AliExpress ha annunciato un accordo sorprendente con Poste Italiane per la gestione della logistica dei venditori locali attivi sul marketplace. L’intesa assegna a Poste la gestione dei flussi in entrata e dei resi, con copertura sull’intero territorio nazionale e apertura alle spedizioni paneuropee attraverso la rete di partner europei del gruppo postale italiano.

Ma c’è un aspetto molto interessante in merito ovvero che l’accordo potrebbe offrire ad AliExpress un sistema per aggirare i dazi europei sui piccoli pacchi provenienti da paesi extra-UE, che entreranno in vigore dal 1° luglio 2026 con una soglia minima di 3 euro.

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Come funzionerà il servizio

Il servizio copre l’intera catena distributiva a partire dal corriere che ritira la merce direttamente nei magazzini dei venditori e la recapita al destinatario finale. Se dopo due tentativi la consegna a domicilio non riesce, il pacco viene reindirizzato verso uno dei 32.000 punti PUDO (Pick-Up and Drop-Off) disponibili, tra cui 12.800 uffici postali e 1.000 locker distribuiti sul territorio.

I tempi di consegna previsti sono di 24 ore sulle rotte principali tra grandi città, 48 ore per le zone meno servite e fino a 72 ore per le aree più remote.

L’accordo riguarda anche l’espansione local-to-local a livello europeo, non solo il mercato italiano. Non sono stati comunicati però i costi del servizio per i venditori né una data precisa di avvio operativo.

La questione dei dazi europei e la “soluzione” di AliExpress

Per quanto non sia stato comunicato espressamente in questi termini, è evidente che l’accordo tra Poste Italiane e AliExpress può offrire alla piattaforma cinese un sistema agile per superare i dazi europei che scatteranno quest’estate. Avere articoli su bancali interi che dall’Asia finiranno ai venditori italiani o europei all’interno di AliExpress significa che questi prodotti salteranno il dazio europeo sui piccoli pacchi.

Ricordiamo che l’Unione Europea il 11 febbraio 2026 ha dato il via libera definitivo al nuovo sistema di dazi doganali per i piccoli pacchi provenienti dai Paesi extraeuropei. Una misura introduce una tassa fissa di 3 euro anche per le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro, andando ad eliminare l’attuale franchigia che esentava questo tipo di spedizioni.

La riforma, come anticipato, sarà attiva a partire dal 1 luglio 2026 e sarà applicata per ogni spedizione indirizzata ad un consumatore europeo. Grazie a questo sistema verrà semplificata la riscossione dei diritti doganali e, allo stesso tempo, si proverà a ridurre la concorrenza tra gli e-commerce europei e quelli extra-UE, che oggi beneficiano dell’esenzione per le spedizioni più economiche.

La tassa di 3 euro sarà a carico dell’importatore ma, come spesso accade in questi casi, finirà per riflettersi sul prezzo finale pagato dal consumatore.

In virtù di questo, in pratica questo accordo trasformerebbe, sulla carta, i venditori italiani in di fatto degli “hub” per AliExpress, permettendo alla merce di arrivare in Europa in grandi quantità, sdoganata come importazione commerciale tradizionale, per poi essere distribuita capillarmente da Poste Italiane ai singoli clienti. Il tutto con gestione dei resi inclusa e comodi punti di ritiro sparsi per il territorio.

Una strategia astuta che, se confermata nelle sue finalità, permetterebbe ad AliExpress di mantenere competitivi i prezzi dei prodotti a basso costo che costituiscono buona parte del suo catalogo, nonostante l’introduzione dei nuovi dazi pensati proprio per livellare il campo di gioco con i venditori europei. Staremo a vedere come si evolverà la situazione e se le autorità europee avranno opinioni in merito.