Gemini Notebook, che solo pochi giorni fa aveva cambiato nome abbandonando la vecchia denominazione NotebookLM, riceve ora uno degli aggiornamenti più utili degli ultimi mesi per chi lo usa quotidianamente.

Google ha avviato la distribuzione di Collections, uno strumento pensato per mettere ordine in una libreria di notebook che, per molti utenti, è cresciuta ormai fuori controllo.

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Ora si potrà raggruppare i notebook come si fa con le playlist

L’idea alla base di Collections è semplice ovvero funzionano più o meno come le playlist su Spotify o gli album di Google Foto. Si possono raccogliere insieme i notebook che condividono un tema comune, che si tratti di progetti lavorativi, organizzazione di un viaggio, ricette di cucina o materiale di ricerca, dando a ciascun argomento uno spazio dedicato invece di lasciarlo disperso in un elenco unico e crescente.

La scelta di Google, in questo caso, è stata quella di non imporre un sistema di cartelle rigido come quello a cui siamo abituati su un normale file system. Un notebook può finire dentro più collezioni contemporaneamente, se ha senso farlo per l’utente, oppure si può continuare a ignorare del tutto la funzione e restare sulla classica schermata I miei notebook. Una flessibilità che permette di ottenere ordine senza dover imparare un sistema completamente nuovo o rinunciare alle proprie abitudini consolidate.

Perché serviva davvero

Non stupisce che questa esigenza si sia fatta sentire proprio ora visto che Gemini Notebook è diventato negli ultimi mesi uno strumento sempre più centrale per chi lavora con documenti, ricerche e progetti a lungo termine, complice anche il potenziamento costante delle sue funzioni: ricorderete che avevamo raccontato già a giugno di come ogni notebook avesse ricevuto un secure cloud computer, capace di scrivere ed eseguire codice per analisi più approfondite direttamente sulle fonti caricate dall’utente.

Va da sé che più uno strumento del genere diventa capace e versatile, più le persone tendono a usarlo per ogni tipo di attività, e più cresce inevitabilmente il numero di notebook accumulati nel tempo, spesso senza alcun criterio.

gemini notebook
gemini notebook
gemini notebook
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Il risultato, prima di questo aggiornamento, era una lista che poteva diventare rapidamente ingestibile con dozzine di notebook mischiati tra loro, senza alcun modo per distinguere a colpo d’occhio quelli legati al lavoro da quelli personali, o un progetto concluso da uno ancora attivo.

Un problema tutt’altro che marginale se si considera che, secondo quanto dichiarato dalla stessa Google in occasione del rebrand, oltre 30 milioni di persone e più di 600.000 organizzazioni utilizzano ormai lo strumento per i motivi più disparati, dalla creazione di materiale di formazione aziendale fino alla conversione di appunti universitari in riassunti audio e video.

Creare una Collection non richiede particolari passaggi: come potete notare dalle immagini, basta selezionare i notebook desiderati e assegnarli a un raggruppamento nuovo o già esistente, senza dover spostare fisicamente alcun contenuto né perdere l’accesso alla visualizzazione classica.

Le collezioni compaiono quindi come una sorta di livello aggiuntivo di organizzazione, sovrapposto alla struttura esistente piuttosto che sostitutivo di essa.

Cosa manca ancora

Resta comunque un limite non da poco il fatto che al momento non è possibile condividere le Collections con altre persone. Si tratta quindi, per ora, di uno strumento pensato esclusivamente per organizzare il proprio spazio di lavoro individuale, non per la collaborazione in team, un aspetto su cui Google potrebbe intervenire in futuro visto quanto Gemini Notebook viene già utilizzato anche in contesti professionali e aziendali.

La funzione risulta già attiva su alcuni account, ed è in fase di distribuzione graduale: chi non la vede ancora comparire nella propria interfaccia non deve preoccuparsi, dal momento che il rollout dovrebbe estendersi a un numero crescente di utenti nel corso dei prossimi giorni.

Un piccolo aggiornamento, se vogliamo, ma di quelli che fanno davvero la differenza per chi ormai usa Gemini Notebook come archivio quotidiano di lavoro e ricerca personale.