poi sono esplosi.

      Insomma io non riesco a trovare giustificazioni a tutto ciò, Samsung ha ritirato dal mercato tutti i Note 7, probabilmente perché conscia del fatto che QUALSIASI modello avrebbe potuto subire una combustione col tempo. Alla luce di ciò, col senno di poi, non sarebbe stato meglio prolungare la fase di test?”

      • Gianmarco

        Però così ricadiamo nella questione statistica, sono sicuro che avranno iniziato a lavorare prima al Note 7 rispetto ai precedenti e che abbiano avuto la solita routine di test come con gli altri loro modelli, secondo me è stato un caso statisticamente sfortunato. Hanno fermato la produzione per poter salvare la reputazione (quel che ne rimaneva). Fonte: sto studiando automazione e mass production all’università.

        • LucasZilli

          Non so quanto sia contemplata la scusante sfortuna quando sono in ballo 17 miliardi di dollari. Se hanno ritirato TUTTI i prodotti non si tratta di una partita, secondo me sono stati graziati dalla fortuna che solo alcuni sono giunti alla condizione di esplodere quando potenzialmente potrebbero farlo tutti i modelli. Un indizio? I kit sostituzione, l’aggiornamento software e l’allarme di spegnerlo e non usarlo assolutamente. Poteva capitare a tutti, certo, ma solo perché quelli che riceviamo non sono prodotti finiti. Vogliamo parlare dei Nexus che ogni 2-3 mesi facevano le revisioni migliorative HARDWARE? Ma dai…

          • Gianmarco

            Li hanno ritirati tutti proprio perché non è stato possibile identificare il problema e per salvare la reputazione… I test di sicurezza purtroppo non possono essere effettuati per un utilizzo esteso nel tempo di ogni SINGOLO prodotto, altrimenti venderebbero note 7 già usati.

          • LucasZilli

            Azienda miliardaria con i migliori ingegneri del mondo e non trovano la soluzione? Se non sanno gestire i problemi di una batteria al litio che tornino a vendere il Bianco e basta. Mah.. secondo me hanno trovato la causa e han detto “ragazzi fermi tutti qua possono esplodere tutti” e via con la richiesta di reso. Se no individuavano la partita e come con le auto chiedevano di portarli in garanzia e risolvere la criticità.

          • Gianmarco

            Immagina: 1 ogni 25000 degli smartphone che stai producendo esplode, ma non sai quando può capitare, in che situazione e in quanto tempo. Recuperi uno degli smartphone esplosi ma non ne puoi ricavare informazioni proprio perché è bruciato tutto. Hai tempo una settimana per risolvere il problema e inviare di nuovo tutti gli smartphone riparati ai clienti. Ovviamente Samsung non ha fatto che provare ad indovinare quale fosse il problema sperando che finisse lì la questione. Potevano ritirare subito il telefono dal mercato? Si, certamente hanno però deciso (probabilmente gli azionisti più importanti) Di provare lo stesso e prendersi il rischio illusi dall’aver trovato il problema, mettendo il telefono sul mercato una seconda volta.

          • LucasZilli

            Penso che tu non abbia nemmeno letto il mio commento.
            Concludo comunque che le aziende non fanno beneficenza, se possono evitare di perdere 17 miliardi di dollari o di contenere le perdite lo fanno a costo di ritardare ancora 1 mese. Se li hanno ritirati tutti è perché non si parla di 100 prodotti fallati.
            Inoltre qui non si parla solo di Samsung io ho portato l’esempio di HTC e dei Nexus e quelli sono fatti accertati.. purtroppo.

          • Gianmarco

            Li hanno ritirati tutti proprio perché non sapevano a quali e quanti altri dispositivi potrebbe essere capitato! Però comunque fino ad oggi meno di 100 sono esplosi quindi comunque si tratta di un difetto che compare o con il tempo(esteso) oppure è molto aleatorio o limitato.

  • Fabrizio Catena

    Io non credo che il problema si potesse risolvere con maggiori test.

    • LucasZilli

      Io invece mi trovo d’accordo con l’editoriale. Vedi HTC 10, arrivato sul mercato con una fotocamera che faceva rabbrividire, dopo 20 giorni aggiornamento correttivo. Testarla prima sta fotocamera? Idem altri brand con altri telefoni.
      Qui uguale solo che questa volta il problema è più serio perché non correggibile lato software.. ma che ci stiano usando come beta tester è verissimo, la stessa Apple con i suoi Mac ormai fa così (e ogni volta il caro Steve si rivolta nella tomba).
      Basterebbe prendersi un mese in più e non ridurre all’osso il controllo qualità, ma ovviamente è più facile anticipare per vendere di più.

      • Emanuele Capone

        Lucas ha colto in pieno ciò che volevo dire, la penso esattamente come lui, purtroppo il mercato va così e tutti agiscono in questo modo ora come ora, Samsung è solo stata più sfortunata (o un po’ meno cauta) degli altri.

      • ale

        Questo è un mercato dove devi arrivare prima degli altri se vuoi vendere, quindi non c’è più di tanto tempo per fare test, se ogni anno devi arrivare a presentare un prodotto nuovo se vuoi stare in piedi…

        Fra l’altro su un problema come questo dei note, che si verifica su un numero così ridotto di device e dopo un certo lasso di tempo, puoi fare tutti i test che vuoi, ma non ne esci… anche perché potrebbe essere un problema relativo ad una sola partita di componenti, ma anche il più stupido che puoi pensare, potrebbe essere un particolare regolatore di tensione di una partita fallata in maniera tale per cui ce ne sono tot difettosi e che manda in corto circuito i terminali della batteria e fa quindi surriscaldare questa, insomma… viene anche difficile capire quale effettivamente è il componente fallato (dubito comunque sia come dicono semplicemente l’alloggiamento batteria troppo stretto, li avrebbero potuto semplicemente sostituire le batteria con delle altre più sottili e risolvere la questione)]

        Poi anche per il software, molto spesso i problemi di un software li vedi solamente con la prova sul campo, fin che un software gira sui computer degli sviluppatori funziona sempre tutto perfettamente, poi quando lo dai in mano all’utenza finale cominciano i problemi… e poi anche li spesso non c’è il tempo, cosa fai, aspetti a rilasciare fin che il software non è perfetto ? Si si può fare (e c’è chi lo fa) ma non per prodotti consumer, vedi come fa Microsoft, rilascia e poi corregge, l’utente vuole sempre l’aggiornamento, vuole la novità, se un software non continui ad aggiornarlo anche introducendo bug, muore

      • Ivan Battaioli

        Hai ragione l’unico problema delle aziende telefoniche è che hanno troppa fretta di mettere il loro nuovo SMARTPHONE sul mercato…poi succedono questi tristi episodi

        • Pier Cloruro De’ Lambicchi

          Non succede solo con i telefoni,ahimè…Ricordo qualche anno fa il clamoroso caso del lettore multimediale,usato principalmente per l’audio,Cowon X3…I primi stock con il vetrino [uno dei primi Gorilla Glass]che si staccava come niente,il cavo usb che si spaccava,il suono che non usciva,continui aggiornamenti software…Bug anche con l’ultimo FW…Un solone mi disse: “Eeeehhh,ma oggi l’elettronica moderna è così…” faceva il serafico perché a lui non era successo,aveva un lettore perfetto.Insomma da li capii a mie spese che siamo solo Beta tester per le aziende,per tutte,soprattutto quelle che producono componenti elttronici.Insomma condivido quanto scritto da altri:la fretta di arrivar primi va a scapito spesso della qualità,pur di intascare un euro [si fa per dire] in più.

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