Chiunque abbia un telefono sa cosa succede tutti i giorni: squilla, si risponde e dall’altra parte c’è un operatore (o peggio, un robot) che propone contratti per la luce, il gas, la fibra, o qualche fantasioso investimento finanziario. A volte è una scocciatura. Altre volte è invece un pericolo, perché dietro queste chiamate si nascondono delle truffe, gestite da soggetti con discreti mezzi e scrupoli nulli, che si fingono aziende autorevoli.
Anche per questo motivo, al fine di arginare il fenomeno, l’Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) ha approvato una misura che potrebbe risultare più utile di quanto fatto finora: l’introduzione di numeri brevi a tre cifre come strumento di identificazione per chi chiama.
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Come funziona il nuovo sistema?
Fino ad oggi i numeri brevi a tre cifre erano riservati quasi esclusivamente alle chiamate di emergenza, come il 112 o il 118. Con la nuova delibera, invece, questo tipo di numerazione potrà essere assegnata anche a imprese, operatori di settore e call center che svolgono la propria attività nel rispetto della legge.
In questo modo, quando un’azienda autorizzata contatta un utente, il numero visualizzato sarà immediatamente riconoscibile e verificabile, diversamente da quanto accade oggi con le lunghe sequenze numeriche anonime o addirittura falsificate che compaiono sugli schermi dei telefoni.
Il principio è, insomma, che se il numero è breve e certificato, la chiamata proviene da un soggetto che opera legalmente sulla rete nazionale italiana. Se invece arriva da un numero anonimo, mascherato o straniero, è molto più probabile che si tratti di una truffa o di telemarketing aggressivo.
Qualcuno rimarrà escluso
Un aspetto non certo irrilevante riguarda le chiamate provenienti dall’estero: non potranno infatti utilizzare i nuovi numeri brevi certificati, con una decisione dell’Agcom con cui l’authority cerca di isolare e rendere immediatamente riconoscibili le truffe gestite fuori dalla giurisdizione italiana, un fenomeno noto e in forte crescita, legato spesso a organizzazioni criminali transnazionali che operano da paesi dove i controlli sono praticamente inesistenti.
In tal senso, l’Agcom ha comunque sottolineato che l’approccio adottato è progressivo. Le prime misure sono già operative, ma l’autorità ha anche istituito un tavolo tecnico per definire nel dettaglio le modalità di applicazione, con particolare attenzione alle numerazioni da riservare esclusivamente al teleselling e al telemarketing: settori che, per loro natura, sono i più esposti agli abusi e richiedono una regolamentazione specifica.
Il provvedimento si inserisce inoltre in un percorso già avviato nei mesi precedenti: la scorsa estate era stato ad esempio introdotto un primo filtro anti-spam con il blocco delle chiamate indesiderate dall’estero tramite numeri fissi italiani, seguito a novembre 2025 da una stretta analoga sui numeri di cellulare.
Le altre novità
Insieme a questa riforma si avvicina anche un’altra novità importante: dal 19 giugno 2026, infatti, entrerà in vigore la stretta sul telemarketing energetico prevista dal decreto Bollette. La modifica al Codice del Consumo vieterà esplicitamente le telefonate commerciali e i messaggi finalizzati alla proposta o alla conclusione di contratti per la fornitura di luce e gas ai clienti domestici.
In ogni caso, chi non vuole aspettare le nuove norme può già tutelarsi iscrivendosi al Registro pubblico delle opposizioni. Attivo dal luglio 2022, permette a chiunque di registrare gratuitamente il proprio numero di cellulare per bloccare senza limiti di tempo sia le chiamate da operatore umano sia quelle automatizzate tramite robocall, annullando tutti i consensi alla pubblicità eventualmente rilasciati in precedenza. Uno strumento che non ha certo evitato il fenomeno delle telefonate indesiderate, ma che può fornire una piccola mano d’aiuto nel contrasto ai fastidi conseguenti.
