Dopo l’annuncio avvenuto nei mesi scorsi e una lunga attesa da parte degli utenti, Google ha iniziato a distribuire Gemini anche sui veicoli equipaggiato con Android Automotive. Si tratta di un passaggio importante nell’evoluzione dell’assistente basato sull’intelligenza artificiale, che dopo aver debuttato su smartphone e, più recentemente, su Android Auto, inizia ora a raggiungere direttamente il sistema operativo integrato nelle automobili.
È importante sottolineare fin da subito che questa novità riguarda Android Automotive, oggi identificato anche come Google Built-in, e non Android Auto; nel primo caso il sistema operativo è installato direttamente sul veicolo e gestisce numerose funzionalità dell’auto, mentre Android Auto continua a funzionare attraverso lo smartphone collegato.
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Gemini inizia ad arrivare sui primi veicoli con Android Automotive
L’integrazione di Gemini in Android Automotive era stata anticipata durante il Google I/O 2025 e adesso sembra essere entrata nella fase di distribuzione. I primi riscontri arrivano da alcuni modelli Volvo già in circolazione, che stanno ricevendo un aggiornamento dedicato.
Gli utenti interessati visualizzano un messaggio che invita a iniziare a utilizzare Gemini, descritto come il nuovo assistente IA per l’auto. Chi preferisce continuare a utilizzare il tradizionale Assistente Google può comunque ignorare il suggerimento e proseguire con la soluzione precedente.
Come già visto su altre piattaforme, anche in questo caso Google sta procedendo con un rilascio graduale, motivo per cui potrebbero essere necessarie alcune settimane prima che l’aggiornamento raggiunga tutti i veicoli compatibili.
Uno degli aspetti più interessanti di questa novità riguarda il livello di integrazione con il veicolo. Dal momento che Android Automotive è parte integrante dell’auto, Gemini può interagire direttamente con numerose funzioni di bordo, naturalmente nei limiti delle possibilità offerte dal singolo costruttore.
L’assistente può infatti gestire operazioni come la regolazione del climatizzatore, l’attivazione dei sedili riscaldati, il controllo dei tergicristalli e numerose altre impostazioni del veicolo. Le funzionalità effettivamente disponibili dipenderanno comunque dal livello di integrazione scelto da ciascun produttore automobilistico.
Dal punto di vista dell’interfaccia cambia anche l’esperienza d’uso, Gemini viene infatti integrato all’interno di un elemento a forma di pillola e dispone di un pulsante dedicato chiamato Live, che permette di avviare conversazioni vocali bidirezionali in maniera immediata. Su Android Auto invece, è ancora necessario richiedere esplicitamente a Gemini di avviare una conversazione in modalità Live.
Tra i principali miglioramenti segnalati durante i primi test emerge una comprensione più flessibile del linguaggio naturale rispetto al precedente Assistente Google. Ad esempio, impartendo un comando poco preciso come “imposta il climatizzatore al 100%“, Gemini riesce comunque a interpretare l’intenzione dell’utente e ad adattare automaticamente temperatura e velocità della ventola. Con l’Assistente Google tradizionale invece, sarebbe stato necessario indicare un livello specifico, come ad esempio “imposta il climatizzatore a 5“.
Si tratta di un comportamento che riflette uno dei principali punti di forza dell’intelligenza artificiale di Google, ovvero la capacità di comprendere meglio il contesto e le richieste formulate in linguaggio naturale, rendendo l’interazione con il sistema di bordo più semplice e immediata.
Per il momento il rollout sembra limitato ad alcuni modelli compatibili, ma è lecito aspettarsi che Gemini continui ad arrivare progressivamente su un numero sempre maggiore di veicoli Android Automotive nelle prossime settimane, seguendo le tempistiche di aggiornamento previste dalle diverse case automobilistiche.
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