Si torna a parlare di dipendenza dai social e di responsabilità delle piattaforme digitali. Un tema che anche in Europa è da tempo al centro delle attenzioni delle istituzioni. Solo pochi mesi fa Meta aveva aggiornato le protezioni per gli adolescenti su Instagram in Italia, introducendo restrizioni più ampie su ricerche e contenuti per gli utenti con meno di 18 anni.
Quella misura si inseriva in un filone di iniziative, anche giudiziarie, che negli ultimi mesi hanno riguardato la responsabilità delle piattaforme social nei confronti degli utenti più giovani. In modo particolare una di queste indagava sulla presunta consapevolezza di Meta di essere a conoscenza dei rischi legati all’uso intensivo dei propri prodotti da parte degli adolescenti. Ora la Commissione europea prosegue su quella strada, dichiarando che il design di Instagram e Facebook viola le norme del Digital Services Act. Una decisione che apre scenari importanti anche per le possibili conseguenze.
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L’accusa della Commissione europea
Secondo la Commissione europea, Meta non avrebbe valutato adeguatamente i rischi legati al design delle sue piattaforme sul benessere fisico e mentale degli utenti, inclusi i minori e gli adulti più vulnerabili. L’indagine, avviata a maggio 2024, si è concentrata su alcune funzioni considerate da questo punto di vista più critiche. Tra queste lo scroll infinito, l’autoplay dei contenuti, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione fortemente personalizzati.
Nel dettaglio, la Commissione ritiene che Meta non abbia tenuto conto di come funzionalità come le storie e i reel possano incentivare un utilizzo eccessivo dei servizi. Vengono inoltre criticati gli strumenti pensati per la gestione del tempo trascorso online dagli adolescenti, giudicati facilmente disattivabili e quindi poco efficaci nel ridurre concretamente l’utilizzo dell’app. Anche i controlli parentali vengono considerati utili solo in presenza di competenze tecniche o di tempo sufficiente da parte di genitori e tutori per essere impostati correttamente. Per la Commissione europea, questi strumenti alimenterebbero l’uso compulsivo dei social, spingendo gli utenti verso quella che viene definita una modalità di navigazione automatica e priva di consapevolezza.
Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione con delega alla sovranità tecnologica, ha dichiarato che proteggere la salute fisica e mentale degli europei deve essere una priorità per le piattaforme social, aggiungendo che il Digital Services Act fornisce un quadro chiaro per responsabilizzare le aziende sugli effetti del design additivo dei loro servizi.
La replica di Meta e le possibili conseguenze
Meta ha fatto sapere di non condividere le conclusioni preliminari della Commissione, sostenendo che non tengono conto dei passi avanti compiuti dall’azienda per proteggere i più giovani. L’azienda ha citato in particolare gli Account Teen, che permettono ai genitori di bloccare l’accesso ai social nelle ore notturne e di impostare un limite giornaliero di utilizzo pari a 15 minuti.
Le conclusioni della Commissione restano per ora preliminari e non pregiudicano l’esito finale della procedura. Meta avrà la possibilità di esaminare la documentazione raccolta durante le indagini e di presentare le proprie controdeduzioni. Qualora le accuse venissero confermate, l’azienda rischierebbe una sanzione fino al 6% del proprio fatturato globale annuo, una cifra che sulla base dei ricavi 2025 di Meta supererebbe i 12 miliardi di dollari, circa 11 miliardi di euro. Non si tratterebbe della prima sanzione della Commissione legata al Digital Services Act. A dicembre X era stata multata per 120 milioni di euro, mentre a maggio era toccato a Temu con una sanzione da 200 milioni. L’indagine sul design additivo, inoltre, procede parallelamente a un’altra procedura aperta nei confronti di Meta sulla verifica dell’età per gli utenti under 13, le cui conclusioni preliminari erano state adottate lo scorso aprile.
Al di là di quella che sarà l’eventuale sanzione, è interessante capire se l’UE stabilirà la responsabilità di Meta per come funzionano i social network. Un passaggio che ha enormi implicazioni anche sul futuro stesso delle piattaforme social. È altrettanto curioso registrare come al momento la replica di Meta si basi sul preteso riconoscimento di quanto fatto per limitare il problema, senza minimamente mettere in discussione i principi che animano i social.
