Se ci seguite da un po’, OPPO Reno15 Pro lo conoscete bene. Era uno smartphone secondo noi troppo sottovalutato per le sue qualità: un compatto con una batteria mostruosa, una fotocamera seria e un software completo, tutto in un formato che finalmente tornava a essere umano. Uno di quei telefoni che si usano volentieri ogni giorno senza rimpianti.

Con il nuovo OPPO Reno16 Pro la ricetta è rimasta pressoché la stessa: compatto, batteria enorme, bello sprint sul comparto fotografico. A questo OPPO ha aggiunto qualche ingrediente extra, quello visivo, con una scocca olografica, e uno strano, stranissimo accessorio che vedremo tra poco. 

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OPPO Reno16 Pro 5G: la video recensione

Design: il 3D Pop Planet Design che non si era mai visto

Partiamo subito dal design perché è qui che OPPO si è nuovamente spinta dove non aveva mai fatto, inventandosi il 3D Pop Planet Design. Di cosa si tratta? Un’originale sovrapposizione di strati con milioni di micro-lenti che ricostruiscono la luce nello spazio, creando una profondità visiva da 5 a 15 millimetri. Tecnologia che OPPO chiama HoloVerse 3D. Una cosa veramente originale e strana, che ci è piaciuta molto.

E la cosa bella è che non è solo un effetto fotografico: dal vivo è ancora più sorprendente. Mostrata alle persone, la reazione è sempre stata la stessa: un momento di genuina sorpresa. Qualcosa di non visto prima, qualcosa che si nota e che si ricorda.

Se invece questo effetto non vi interessa, c’è anche la versione Starlight Black, più classica, con un effetto matte e glossy combinato che personalmente trovo elegantissimo. Forse la colorazione più riuscita vista su uno smartphone OPPO negli ultimi anni: sobria, premium, mai banale.

Al di là del design del retro, il telefono è ancora una volta compatto. 151 millimetri di altezza, 72 di larghezza, 8 di spessore. Pesa 185 grammi nella versione nera, 188 nella bianca. Il frame è in alluminio aerospaziale, la back cover è scolpita a freddo in un unico pezzo che si integra in modo fluido con il modulo fotocamere. Niente placca incollata, niente bordi che raccolgono polvere. In mano sembra solido, non plasticoso, non pesante. La caratura è indubbiamente quella premium.

Le certificazioni sono le stesse del predecessore: IP66, IP68, IP69 e IP69K. E ci sono ancora Splash Touch e Glove Touch, quindi il display funziona con le mani bagnate e con i guanti. Piccole cose che nella vita vera fanno la differenza, specialmente se si usa il telefono ogni giorno in situazioni reali, non solo in ufficio su una scrivania. Prendere il telefono con le mani bagnate in cucina, rispondere a una chiamata sotto la pioggia, usarlo con i guanti d’inverno: sono tutte situazioni che con altri telefoni creano frustrazione. Qui no.

Display: fluido, luminoso e ottimo per i ritmi quotidiani

Il display è ottimo e mi è piaciuto molto nel corso di questo periodo di utilizzo. È un AMOLED da 6,32 pollici con refresh fino a 144 Hz, anche se questo valore massimo è attivo principalmente in alcuni titoli gaming più spinti. Per tutto il resto il pannello lavora in modo fluido e preciso fino ai 120 Hz, che è già più che sufficiente per garantire uno scrolling setoso e animazioni senza incertezze.

La luminosità può spingersi fino a 3600 nit, che come sapete è un valore estremo in una piccola porzione di schermo. Nella pratica questo vuol dire che sotto il sole diretto si vede benissimo, senza dover coprire il telefono con la mano o cercare un’ombra. In questi giorni di caldo, ci abbiamo fatto più di qualche prova sul campo, e il display non ha mai tradito. C’è ancora il dimming ad alta frequenza pensato per chi usa il telefono di notte, e gli occhi ringrazieranno davvero: meno affaticamento visivo, meno sensazione di bruciore dopo le sessioni serali lunghe.

Processore: un upgrade mirato, non uno show di potenza

Sul processore c’è un piccolo upgrade: OPPO monta il MediaTek Dimensity 8550 Super a 4 nanometri. Prima c’era il Dimensity 8450, che già funzionava molto bene. Il salto non è esagerato sulla carta, ma nella pratica è esattamente dove doveva essere.

Il miglioramento reale si concentra in due aree precise: la gestione termica, grazie alla camera di vapore integrata, e l’efficienza energetica. Per chi ricorda la recensione del Reno15 Pro, avevamo parlato di throttling, con la CPU che sotto stress prolungato tendeva ad abbassare le prestazioni per non surriscaldarsi. Qui la situazione migliora in modo sensibile: le prestazioni restano più stabili nel tempo, il telefono non scalda troppo, e in questi giorni di caldo infernale l’abbiamo messo sotto pressione più volte. Insomma, tutto viene gestito meglio.

Nella vita quotidiana, social, foto, video, navigazione, email, notifiche, non sentirete praticamente mai un rallentamento. Il telefono è sempre reattivo, fluido, zero lag. Sul gaming si può giocare praticamente a quasi tutto con performance solide e costanti. 

La versione in commercio è quella da 12 GB di RAM LPDDR5X e storage da 512 GB UFS 3.1, stessa configurazione del predecessore. Non è UFS 4.0 come sui top di gamma assoluti, ma nella pratica non si avverte alcuna differenza: l’esperienza è pulita, veloce, senza attese fastidiose.

Fotocamere: non è un camera phone, ma gioca a quei livelli

Passando al cuore della recensione, parliamo di fotocamere. Perché sì: il Reno16 Pro non nasce come camera phone puro, ma gioca su livelli che molti top di gamma faticano a eguagliare per coerenza complessiva del sistema.

Le ottiche non cambiano rispetto al Reno15 Pro: 200 MP il sensore principale Samsung HP5 con stabilizzazione ottica, 50 MP l’ultrawide con autofocus, 50 MP il tele periscopico con zoom fino a 3,5x e OIS. Frontalmente, un sensore da 50 MP ultra wide da 18 mm con autofocus. A cambiare, rispetto al predecessore, è soprattutto il software, che in alcune occasioni si fa sentire in modo positivo.

Di giorno la principale è ottima: gamma dinamica ampia, colori piacevoli e non sovrasaturati, bilanciamento del bianco preciso. Con 200 MP potete scattare qualsiasi cosa e poi zoomare su un dettaglio avendo comunque una resa ottima. Non è solo una cifra: è libertà in post-produzione, è la differenza tra uno scatto con margini di lavoro e uno scatto chiuso su se stesso.

Il teleobiettivo periscopico 3,5x offre una marcia in più soprattutto nei ritratti, grazie a un bokeh naturale e a una separazione soggetto-sfondo molto convincente, con una resa davvero fotografica. È la lente che vi farà venire voglia di fotografare di più, semplicemente perché funziona.

L’ultrawide con autofocus è ancora sopra la media per questa fascia di prezzo. Potete usarla per inquadrature ravvicinate creative, non solo per paesaggi o scatti architettonici. Questo apre possibilità che una ultrawide senza autofocus semplicemente non vi può dare. Fiori, texture, dettagli, soggetti vicini con sfondo staccato: è un’ottica che sorprende quando la si usa con un po’ di intenzione.

Di notte la principale e la periscopica se la cavano bene: esposizione corretta, luci gestite con un certo piglio, a volte forse un po’ aggressivo, ma il risultato finale è sempre pulito e condivisibile. L’ultrawide rimane nella media, buona dinamica, qualche dettaglio perso, ma nessun disastro, nessuna foto da buttare via per default.

Pop Cam: l’estetica analogica direttamente in fotocamera

E poi c’è la novità Pop Cam: nove stili ispirati al cinema analogico e cinque mood pellicola. Si usano direttamente dall’app fotocamera, funzionano su tutte le ottiche e su tutti i livelli di zoom. Se avete mai desiderato quell’estetica analogica, quella grana, quei toni caldi o freddi che solitamente richiedono mezz’ora di editing, questa funzione vi farà divertire e vi farà risparmiare tempo.

È una funzione che all’inizio si guarda con un po’ di scetticismo, “sarà l’ennesimo filtro”, ma che poi nella pratica si rivela più interessante di quanto ci si aspetti. I risultati sono convincenti, coerenti e soprattutto veloci. Per chi crea contenuti per i social, per chi ama la fotografia di strada o vuole dare carattere alle proprie foto senza aprire Lightroom, è uno strumento concreto.

Video: pensato per chi crea contenuti

Sul fronte video OPPO ha costruito un set di strumenti pensato dichiaratamente per chi produce contenuti. Il 4K a 60 fps è disponibile su tutte le fotocamere, frontale e posteriori. C’è il 4K Auto Straighten Video, che corregge automaticamente fino a 5 gradi di inclinazione mentre si cammina una funzione che nella pratica fa risparmiare correzioni in editing, e il Dual-View Video 2.0, che registra fronte e retro contemporaneamente con stabilizzazione migliorata su entrambi i lati.

Le funzioni AI multimediali come Remix Collage, per combinare più foto e video in composizioni artistiche e Popout 2.0, per effetti di uscita dalla cornice in più direzioni, sono perfette per chi deve creare contenuti per social usando strumenti veloci e concreti, già pronti all’uso senza dover aprire nient’altro. Non sono funzioni spettacolari da demo, sono funzioni che entrano nel flusso di lavoro quotidiano in modo molto naturale.

Software e aggiornamenti: OPPO fa sul serio

Sul software c’è la solida ColorOS 16 basata su Android 16. Cinque anni di aggiornamenti di sistema, sei anni di patch di sicurezza. Su questo OPPO non si discute. Brava. È una promessa importante, che in questa fascia di prezzo e in questo momento storico pesa moltissimo, perché sapere che lo smartphone sarà supportato e aggiornato per anni cambia radicalmente il rapporto costo-beneficio nel tempo.

AI Snap Key: il tasto fisico che cambia tutto

La grande novità software è l’AI Snap Key, il tasto fisico laterale dedicato all’intelligenza artificiale, una prima assoluta per la serie Reno. Lo avevamo già conosciuto sulla serie Find X9: premuto una volta cattura e salva in AI Mind Space il contenuto a schermo. Tenuto premuto registra una nota vocale. Doppio press apre Mind Space direttamente. Si può personalizzare per lanciare fotocamera, torcia o traduzione.

L’abbiamo usato molto durante questo periodo di test e c’è una cosa importante da dire: avere un tasto fisico dedicato all’AI cambia davvero il modo in cui si interagisce con queste funzioni. È molto più naturale del gesto a tre dita, molto più istintivo. Dopo qualche giorno inizierete a usarlo senza nemmeno pensarci, e quando tornate a uno smartphone senza quel tasto la sua assenza si sente. AI Mind Space raccoglie tutto: articoli, screenshot, messaggi, ricevute, promemoria. Il sistema organizza e rende tutto ricercabile in modo intelligente. 

Ora c’è anche AI Bill Manager, che riconosce pagamenti digitali e ricevute fisiche e li organizza in un registro spese chiaro. E poi c’è AI Mind Pilot, forse la funzione più interessante per chi lavora con le informazioni: coordina Gemini, Perplexity e ChatGPT nella stessa schermata, così potete fare una domanda e confrontare le risposte dei tre modelli in parallelo. Per ricerche complesse, per chi vuole prospettive diverse sullo stesso argomento, è uno strumento che funziona davvero.

Batteria: 6000 mAh e nessuna differenza reale con il passato

Sulla batteria c’è da fare una premessa: il Reno16 Pro monta una cella da 6000 mAh con tecnologia al silicio-carbonio. Il Reno15 Pro aveva 6200 mAh. Sulla carta è scesa di 200 mAh. Si sente questa differenza? Nella nostra esperienza, no. Assolutamente no.

Sarà per l’efficienza migliorata del processore, sarà per ulteriori ottimizzazioni generali, ma l’autonomia reale regge benissimo: una giornata e mezza abbondante, tra 6 e 7 ore di display attivo. Con un uso intenso che include social, fotografia, video, email e qualche sessione multimediale, si arriva a sera con margine e spesso anche a quella successiva.

La ricarica SUPERVOOC da 80W completa il quadro senza drammi: da 0 a 100% in circa 54 minuti, al 35% in soli 15 minuti. Non ci sono i 120W di qualcuno che sembra voler rompere record più che ricaricare telefoni: qui si lavora in modo sensato, con meno calore, meno stress sulla batteria nel lungo periodo e risultati pratici più che sufficienti.

OPPO Bubble: simpatico, originale ma un po’ caro

Ultima cosa prima delle conclusioni: OPPO Bubble. Vi chiederete cos’è. Un piccolo display AMOLED da 1,73 pollici che si attacca magneticamente alla cover del Reno16 Pro. Sì, purtroppo lo smartphone non ha magneti integrati, quindi dovrete acquistare la cover dedicata oppure attaccare l’adesivo incluso in confezione.

Una volta acceso, la fotocamera posteriore vi mostra in tempo reale come siete inquadrati, così potete fare selfie con la cam da 200 MP senza dover indovinare la posa. Funziona anche come scatto remoto fino a 10 metri di distanza e come e-badge personalizzabile con foto, video o animazioni. 

Fra tutti i display mirror visti finora questo è indubbiamente quello con la qualità migliore, grazie al pannello AMOLED. Sarebbe stato bello vedere qualche funzionalità aggiuntiva: qualcosa di più giocoso, più interattivo. Anche una cosa esagerata, tipo un tamagotchi. L’unica nota stonata è il prezzo: 99 euro in promo, 129 euro a listino. Per un accessorio opzionale che richiede già l’acquisto di una cover dedicata, non è proprio un regalo.

Il nodo del prezzo: shortage, dazi e mercato in salita

Ed eccoci al punto più difficile e più importante. OPPO Reno16 Pro costa di listino 1099 euro nel taglio da 512 GB (scontato fino al 31 luglio a 899€). Ossia 300 euro in più rispetto allo scorso anno. Detto questo, c’è un contesto da capire, e va capito bene. OPPO non è il primo brand ad aumentare i prezzi, e non sarà l’ultimo. Lo shortage delle memorie, i problemi nelle catene di approvvigionamento globali, i dazi commerciali, la pressione inflazionistica sui componenti elettronici: tutto insieme si sta riversando sui prezzi finali dei dispositivi in modo sempre più pesante.

Lo abbiamo visto succedere pochi giorni fa anche con Apple, con i Mac e gli iPad. È qualcosa di cui su TuttoAndroid parliamo da tempo, ed è quello che vedrete sempre di più nei prossimi mesi con tutti i brand. Non è una scusa per OPPO, ma è il contesto reale in cui questo telefono esiste e in cui va giudicato.

Detto questo, se tornassimo indietro di qualche mese il prezzo di 899 euro risulterebbe comunque un filo eccessivo, e in effetti si scontra con altri prodotti della stessa casa: il OPPO Find X9 si trova ultimamente intorno ai 750 euro, il precedente OPPO Reno15 Pro ormai gira intorno ai 600 euro. Nel contesto attuale di prezzi in costante rialzo, però, 899 euro non è nemmeno troppo se ci immaginiamo futuri lanci top di gamma che partiranno da oltre 1400 euro. È una nuova normalità difficile da digerire, ma è quella che stiamo vivendo.

C’è anche un’altra variabile da tenere presente: bisognerà capire se, passata la promo di lancio, il prezzo “standard” resterà effettivamente a 899 euro, come ormai fanno molti brand che usano il listino alto come riferimento e il prezzo promozionale come quello reale, oppure salirà davvero a 1099. Quella distinzione fa tutta la differenza del mondo.

Bundle e offerta lancio: vale la pena muoversi subito

I nuovi OPPO Reno16 sono già acquistabili in Italia dove vengono proposti in varie colorazioni e in un solo taglio di memoria ciascuno. Ecco colorazioni e prezzo, modello per modello:

  • OPPO Reno16 FS (8+512 GB) – colorazioni Pop White Purple Black – proposto a 799 euro
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  • OPPO Reno16 (8+512 GB) – colorazioni Pop White Purple Black – proposto a 899 euro
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  • OPPO Reno16 Pro (12+512 GB) – colorazioni Pop White Starlight Black – proposto a 1.099 euro
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I prezzi di listino sono decisamente alti (parliamo di rincari nell’ordine dei 300 euro per ciascun modello) ma il produttore cinese sta provando a mitigare la situazione, proponendo delle promo lancio molto allettanti fino al 31 luglio 2026 sia sullo store ufficiale che presso i principali rivenditori di elettronica di consumo.

Con la promo lancio attiva fino al 31 luglio il Reno16 Pro si acquista a 899 euro. E aggiungendo soli 9,99 euro ci si porta a casa anche un bundle di accessori: le cuffie true wireless OPPO Enco Air5, la Fan Bag, la Fan Cover, oppure il Powerbank da 10.000 mAh con caricatore da 80W e cover magnetica. È un’offerta che rende l’acquisto ancora più sensato, soprattutto per chi stava già valutando qualche accessorio.

Promo lancio (fino al 31 luglio 2026):

  • OPPO Reno16 FS
    • Sconto di 150 euro (prezzo finale pari a 649 euro invece di 799 euro)
    • Accessori acquistabili a 3,99 euro (caricabatterie da 45 W e cover magnetica)
  • OPPO Reno16
    • Sconto di 150 euro (prezzo finale pari a 749 euro invece di 899 euro)
    • Bundle con caricabatterie e cover
    • Accessori acquistabili a 9,99 euro (cuffie OPPO Enco Air5, BABYMONSTER Drawstring Bag, BABYMONSTER Charm Phone Case, powerbank da 10.000 mAh, caricabatterie da 80 W, cover magnetica)
  • OPPO Reno16 Pro
    • Sconto di 200 euro (prezzo finale pari a 899 euro invece di 1.099 euro)
    • Accessori acquistabili a 9,99 euro (cuffie OPPO Enco Air5, BABYMONSTER Drawstring Bag, BABYMONSTER Charm Phone Case, powerbank da 10.000 mAh, caricabatterie da 80 W, cover magnetica)

Oltre alla promo lancio dedicata agli smartphone della serie Reno16 e agli accessori che è possibile acquistare in bundle a prezzi irrisori, OPPO propone offerte su altri prodotti del proprio ecosistema:

  • Accessorio magnetico OPPO Bubble in offerta a 99,99 euro invece di 129,99 euro
  • Cuffie OPPO Enco Clip2 in offerta a 152,99 euro invece di 179,99 euro
  • Smartwatch OPPO Watch S in offerta a 169,99 euro invece di 199,99 euro
  • Piano di assistenza OPPO Care in offerta a 9,99 euro invece di 39,99 euro

Conclusioni

Tornando al prodotto in sé: ci è piaciuto. Funziona bene, il software è reattivo, la batteria è capiente, le dimensioni sono umane in un mercato che sembra dimenticarsi che le tasche esistono. E poi ha un comparto fotografico che si presta a tantissime situazioni quotidiane, riuscendo quasi sempre a portare a casa lo scatto giusto, pur non essendo uno smartphone da oltre 1500 euro.

Il nostro consiglio è uno solo: se le caratteristiche vi convincono, muovetevi adesso, con la promo lancio. A 899 euro il Reno16 Pro è un acquisto intelligente, equilibrato, difficile da rimpiangere. A 1099 euro di listino pieno la concorrenza diventa molto più pressante, il Galaxy S25 è più potente sul processore, lo Xiaomi 15 porta LTPO e Snapdragon 8 Elite, e a quel livello il paragone con i flagship veri diventa inevitabile. Il telefono merita. Il prezzo pieno, meno.

Pro:

    • Formato compatto e comodo
    • Batteria ottima da 6000 mAh
    • Fotocamera molto versatile
    • Display luminoso e fluido
    • Software completo con AI utile

Contro:

    • Prezzo molto alto di listino
    • Aumento netto rispetto al passato
    • Niente UFS 4.0
    • Ultrawide buona ma non eccezionale di notte
    • Accessorio Bubble interessante ma caro

Voto finale:

8.5