L’ecosistema Google Home continua a evolversi, questa volta con un aggiornamento che, pur senza stravolgere l’esperienza d’uso complessiva, va a toccare due aspetti particolarmente sentiti dagli utenti: l’affidabilità della riproduzione video delle videocamere e la flessibilità delle automazioni.
Con la versione 4.8 dell’app Google Home, in distribuzione su Android e già disponibile su iOS, l’azienda di Mountain View introduce infatti una serie di miglioramenti mirati che puntano a rendere la smart home più reattiva, personalizzabile e, soprattutto, meno frustrante nell’utilizzo quotidiano.
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Correzioni e miglioramenti con l’ultimo aggiornamento dell’app Google Home
Partiamo da uno dei problemi più fastidiosi per chi utilizza videocamere Nest e simili: il famigerato errore Video non disponibile, che spesso compariva aprendo una notifica o tentando di visualizzare un evento registrato pochi istanti prima.
Google parla apertamente di una correzione fondamentale, definendo il nuovo comportamento come una migliore riproduzione ravvicinata al tempo reale. In pratica, l’app dovrebbe ora riuscire a caricare in modo molto più affidabile le clip appena registrate, riducendo drasticamente gli errori quando accede agli eventi recenti.
Si tratta di un miglioramento tutt’altro che rivoluzionario sulla carta, ma estremamente concreto nell’uso quotidiano, soprattutto per chi utilizza le videocamere come sistema di sicurezza e vuole accedere subito alle registrazioni senza dover riprovare più volte.
L’altra grande novità riguarda le automazioni, che diventano finalmente più mature e flessibili, avvicinandosi a scenari reali che molti utenti avanzati chiedevano da tempo.
Con questo aggiornamento, Google amplia in modo significativo l’elenco di starter, condizioni e azioni, disponibili tramite l’editor di automazione dell’app Google Home (non ancora tramite comandi vocali).
Tra le nuove condizioni troviamo, tanto per fare qualche esempio:
- livelli di umidità specifici, come quando l’umidità supera il 60%
- aggancio del robot aspirapolvere alla docking station
- stato della batteria di un dispositivo, in carica o scarica
- interazioni avanzate con pulsanti e interruttori, inclusi pressione singola o multipla, pressione prolungata e rilascio del pulsante
- stati binari dei dispositivi supportati, come finestra aperta o chiusa, presenza o assenza di contatto, perdite rilevate o meno, condizioni di congelamento
Il risultato è un sistema di automazioni che può reagire in modo molto più preciso a ciò che accade realmente in casa, riducendo la necessità di compromessi o soluzioni creative.
Sul fronte delle azioni, una delle aggiunte più attese riguarda l’illuminazione intelligente; ora è possibile impostare luci smart su colori o temperature di colore specifici, aprendo la strada a routine molto più espressive.
Parliamo, ad esempio, di automazioni legate all’umore, all’orario della giornata o alle condizioni ambientali, come una luce calda la sera o una tonalità fredda durante il giorno. Non è una rivoluzione, ma è senza dubbio un’evoluzione importante, soprattutto per chi investe in ecosistemi di illuminazione avanzati.
Sia chiaro, questo aggiornamento non rende Google Home perfetto, né risolve magicamente tutti i problemi di affidabilità che l’app si porta dietro da tempo. Tuttavia, la combinazione tra una riduzione concreta degli errori sulle videocamere e automazioni finalmente più potenti suggerisce che Google stia quantomeno ascoltando il feedback di una parte della community.
Gli utenti dovranno attendere ancora un po’ per cambiamenti più radicali, ma nel frattempo Google Home diventa un po’ più solido e decisamente più flessibile, soprattutto per chi ama smanettare con routine complesse.
