Facebook e Instagram stanno attraversando un momento difficile: il calo di utenti registrato nel primo trimestre del 2026 ha acceso i riflettori su un problema che molti segnalano da tempo, ovvero feed sempre più affollati di pubblicità, contenuti consigliati dall’algoritmo e repost di scarsa qualità, a scapito dei post di amici e account seguiti volontariamente.
Durante la call sugli utili del Q1 2026, Meta ha confermato una perdita di circa 20 milioni di utenti attivi giornalieri su tutte le sue app, una metrica che comprende Facebook, Instagram, WhatsApp e Messenger e che viene tracciata collettivamente sotto il nome di “Family Daily Active People”. Si tratta di una contrazione trimestrale, non su base annua, ma rappresenta comunque una rottura rispetto alla traiettoria di crescita a cui l’azienda aveva abituato gli investitori. Meta ha attribuito parte del calo a fattori esterni, come le difficoltà di accesso a internet in alcuni paesi tra cui l’Iran, ma gli analisti tecnologici sono in gran parte scettici e puntano il dito contro la qualità percepita dei feed, che starebbe generando un vero e proprio platform fatigue tra gli utenti. Vale la pena sottolineare che, nonostante tutto, la società ha comunque dichiarato ricavi trimestrali pari a 56,3 miliardi di dollari con una crescita anno su anno del 33%, la più rapida dal 2021.
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La risposta di Meta: stop ai contenuti non originali
Per arginare il problema, Meta sta agendo sull’algoritmo di raccomandazione di Instagram, introducendo penalizzazioni per gli account che ripubblicano foto e caroselli senza apportare modifiche sostanziali al contenuto originale. Fino a poco tempo fa queste restrizioni erano attive soltanto per i Reels; ora vengono estese anche ai post fotografici e ai caroselli, quei format che raccolgono più immagini o video scorribili in sequenza.
È importante chiarire cosa cambia concretamente: la modifica non influisce su ciò che vedono i follower già esistenti di un account aggregatore, che continueranno a ricevere quei contenuti nel loro feed. Quello che viene ridotto è la distribuzione tramite raccomandazioni algoritmiche, come il feed principale per chi non segue l’account e la scheda Esplora, il che significa che Instagram smetterà di spingere questi post verso nuovi utenti.
Il sistema di penalizzazione funziona in modo graduale. In prima battuta, un account identificato come ripetitore di contenuti non originali vedrà ridotta la propria portata complessiva, e la cosa riguarda tutti i suoi post, non solo quello incriminato. Se il comportamento persiste, scatta la seconda conseguenza: la perdita dell’idoneità ai programmi di monetizzazione di Meta per un determinato periodo.
Questo approccio non è una novità assoluta: già a dicembre 2025 un aggiornamento algoritmico aveva premiato i creator originali con aumenti di reach del 40-60% e penalizzato gli aggregatori con cali del 60-80%. I dati pubblicati da Meta nel marzo 2026 mostrano inoltre che le visualizzazioni e il tempo trascorso a guardare Reels originali su Facebook sono praticamente raddoppiati nella seconda metà del 2025 rispetto all’anno precedente, un segnale che il pubblico risponde positivamente quando il feed viene ripulito. Sul fronte dell’impersonificazione, Meta ha rimosso oltre 20 milioni di account che si spacciavano per grandi creator nel corso del 2025, con le relative segnalazioni calate del 33%.
Rimangono però aperti alcuni interrogativi legittimi: cosa succederà alle pagine di meme, che per loro natura si fondano sulla condivisione e il remix di contenuti altrui? E che fine faranno gli account che ripubblicano clip, citazioni o screenshot di film e serie TV? Meta stessa ammette di essere consapevole che il cambiamento potrebbe colpire anche aggregatori in buona fede, e il consiglio ufficiale è quello di arricchire sempre i contenuti ripubblicati con elementi originali, che si tratti di editing personalizzato, narrazione propria o grafiche distintive. Modifiche analoghe sono allo studio anche per Facebook, con particolare attenzione a come i post vengono classificati e mostrati agli utenti.
