I tentativi di truffa a mezzo email — a partire dal famigerato phishing — sono praticamente all’ordine del giorno e Google aveva tentato di arginare questo odioso fenomeno attraverso l’introduzione delle spunte blu su Gmail; purtroppo, lo strumento ha già dato prova di essere meno efficace nella pratica di quanto studiato dal team di Google nella teoria: i primi truffatori sono già riusciti ad aggirarle.

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Le spunte blu di Gmail non bastano a fermare i truffatori

Riuscire a capire di chi potersi fidare in Rete è impresa decisamente ardua e diventa più complessa di giorno in giorno; al netto di alcune buone norme di comportamento che non ci stancheremo mai di consigliare, il tutto dipende dalla capacità degli utenti di armarsi di un po’ di sana diffidenza e di tenere sempre gli occhi aperti. Del resto, dare dei consigli evergreen diventa quasi impossibile nel momento in cui i truffatori riescono a trovare sempre dei nuovi modi per aggirare anche gli strumenti che le aziende come Google predispongono proprio al fine di ostacolarli.

Il caso all’ordine del giorno è quello delle spunte blu di Gmail, introdotte dal colosso di Mountain View appena il mese scorso con la dichiarata finalità di aiutare gli utenti a verificare l’autenticità e la legittimità dei messaggi. Per maggiori dettagli sul sistema che governa l’attribuzione della spunta blu, vi invitiamo a leggere il nostro articolo dedicato.

L’apposizione della spunta blu accanto al nome sarebbe dovuta essere indice dell’autenticità dell’account di provenienza della comunicazione e, dunque, garantire agli utenti Gmail un pizzico di tranquillità in più. L’uso del condizionale è d’obbligo perché, nonostante le buone intenzioni di Google, i truffatori sono già riusciti ad abusare di tale strumento: in Rete stanno facendo la loro comparsa le prime testimonianze di email ricevute da account palesemente scam ma provvisti della preziosa spunta blu.

A riportare un caso di questo tipo è stato l’ingegnere attivo nel campo della cybersecurity Chris Plummer, il quale aveva provato correttamente a mettersi in contatto con Google per segnalare l’accaduto, ritrovandosi però con il bug report chiuso con una nota che parla di un comportamento voluto. Sottoposto al giudizio dei social media, il caso ha fatto parecchio discutere e ha attirato l’attenzione di Google, che adesso ha riaperto la segnalazione e deciso di volerci vedere chiaro.  Insomma, non ci resta che aspettare e sperare che si tratti di un bug facile da risolvere.

In attesa di conoscere la conclusione della vicenda, potete scaricare la versione più recente di Gmail dal Google Play Store tramite il badge sottostante.

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