Proseguono spediti i lavori inerenti allo sviluppo della prossima versione del sistema operativo mobile sviluppato da Google, Android 15 ha raggiunto proprio nelle ultime ore la versione Beta 2.2 e, in attesa di scoprire eventuali novità nascoste, possiamo comunque concentrarci su alcune nuove funzioni anticipate in occasione dell’ultima conferenza Google I/O dedicata agli sviluppatori.

Negli ultimi mesi abbiamo già avuto modo di sbirciare nei piani dell’azienda, intravedendo tutta una serie di interessanti novità che potrebbero arrivare sui nostri smartphone con la prossima versione del sistema operativo, abbiamo visto per esempio come l’azienda abbia introdotto una serie di nuove funzionalità nella Beta 2, come potrebbero non esserci più differenze con gli avatar dei profili, come sembri che Google abbia intenzione di migliorare la gestione delle risorse e l’autonomia, come Android 15 potrebbe permettervi di scegliere il dispositivo per la riproduzione audio dallo smartwatch, come il sistema potrebbe impedirvi di disattivare il Bluetooth e come sarà in grado di spegnere automaticamente lo schermo, quella che potrebbe essere una piccola modifica per la gesture predittiva “Indietro”, come Android 15 potrebbe finalmente vantare una modalità desktopnovità per la luminosità del display e la gestione delle notifiche, oltre ad alcune novità per Auracast e la condivisione audio Bluetooth e una possibile opzione che consentirà di forzare le app alla modalità scura.

Oggi invece parliamo di una novità che farà felici tutti gli utenti che sono soliti utilizzare le cuffie per fruire di contenuti multimediali con i propri smartphone, visto che Google sembra intenzionato a migliorare ulteriormente la funzionalità Spatial Audio (audio spaziale) con il rilascio di Android 15.

Android 15 renderà l’audio spaziale ancora più coinvolgente

Alcuni di voi potrebbero ricordare come il colosso introdusse nel gennaio 2023 l’audio spaziale sui Google Pixel 6 e Pixel 7, si tratta di una funzionalità che si pone l’obbiettivo di offrire una vera esperienza audio surround durante la fruizione di contenuti multimediali con lo smartphone; ovviamente si tratta di una sorta di work around lato software, visto che un telefono non può avere una serie di speaker posti intorno all’utente, ma sembra che Android 15 potrà apportare alcuni miglioramenti in tal senso.

Fortunatamente l’audio spaziale permette di ovviare a questa problematica utilizzando prodotti audio compatibili come Pixel Buds Pro, in buona sostanza il software elabora il suono per creare l’illusione che provenga da direzioni diverse; questo è reso possibile dall’introduzione di un’API apposita in Android 13, grazie alla quale gli sviluppatori possono anche capire se il telefono è configurato per supportare la funzionalità.

Bisogna segnalare una piccola differenza, sono infatti disponibili due diverse tipologie di audio spaziale, uno statico e uno dinamico: nel primo i suoni sono ancorati all’utente e si muovono con lui (se un suono proviene da sinistra, nulla cambierà se l’utente muove la testa), mentre con l’audio spaziale dinamico i suoni sono ancorati all’ambiente e non si muovono insieme all’utente.

Secondo quanto condiviso durante l’ultimo Google I/O, sembra che Android 15 possa beneficiare di alcune modifiche proprio per quel che concerne l’audio spaziale dinamico; nello specifico questa funzionalità richiede il rilevamento della posizione della testa dell’utente e quindi le cuffie connesse devono disporre di sensori di rilevamento della testa, tutto ciò implica un consumo energetico maggiore visto che le cuffie devono elaborare l’audio molto rapidamente e allo stesso tempo monitorare i movimenti della testa dell’utente.

La soluzione a questo inconveniente sta nel passare dall’utilizzo dell’audio Bluetooth classico all’audio Bluetooth LE (Low Energy) che consuma meno energia: allo stato attuale Android non supporta l’audio spaziale dinamico tramite Bluetooth LE, ma questo cambierà in Android 15. Tutto ciò non solo consentirà di ampliare l’adozione dell’audio spaziale dinamico ad un numero crescente di dispositivi compatibili con il Bluetooth LE, ma fornirà “una minore latenza di head-tracking e un migliore utilizzo della larghezza di banda per un’esperienza ancora più coinvolgente”.

Questa novità spingerà i produttori di smartphone a implementare sui propri dispositivi un codec audio Bluetooth a latenza molto bassa, non dovendo più scendere a compromessi sulla latenza e sulla qualità audio per risparmiare la durata della batteria, rendendo di conseguenza l’audio spaziale dinamico più coinvolgente con Android 15.