L’Italia continua a recuperare terreno sul fronte della trasformazione digitale e, in alcuni settori, è riuscita persino a superare la media europea; è quanto emerge dalla quarta relazione sullo Stato del Decennio Digitale pubblicata dalla Commissione Europea, un documento che monitora i progressi dei Paesi membri verso gli obbiettivi fissati per il 2030 nell’ambito del Programma Strategico per il Decennio Digitale.
Il quadro che emerge per il nostro Paese è decisamente positivo sotto diversi punti di vista, dalla diffusione della fibra ottica alla copertura 5G, passando per la digitalizzazione dei servizi pubblici, la sanità digitale e l’adozione delle tecnologie cloud, l’Italia mostra infatti risultati superiori alla media dell’Unione Europea in numerosi indicatori strategici. Allo stesso tempo, non mancano alcune criticità che continueranno a richiedere interventi mirati nei prossimi anni, soprattutto per quanto riguarda la disponibilità di specialisti ICT e la diffusione delle competenze digitali avanzate.
Indice:
- L’Italia tra i migliori Paesi europei per 5G e fibra ottica
- Servizi pubblici digitali sempre più diffusi
- Sanità digitale: il Fascicolo Sanitario Elettronico continua a crescere
- L’Europa premia anche la strategia italiana sull’intelligenza artificiale
- Competenze digitali in crescita, ma servono più professionisti ICT
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L’Italia tra i migliori Paesi europei per 5G e fibra ottica
Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dal report riguarda le infrastrutture di rete, un elemento fondamentale per sostenere la trasformazione digitale di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
Secondo i dati della Commissione Europea, l’Italia si colloca tra i Paesi più avanzati nella copertura 5G, raggiungendo il 99,82% della popolazione contro una media europea pari al 99,38%; un risultato che conferma i progressi registrati negli ultimi anni grazie anche agli investimenti sostenuti attraverso il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza e alle iniziative dedicate allo sviluppo delle reti di nuova generazione.
Positivi anche i numeri relativi alla fibra FTTP (Fiber To The Premises), la tecnologia che porta la connessione direttamente all’interno delle abitazioni. Nel 2025 la copertura ha raggiunto il 77,56% delle famiglie italiane, superando la media europea del 74,13%. da segnalare inoltre una crescita annuale del 9,6%, superiore al tasso medio registrato nell’Unione Europea, fermo al 7,1%.
Nonostante questi risultati, la Commissione sottolinea come rimanga ancora un importante divario da colmare nelle aree rurali, dove la disponibilità di infrastrutture ultraveloci continua a essere inferiori rispetto ai grandi centri urbani.
Servizi pubblici digitali sempre più diffusi
Un altro settore nel quale l’Italia sta mostrando miglioramenti significativi è quello dei servizi pubblici digitali. Negli ultimi anni molti cittadini hanno iniziato a utilizzare con maggiore frequenza strumenti come SPID, Carta d’Identità Elettronica, app IO e PagoPA, contribuendo a rendere sempre più digitale il rapporto con la Pubblica Amministrazione.
I dati europei mostrano che il nostro Paese ha raggiunto un punteggio dell’86,64% e registrando una crescita del 3% rispetto all’anno precedente. Particolarmente interessante è il dato relativo ai servizi digitali disponibili per i cittadini, che raggiunge il 96,77%, superando il valore medio europeo del 94,01% e avvicinandosi ormai all’obbiettivo finale fissato dal programma europeo.
Anche i servizi pubblici digitali transfrontalieri mostrano risultati superiori alla media comunitaria, segno di una crescente interoperabilità tra i sistemi nazionali e quelli degli altri Paesi dell’Unione. Tra gli elementi che hanno contribuito a questi progressi troviamo il progetto IT-Wallet, destinato a diventare il portafoglio digitale dei cittadini italiani, la diffusione sempre più capillare di SPID e CIE e il rafforzamento delle piattaforme nazionali dedicate allo scambio di dati tra enti pubblici.
In particolare, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati ha ormai superato quota 9.000 enti collegati e ha gestito oltre 1,1 miliardi di scambi informativi tramite API, confermandosi uno degli strumenti più importanti per l’interoperabilità della pubblica Amministrazione.
Sanità digitale: il Fascicolo Sanitario Elettronico continua a crescere
Tra i risultati più incoraggianti figura anche il comparto della sanità digitale, spesso considerato uno dei pilastri della modernizzazione dei servizi pubblici. L’Italia raggiunge un punteggio dell’89,93%, superiore alla media europea dell’86,51%, accompagnato da una crescita del 6,9% nell’accesso ai dati sanitari elettronici.
Gran parte di questo miglioramento è attribuibile alla diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0 e allo sviluppo dell’Ecosistema Dati Sanitari, due progetti centrali finanziati attraverso il PNRR che puntano a rendere le informazioni cliniche più accessibili, sicure e interoperabili.
Un dato particolarmente significativo riguarda i medici di medicina generale e i pediatri: a febbraio 2026 il 95% di essi utilizzava il sistema nazionale per trasmettere documenti digitali firmati o gestire ricette elettroniche, segnale di una digitalizzazione ormai consolidata nella pratica quotidiana.
L’Europa premia anche la strategia italiana sull’intelligenza artificiale
Il report dedica ampio spazio anche all’intelligenza artificiale, uno degli ambiti tecnologici più strategici per i prossimi anni. La Commissione Europea riconosce all’Italia un ruolo di primo piano grazie all’adozione del primo quadro normativo nazionale dedicato all’intelligenza artificiale, la Legge n. 132 del 2025 disciplina infatti lo sviluppo, l’adozione e la governance dei sistemi IA in coerenza con l’AI Act europeo, ponendo particolare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali e alla trasparenza nell’utilizzo delle tecnologie.
Secondo Bruxelles, il nostro Paese si distingue anche per le proprie competenze accademiche e industriali nei settori più avanzati della ricerca tecnologica, comprese le tecnologie quantistiche, sostenute dalla Strategia Italiana per le Tecnologie Quantistiche.
Il riconoscimento europeo arriva inoltre in un momento in cui il governo sta già lavorando alla nuova strategia nazionale sull’intelligenza artificiale per il periodo 2026-2028, destinata a proseguire il percorso avviato negli ultimi anni.
Competenze digitali in crescita, ma servono più professionisti ICT
Se da una parte i risultati ottenuti appaiono incoraggianti, dall’altra permane una delle principali criticità già evidenziate nei precedenti report europei, ovvero la carenza di specialisti ICT.
Le competenze digitali di base della popolazione italiana stanno migliorando, passando dal 45% al 54%, grazie anche alle iniziative promosse attraverso il programma Repubblica Digitale e ai progetti finanziati dal PNRR. La rete dei Punti Digitale Facile ha raggiunto quota 4.000 sportelli attivi sul territorio nazionale e ha supportato circa 2,5 milioni di cittadini. Parallelamente, il Servizio Civile Digitale ha coinvolto oltre 9.300 volontari, raggiungendo quasi 290.000 persone. Nonostante questi progressi, il numero di specialisti ICT occupati in Italia si ferma ancora al 3,8%, molto distante dall’obbiettivo europeo del 10% fissato per il 2030.
Si tratta probabilmente della sfida più importante per il prossimo futuro, le infrastrutture stanno crescendo rapidamente, i servizi pubblici sono sempre più digitali e l’intelligenza artificiale sta assumendo un ruolo centrale nell’economia europea, ma senza un numero adeguato di professionisti qualificati rischia di diventare difficile sostenere questo percorso di innovazione nel lungo periodo.
La fotografia scattata dalla Commissione Europea mostra dunque un’Italia che sta accelerando sul fronte della digitalizzazione e che in diversi ambiti ha già superato la media dell’Unione Europea. I prossimi anni saranno però decisivi per consolidare questi risultati e trasformare i progressi infrastrutturali in una crescita diffusa delle competenze e dell’innovazione digitale.
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