Sono passati alcuni mesi da quando Google ha lanciato la nuova app Google Home, utile per gestire tutti i dispositivi della smart home e sfruttare le nuove potenzialità offerte dall’integrazione dell’intelligenza artificiale.
Tra le novità della nuova app, il colosso di Mountain View stava preparando un nuovo flusso semplificato per la configurazione dei dispositivi: sembra che il rollout di questo elemento sia finalmente partito; parallelamente, mentre Big G ha promesso un fix per un bug presente nell’app, pare che Gemini abbia bisogno di un “incoraggiamento” per eseguire alcuni comandi. Scopriamo tutti i dettagli.
Indice:
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Parte il rollout del nuovo metodo per aggiungere un dispositivo
Dopo le prime evidenze emerse nel mese di settembre, sembra che Google abbia effettivamente iniziato a distribuire agli utenti la nuova procedura di configurazione di un dispositivo smart nell’app di Google Home.
L’intero “flusso di configurazione” era poi stato individuato ad ottobre, con la versione 4.1.55.1 dell’app, ma abbiamo dovuto attendere circa tre mesi e la nuova versione 4.6.55.1 affinché avvenisse la distribuzione effettiva almeno ai primi utenti.
La nuova procedura per la configurazione di un nuovo dispositivo va a sostituire quella che finora è stata proposta come opzione seguendo il percorso “+ > Dispositivo > Scansiona il codice QR“. Questa pagina presenta una nuova interfaccia (in stile Material 3 Expressive) e include il nuovo pulsante “Aggiungi un altro metodo”.

Noi non riusciamo ad andare oltre da questa pagina (sintomo che la distribuzione sia appena iniziata e che raggiungerà gli utenti nelle prossime settimane) ma, effettuando un tap su questo pulsante, saremo rimandati a una schermata che contiene l’elenco di app o servizi collegati/supportati e vari dispositivi (via Android Authority).
In alto è presente una barra di ricerca per cercare un marchio o un dispositivo specifico. Quindi, in soldoni, gli utenti hanno la possibilità di cercare direttamente il prodotto da un elenco.
Scorrendo i prodotti presenti nell’elenco, possiamo notare che Google abbia indicato alcuni dettagli sui dispositivi, come l’eventuale compatibilità con Matter e la tipologia del dispositivo. Selezionandone uno (ma sembra non essere così per tutti), nella pagina dedicata c’è una foto del dispositivo, aspetto che aiuta gli utenti a capire se si tratti o meno del dispositivo giusto che desiderano aggiungere alla propria “casa” su Google Home.








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Google promette un fix per un fastidioso bug di Google Home
Nelle ultime settimane, molti utenti hanno riscontrato un fastidioso bug sull’app di Google Home che segnala come “offline” alcune luci e alcuni interruttori, nonostante questi fossero regolarmente online e funzionanti, per alcuni secondi dopo l’apertura dell’app o, in alcuni casi, anche più a lungo.
Google ha effettivamente riconosciuto il problema (tramite un commento a un post su Reddit) nella giornata di ieri, promettendo un fix nel più breve tempo possibile (pur non fornendo una tempistica precisa):
Ciao a tutti,
Siamo a conoscenza di un problema che causa la visualizzazione di alcuni dispositivi offline nell’app Google Home. Stiamo lavorando per risolvere il problema il prima possibile e vi contatteremo non appena la correzione sarà disponibile.
Gemini in Home sembra dubitare delle proprie capacità
All’alba del mese di ottobre, Google ha annunciato ufficialmente Gemini for Home (da noi noto come Gemini in Home), l’integrazione delle potenzialità di Gemini nel proprio ecosistema della smart home.
Nonostante la distribuzione di questa integrazione non è ancora ampia e, come abbiamo già avuto modo di dire in passato, preveda una registrazione per l’accesso in anteprima, alcuni utenti l’hanno già ricevuta e sperimentata, non sempre con risultati esaltanti.
Ad esempio, l’utente Reddit u/SnackShackit ha posto all’assistente una richiesta piuttosto semplice: riprodurre rumore bianco dallo speaker della camera da letto. In risposta, l’assistente ha detto di non potere riprodurre suoni ambientali come il rumore bianco sullo speaker della camera da letto, suggerendo di potere esclusivamente trasmettere messaggi.
L’utente ha poi risposto “incoraggiando” l’assistente, dicendogli un semplicissimo “sì, tu puoi”. In risposta, l’assistente ha riconosciuto l’errore: “Hai assolutamente ragione! Le mie scuse, mi ero sbagliato. Posso riprodurre suoni ambientali. Adesso sto riproducendo rumore bianco dal tuo speaker della camera da letto”.

Questo comportamento di Gemini in Home sembra essere legato a una precisa “programmazione” dell’assistente che torna utile per comprendere il testo e fornire risposte ma, spesso, fallisce una richiesta o si rifiuta di eseguire comandi semplici, al netto di un “incoraggiamento”, perché sostiene di non esserne in grado e finisce col “manipolare” gli utenti in maniera sarcastica. Qualcosa del genere, sicuramente più grave, è successo a un utente con Alexa Plus.
Come scaricare o aggiornare l’app Google Home
L’app Google Home può essere scaricata (e di conseguenza aggiornata) attraverso il Google Play Store: per fare ciò, sarà sufficiente effettuare un tap sul badge sottostante e, dalla pagina dell’app, selezionare “Installa” (per scaricarla) o “Aggiorna” (nel caso sia disponibile un aggiornamento).

