L’arrivo dell’intelligenza artificiale su Google Arts & Culture non è una novità. Alla fine dello scorso anno abbiamo raccontato le funzionalità pensate da Google per offrire esperienze artistiche più coinvolgenti, comprese le audioguide virtuali. Ora Google ha presentato le ultime esperienze interattive realizzate da ingegneri e artisti che collaborano alla piattaforma Google Arts & Culture dedicata al mondo dell’arte. Si tratta di progetti basati sull’AI che consentono di avvicinare il pubblico all’arte in modo nuovo e accessibile, sviluppare la curiosità creativa e l’apprendimento attivo e offrire esperienze personalizzate e coinvolgenti.

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3 esperienze interattive accessibili su Google Arts & Culture grazie all’AI

Hotspot: alla scoperta dei dettagli nascosti delle opere d’arte

La prima novità riguarda gli Hotspot, che beneficiano delle capacità di Gemini. Da anni Google digitalizza le opere d’arte in altissima risoluzione grazie alla fotocamera (Art Camera) in grado di catturare immagini composte da oltre un miliardo di pixel (gigapixel). Questa risoluzione consente di vedere dettagli che anche a occhio nudo risulterebbero invisibili. Ora Google Arts & Culture va oltre grazie all’intelligenza artificiale.

Per alcune opere d’arte, infatti, sono disponibili dei punti di interesse (hotspot) che vengono evidenziati direttamente sull’immagine dell’opera o dell’oggetto. Selezionando il relativo puntino interattivo che compare in riferimento all’hotspot di quell’opera è possibile non solo vedere quel dettaglio, ma anche scoprire curiosità e approfondimenti utili a comprendere meglio l’opera e il suo autore.

Nell’esempio fornito da Google, osservando il celebre quadro “La ragazza con l’orecchino di perla” è possibile ingrandire e scoprire storie sullo sguardo, sul gioiello o sulla tecnica pittorica utilizzata.

Sparky e Learning Light: gli esperimenti ludico-educativi

L’altra novità realizzata grazie all’AI su Google Arts & Culture riguarda Sparky e Learning Light. Sparky è un gioco con il quale combinare oggetti di uso comune per creare invenzioni stravaganti. Creato da Lex Fefegha, questo gioco permette, per esempio, di inventare un nuovo strumento musicale o progettare un nuovo veicolo; dagli input forniti l’AI presenterà l’alter ego creativo dell’utente e scoprire gli inventori più importanti della storia, coloro che con le loro invenzioni hanno cambiato la nostra vita quotidiana.

Learning Light, invece, è l’esperimento realizzato da Jack Wild con il quale esplorare il mondo dell’illuminazione teatrale. Si tratta di un’esperienza guidata da Luxbot, l’assistente AI di riferimento, che permette di comprendere come cambiano le atmosfere a seconda della disposizione delle luci e della loro intensità e colore, nonché i fondamenti del lighting design e l’importanza della luce per attori e registi nel raccontare storie sul palcoscenico.

Podcasts per ascoltare la cultura

Infine Google Arts & Culture sta iniziando a sperimentare la possibilità di raccontare la cultura grazie ai podcast generati da Gemini. L’intelligenza artificiale di Google, infatti, crea episodi audio informativi su alcuni manufatti selezionati. Negli esempi fatti da Google è possibile scoprire perché l’orso bruno si nutra per il 90% di piante nonostante tecnicamente sia un carnivoro. Oppure è possibile seguire il viaggio della ceramica cinese antica attraverso l’Eurasia. Podcasts, spiega Google, è un modo nuovo per trasformare ogni viaggio e ogni tragitto (anche quello quotidiano da casa al posto di lavoro) in un’esperienza culturale.