Chase Xu, Vice President di realme, ha scelto X per annunciare una svolta che farà discutere: realme UI convergerà progressivamente verso ColorOS, l’interfaccia sviluppata da Oppo. Una mossa dichiarata apertamente in uno statement condiviso dai vertici del brand.
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Il rollout parte entro fine 2026
Secondo quanto dichiarato, il passaggio non sarà immediato né traumatico: si parla di una transizione graduale, con l’avvio del rollout globale fissato entro la fine di quest’anno. L’obiettivo dichiarato è offrire agli utenti “un’esperienza software più fluida e intelligente”, puntando su prestazioni di sistema ottimizzate e su funzionalità AI più avanzate, in linea con quanto sta già succedendo su ColorOS 15 e le versioni successive lanciate da Oppo.
Non si tratta quindi di un semplice restyling grafico, ma di un cambio di fondamenta: realme UI, così come l’abbiamo conosciuta, lascerà spazio a un sistema condiviso con il resto dell’ecosistema BBK, di cui realme fa parte insieme a Oppo, OnePlus e Vivo.
L’identità realme non sparisce (secondo l’azienda)
Il punto più delicato della comunicazione riguarda l’identità del brand. Xu ha voluto rassicurare la community sottolineando che “le caratteristiche distintive di realme e gli elementi di design che contraddistinguono il marchio saranno preservati durante la transizione”. Tradotto: icone, temi, personalizzazioni e quel linguaggio visivo giovane e colorato che ha reso riconoscibile realme UI non dovrebbero sparire del tutto, ma convivere con il nuovo motore ColorOS sotto il cofano.
Resta da vedere quanto questa promessa verrà mantenuta nella pratica, un tema non nuovo per chi segue da tempo le vicende dell’ecosistema BBK.
Ecco la lettera aperta di Chase Xu:
“In futuro, realme UI passerà gradualmente all’ultima versione di ColorOS, con l’avvio del rollout globale previsto entro la fine di quest’anno. L’aggiornamento offrirà agli utenti un’esperienza software più fluida e intelligente, grazie a prestazioni di sistema ottimizzate e da funzionalità AI avanzate. Le caratteristiche distintive di realme e gli elementi di design che contraddistinguono il marchio saranno preservati durante la transizione, così da mantenere un’esperienza utente unica e differenziata. Una roadmap dettagliata degli aggiornamenti e l’elenco dei dispositivi idonei saranno annunciati a tempo debito. I dispositivi che non rientreranno nel programma di aggiornamento a ColorOS continueranno comunque a ricevere manutenzione software e supporto costanti.
realme rimane impegnata a offrire esperienze tecnologiche innovative e all’avanguardia ai giovani utenti di tutto il mondo. Grazie per la fiducia e il supporto che continuate a dimostrarci. L’Italia continua a essere un mercato strategico per realme e l’azienda proseguirà i propri investimenti nel Paese per offrire esperienze utente sempre più innovative e tecnologicamente avanzate.”
Il precedente OnePlus insegna (e preoccupa) qualcosa
Ed è qui che il pensiero corre inevitabilmente a OnePlus. Il brand ha vissuto un percorso simile: OxygenOS, storicamente amata per la sua leggerezza e vicinanza ad Android stock, si è progressivamente “fusa” con ColorOS, fino a diventare, secondo molti utenti storici, sempre più simile al software Oppo sia nell’estetica che nella sostanza. Un processo che ha alimentato critiche e nostalgia per l’OxygenOS delle origini, specialmente tra gli utenti più fedeli in Europa e negli Stati Uniti, mercati in cui OnePlus ha peraltro dichiarato di lasciare completamente proprio da pochissime ore.
Il caso realme, quindi, non arriva isolato: è l’ennesimo capitolo di una strategia di gruppo che punta a razionalizzare risorse e sviluppo software, concentrando gli investimenti su un’unica base di codice condivisa tra i vari brand, invece di mantenere team e roadmap separate per ogni marchio.
Roadmap e dispositivi: ancora tutto da chiarire
Per ora manca il dettaglio più atteso dagli utenti: quali smartphone rientreranno nell’aggiornamento a ColorOS e con quali tempistiche. realme ha promesso che “una roadmap dettagliata degli aggiornamenti e l’elenco dei dispositivi idonei saranno annunciati a tempo debito”, lasciando quindi in sospeso l’informazione più concreta.
Buone notizie, invece, per chi possiede modelli che non rientreranno nel programma: l’azienda ha garantito che questi dispositivi “continueranno comunque a ricevere manutenzione software e supporto costanti”, scongiurando quindi uno scenario di abbandono immediato per i modelli più datati o di fascia entry.
L’Italia resta un mercato chiave
Non manca, come da prassi in queste comunicazioni, un passaggio dedicato al nostro Paese: realme ribadisce che “l’Italia continua a essere un mercato strategico” e conferma la volontà di proseguire gli investimenti locali per offrire “esperienze utente sempre più innovative e tecnologicamente avanzate”. Una dichiarazione di intenti che suona quasi come una rassicurazione preventiva, in un momento in cui il cambiamento software potrebbe generare qualche malumore tra gli utenti più affezionati al marchio.
Il countdown verso la nuova era ColorOS-realme è ufficialmente partito: nei prossimi mesi capiremo se questa fusione riuscirà a coniugare l’anima giovane e sperimentale di realme con la solidità dell’ecosistema Oppo, o se seguirà lo stesso destino, controverso, toccato a OnePlus.
