In occasione dell’evento #MadeByGoogle ’26Google ha annunciato tanti nuovi dispositivi ma gli assoluti protagonisti sono stati i Google Pixel 11, smartphone che non stravolgono i predecessori sul fronte dell’estetica, limitandosi ad affinare la Camera Bar, ma lo fanno sotto al cofano, grazie soprattutto al nuovo SoC Tensor G6.

Il nuovo chip, progettato nuovamente da Big G e realizzato da TSMC con un nodo produttivo a 3 nm più affinato rispetto a quello usato per il precedente Tensor G5, gode di una nuova CPU e di una nuova TPU che migliorano le performance generali, promettendo di abbattere i consumi. Questi miglioramenti aprono le porte a tante nuove esperienze legate all’intelligenza artificiale on-device, a partire dal pieno supporto a Gemini Intelligence. Con i Pixel 11, Big G ha inoltre implementato (ed evoluto) tutto ciò che avevamo sui Pixel 10 ma ci sono altre novità per la Fotocamera Pixel e una prima assoluta sui dispositivi del colosso di Mountain View. Facciamo ordine.

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I Google Pixel 11 sono i primi Pixel con Gemini Intelligence

Lo scorso 12 maggio, durante il The Android Show | I/O Edition, Google ha presentato ufficialmente Gemini Intelligence, connubio tra hardware e software che vuole mettere a disposizione degli utenti il meglio dell’intelligenza artificiale dell’azienda.

Sapevamo già che questa nuova iterazione di Gemini sarebbe stata distribuita “a partire dai più recenti smartphone delle gamme Samsung Galaxy e Google Pixel nel corso dell’estate” e infatti, assieme a Gemini Nano 4, ha debuttato ufficialmente sui pieghevoli di Samsung il mese scorso. Ora è il turno di Google Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold.

Gemini Intelligence si preoccupa di offrire all’utente la possibilità di dedicare il proprio tempo a ciò che effettivamente conta, automatizzando tutte le operazioni di routine e fornendo assistenza proattiva. L’unico neo di questa funzionalità è che, come spesso avviene con la roba IA del colosso di Mountain View, non è ancora disponibile in Italia (quindi i Pixel 11, alla stregua di tutti i Pixel al lancio, sono “depotenziati” delle nostre parti).

Google Pixel 11 - evleaks - materiale stampa

Assistenza Proattiva al massimo del suo potenziale

Con i Pixel 10 ha debuttato Magic Cue, un assistente “invisibile” che offre assistenza proattiva su app come Telefono e Messaggi. Google ha evoluto nel tempo questa funzione, modificandone l’estetica e aprendo le porte al supporto di altre app.

Dai rumor sapevamo, poi, che coi Google Pixel 11 sarebbe arrivata l’Assistenza Proattiva, compatibile con tutte le app preferite dell’utente. Gemini dispone di un design più funzionale e interagisce con l’utente utilizzando discreti segnali visivi, dato che le automazioni avvengono in background.

A tal proposito, Gemini è in grado di gestire i vari task al posto dell’utente: prenotazioni, reperire informazioni, aggiungere al carrello cose necessarie; l’assistente si occuperà di tutta la logistica, lasciando all’utente la possibilità di concentrarsi sul presente. L’assistente ha recentemente guadagnato la capacità di analizzare e comprendere ciò che è visualizzato sullo schermo o immagini complesse con il ragionamento avanzato, consentendo agli utenti di velocizzare ulteriormente i flussi di lavoro.

Funzionalità “Rambler” per la dettatura vocale

L’altra novità è rappresentata dalla funzionalità Rambler, pensata da Google per rivoluzionare il modo di comunicare con gli altri. Gli smartphone della serie Google Pixel 11 offrono nuove funzionalità di dettatura che rimuovono automaticamente gli intercalari (come “ehm”) e organizzano i pensieri dell’utente in testi chiari e curati.

Gli utenti dovranno limitarsi a dettare utilizzando il linguaggio naturale, rileggere ciò che Gemini ha scritto per loro ed eventualmente inviare il messaggio, il tutto in pochi istanti tramite la tastiera Gboard.

Miglioramenti alla Fotocamera Pixel per i Google Pixel 11

Con ogni generazione di Pixel debutta una nuova versione della Fotocamera Pixel e i Google Pixel 11 non fanno eccezione, potendo contare su un nuovo hardware oltre alla nuova versione dell’app.

Nuova modalità Magic Capture e funzione Stili Fotografici

La prima, grossa, novità che debutta coi Google Pixel 11 è la modalità Magic Capture: con un solo tap, lo smartphone realizzerà foto e video di alta qualità già pronti da condividere, dato che le operazioni di ritaglio e rimozione della sfocatura sono automatizzate.

Andando oltre, Google ha inserito un modo di personalizzare lo stile delle fotografie con la funzione Stili Fotografici: essa permette di creare una raccolta di stili per foto e video in alta qualità con estetica personalizzata dall’utente.

Grazie al nuovo hardware migliorano Super Zoom e Pro Zoom

Il nuovo hardware fotografico che debutta sui Google Pixel 11, unito alle performance del processore d’immagine (ISP) che troviamo sul Tensor G6, permettono agli smartphone di migliorare le doti di zoom digitale: sul modello base, il Super Zoom può spingersi fino al 30x; sui modelli Pro, il Pro Zoom può spingersi fino al 120x.

Abbiamo poi miglioramenti alla modalità Foto Notturna, complice l’hardware in grado di catturare più luce, che sui Google Pixel 11 Pro riduce i tempi di acquisizione (fino a 4,5 volte) e può catturare colori e dettagli nitidi anche senza flash.

Sul fronte dei video, i modelli Pro possono inoltre vantare la Stabilizzazione Pro con risoluzione fino a 8K Video Boost che realizza filmati ultra-stabili di qualità cinematografica anche in movimento. La funzione continua ad affidarsi al cloud per l’elaborazione. L’ultima novità è rappresentata dalla scheda Creator nelle impostazioni dei video che offre l’accesso a una serie di strumenti per tagliare e sistemare i video con riprese.

Cerchia e Cerca è ora integrato direttamente nella fotocamera

La seconda novità è rappresentata dall’integrazione di Cerchia e Cerca direttamente nella Fotocamera Pixel che troviamo sui Google Pixel 11: gli utenti possono sfruttare questa funzione di ricerca per trovare articoli, ingrandire i dettagli più piccoli (per ottenere risultati più precisi), tradurre testi e ottenere risposte su ciò che li circonda senza bisogno di cambiare app o dovere scattare una foto.

C’è una novità per gli utenti non udenti o ipoudenti

La terza e ultima novità legata alla Fotocamera Pixel è pensata per gli utenti non udenti e ipoudenti, con l’obiettivo di consentire a loro di comunicare con chi non conosce la lingua dei segni.

Lo smartphone diventa uno strumento “partecipativo” per consentire agli utenti non udenti e ipoudenti di partecipare con naturalezza a conversazioni “faccia a faccia”. La Fotocamera Pixel fungerà da mezzo, traducendo in formato testuale ciò che viene “detto” con la lingua dei segni. In aggiunta, Big G ha ottimizzato la modalità di input da “lingua dei segni a testo” direttamente nella Gboard.

Sui Google Pixel 11 Pro c’è HiLight

Solo sui modelli Pro, quindi dalle nostre parti solo su Google Pixel 11 Pro e Pixel 11 Pro XL, Google ha introdotto un’interessante novità nella Camera Bar, privata del termometro (dopo tre generazioni consecutive).

Questa novità si chiama HiLight e si configura come un elemento che punta ad aiutare gli utenti a ridurre le distrazioni causate dalle notifiche, consentendo loro di rimanere informati su ciò che avviene sullo smartphone senza doverlo guardare.

HiLight è una matrice di LED colorati posta intorno al flash della fotocamera che si illuminerà delicatamente per segnalare all’utente alcune informazioni importanti, dandogli la possibilità di scegliere se prendere in mano lo smartphone o continuare a godersi il momento.

Inizialmente, HiLight può tornare utile in due scenari d’uso:

  1. Chiamate dai contatti preferiti – HiLight lavora in combinazione con la Modalità Shhh di Google Telefono ed entra in gioco quando lo smartphone è rivolto verso il basso, avvisando in modo discreto (con luci personalizzabili) per le chiamate in arrivo dai contatti preferiti; le app compatibili sono Google Telefono e WhatsApp.
  2. Interazioni con Gemini – HiLight emette un discreto segnale luminoso per segnalare all’utente lo stato dell’interazione con l’assistente, indicando (con colori e animazioni diversi) quando Gemini è in ascolto, sta pensando e rispondendo senza dover guardare lo schermo.

Google fa sapere che in futuro verrà aggiunto il supporto ad ulteriori funzioni per HiLight: ad esempio, la funzione entrerà in gioco anche per segnalare le notifiche dei messaggi provenienti dai contatti preferiti (ipotizziamo su Google Messaggi e WhatsApp).

Tap to Share è ufficiale coi Google Pixel 11

Sapevamo da tempo che Google stesse lavorando per espandere ulteriormente le potenzialità di Quick Share e rendere più semplice la possibilità di scambiare file con altri dispositivi.

Dopo l’introduzione della compatibilità con AirDrop avvenuta lo scorso anno, Google ha ufficialmente annunciato l’introduzione di Tap to Share: si tratta di una funzione che arriva su tutti i Pixel supportati (da Pixel 6 in avanti), che arriverà presto sui pieghevoli Samsung più recenti e che entro la fine dell’anno verrà estesa a un numero maggiore di dispositivi Android.

In soldoni, Tap to Share è pensata principalmente per lo scambio dei biglietti da visita: dalla schermata iniziale, l’utente dovrà semplicemente avvicinare il proprio smartphone (compatibile) a un altro smartphone (compatibile) per avviare il processo di scambio bidirezionale. È possibile sfruttare la funzione anche per scambiare foto e video, aprendo il menù di condivisione dallo smartphone e avvicinandolo allo smartphone del ricevente.

La Traduzione dal vivo espande il raggio d’azione

C’è poi spazio per un’ultima novità che riguarda la Traduzione dal vivo, funzione che consente di tradurre in tempo reale, dalle altre lingue alla lingua dell’utente, i contenuti visti sul dispositivo.

Con i Google Pixel 11 la funzione espande il proprio raggio d’azione e, in generale, diventa più flessibile: ora è in grado di tradurre pienamente i contenuti audio e video e permette agli utenti di scegliere esclusivamente i contenuti per cui la funzione verrà utilizzata (tra messaggi, chiamate e file multimediali).

Google Pixel 11 - Traduzione dal vivo


In conclusione segnaliamo che non sappiamo ancora se Google deciderà di portare queste funzioni anche sui Pixel delle precedenti generazioni (a parte Tap to Share che è ufficiale su tutti i Pixel supportati): al netto delle limitazioni hardware, ad esempio legate ai sensori fotografici e all’assenza dei LED colorati di HiLight, tecnicamente tutto dovrebbe essere compatibile almeno con i Pixel 10.