Google ha depositato una domanda di brevetto presso lo United States Patent and Trademark Office (USPTO) relativo ad un nuovo modo di progettare le batterie all’interno di telefoni e altri dispositivi, in modo che possano essere rimosse o sostituite più semplicemente e con più sicurezza.

Il nuovo design della batteria studiato dal colosso di Mountain View si caratterizza per essere in grado di non sacrificare la struttura sottile e sigillata che contraddistingue i moderni smartphone e tablet di fascia alta, che sempre più di frequente presentano batterie incollate e sigillate ermeticamente per proteggere i device dall’acqua e dalla polvere, il tutto con il supporto alla ricarica wireless.

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Il brevetto di Google per una nuova batteria

Il nuovo sistema ideato da Google per la batteria potrebbe essere sfruttato dall’azienda statunitense già nel corso di quest’anno, magari a bordo di Google Pixel 11 Pro Fold.

L’idea del colosso di Mountain View è semplice quanto interessante: invece di incollare la batteria al telefono, come avviene nella maggior parte degli smartphone moderni, Google ha pensato ad una batteria rimovibile con una propria struttura metallica (nella quale si va ad incastrare), costruita per rimanere sicura ed elettricamente stabile anche quando il telefono si piega, si ripiega o si srotola.

Il design studiato dal colosso statunitense dovrebbe consentire di rimuovere o sostituire la batteria più facilmente, rendendo potenzialmente le riparazioni più economiche e meno dispendiose anche se, è bene dirlo, ciò richiederà comunque l’intervento di personale specializzato (il gruppo batteria rimarrà comunque bloccato all’interno del dispositivo).

Inoltre, sempre secondo quanto è possibile apprendere dalla domanda di brevetto, questo design non andrà a compromettere caratteristiche importanti come il supporto alla ricarica wireless, la resistenza all’acqua e un design sottile ed elegante.

Secondo i diagrammi e le descrizioni presenti nella domanda di brevetto, tale nuovo sistema potrebbe applicarsi non soltanto agli smartphone normali e pieghevoli ma anche a tablet, notebook, dispositivi indossabili ed altri device.

Resta da capire se quello che al momento è solo un brevetto si trasformerà in una soluzione destinata a trovare spazio in dispositivi da lanciare sul mercato, cosa che non è così scontata.

Potete trovare la domanda di brevetto di Google seguendo questo link.