Torniamo ad occuparci dei Googlebook, i  notebook Android del “nuovo corso” plasmati attorno alla piattaforma che Google ha annunciato nell’antipasto al Google I/O 2026. Google ha recentemente spento gli entusiasmi relativi alla data del 15 settembre, suggerendo ai colleghi di Android Authority che chiarire che non ci saranno annunci pubblici di alcun nuovo dispositivo della gamma in quella data.

A ogni modo, sappiamo che svariati produttori stanno mettendo a punto i primi dispositivi di questa famiglia: tra i primi attesi rientrano quelli di Lenovo, quello di ASUS, quello di Dell e persino quello di Acer protagonista in un teaser durante IFA 2026. Tornando al presente, negli ultimi giorni sono emerse due nuove potenzialità molto interessanti su cui potranno contare questi notebook. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.

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Sarà l’IA a smistare automaticamente i file nelle cartelle sui notebook Android

Analizzando una versione preliminare dell’app di sistema Device Intelligence destinata ai Googlebook, il noto insider AssembleDebug ha scoperto che sui notebook Android di prossima generazione sarà l’intelligenza artificiale in locale a ordinare automaticamente i file e creare raccolte archiviate (via Android Authority).

Questa funzione dovrebbe essere disattivata per impostazione predefinita e, una volta attivata, l’app ha mostrato un pop-up descrivendone l’utilità (che riportiamo di seguito). In aggiunta, pare che la funzione sia corredata da un widget che consentirà agli utenti di selezionare rapidamente le raccolte di file senza dover effettivamente aprire l’app File.

Raggruppa i file correlati con l’intelligenza artificiale.

Usa l’IA per trovare e catalogare automaticamente una raccolta di file simili memorizzati sul tuo dispositivo. Ad esempio, se stai pianificando un viaggio, l’IA utilizzerà le funzionalità del tuo dispositivo per raccogliere i file correlati in una cartella, in modo da poter accedere facilmente a tutto in un unico posto. I file non lasciano mai il tuo dispositivo e non vengono utilizzati per l’addestramento del modello di IA.

La Device Intelligence dei Googlebook sarà profondamente integrata con Gemini Notebook e gli utenti potranno aggiungere file presenti in locale ai notebook esistenti (o a nuovi notebook) direttamente dal foglio di condivisione, un po’ come già avviene nell’app mobile di Gemini Notebook.

L’unico limite attuale sembra essere nella dimensione dei file: 200 MB. È chiaro che, da qua al lancio dei primi Googlebook, l’intero flusso di lavoro potrebbe subire alcune modifiche.

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Lo smartphone potrà essere usato come trackpad per i Googlebook

Andando oltre, durante l’analisi della versione 1.0.1283.974003524 dell’app di sistema Servizi cross-device, lo stesso insider ha trovato uno strumento in fase di sviluppo chiamato Cast trackpad (lett. “Trasmetti trackpad”) che dovrebbe consentire agli utenti di utilizzare lo schermo del proprio smartphone come trackpad da remoto per i Googlebook (via Android Authority).

Le immagini condivise qua sopra mostrano la schermata di questa funzionalità: sono presenti un’ampia area destinata a fungere da trackpad (con suggerimenti sulle gesture supportate) e, subito sotto, alcuni pulsanti (per tornare indietro, abbassare o alzare il volume). Dal menù contestuale (pulsante con i tre pallini in alto a destra), si accederà a una pagina con le impostazioni del trackpad (per regolare la sensibilità dello scorrimento).

Questa funzione potrebbe fungere sostanzialmente in direzione opposta a come fungerà la funzione Cast my apps che consentirà agli utenti di trasmettere le app dallo smartphone al Googlebook, per rendere utile lo smartphone in alcuni scenari di  utilizzo dei notebook Android.

A proposito di trasmissione delle app, la stessa versione di Servizi cross-device include anche alcune schermate che fanno riferimento diretto alla funzione Cast my apps: si tratta delle schermate che suggeriranno agli utenti come avviare la trasmissione.