Il mondo tech è sempre in evoluzione, com’è giusto che sia, con le aziende che dedicano grandi energie (e soldi) allo sviluppo di nuove tecnologie. Quest’oggi ci soffermiamo su alcune di queste, tra evoluzioni di componenti, nuovi sensori e ulteriori passi avanti lato IA, dando uno sguardo alle RAM LPDDR6 di Samsung, al refresh rate superiore di OnePlus, al primo display al mondo con NFC integrato e alle novità in arrivo per quanto riguarda storage, sensori d’immagine e intelligenza artificiale. Siete pronti?
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Samsung lancia le memorie RAM LPDDR6: l’efficienza al primo posto
Partiamo da Samsung, che un po’ in sordina ha lanciato le sue RAM LPDDR6, che hanno già ottenuto il riconoscimento “CES 2026 Innovation Award Honoree”. Il nuovo chip è prodotto con il processo a 12 nm di Samsung Foundry e può raggiungere velocità fino a 10,7 Gbps, equivalenti ai più veloci moduli LPDDR5X attuali.
E quali sono allora i vantaggi di questa “evoluzione”? Le nuove RAM puntano non solo alla velocità in sé: Samsung ha aumentato il numero di I/O, incrementando la larghezza di banda complessiva, e ha aggiunto un nuovo sistema di gestione dinamica dell’alimentazione; secondo quanto riferito, viene in questo modo ridotto il consumo energetico di circa il 21% rispetto alle LPDDR5X. In sostanza, l’obiettivo di queste LPDDR6 è quello di offrire prestazioni simili rispetto alle LPDDR5X, ma con un’efficienza notevolmente migliorata.
In più, Samsung si è concentrata sulla sicurezza: ha infatti implementato protezioni aggiuntive studiate per mantenere i dati al sicuro durante l’elaborazione dell’IA sul dispositivo. Vista la crescente richiesta di esecuzione di modelli più grandi a livello locale, e non in cloud, queste LPDDR6 potrebbero supportare il cambiamento con un’elaborazione più rapida e al contempo un multitasking migliore, anche con i carichi di lavoro più pesanti.
Grazie all’architettura scalabile e multipiattaforma e al design eco-compatibile, le memorie LPDDR6 offrono un equilibrio tra prestazioni, risparmio energetico e affidabilità, rendendole soluzioni di memoria essenziale per i sistemi intelligenti di domani. Per il momento non sappiamo quali saranno i primi dispositivi a poter contare su queste nuove RAM LPDDR6, ma confidiamo di ottenere maggiori informazioni nelle prossime settimane.
OnePlus vuole spingersi oltre col refresh rate: fino a 240 Hz
OnePlus si sta preparando al lancio globale del suo OnePlus 15, previsto per domani, 13 novembre 2025. Sappiamo già che il nuovo smartphone Android potrà contare su una frequenza di aggiornamento fino a 165 Hz, già superiore rispetto a quella offerta solitamente (fino a 120 Hz), ma a quanto pare l’azienda ha idee ancora più ambiziose per i suoi dispositivi futuri.
Secondo quanto riportato da OnePlus Club, OnePlus si sta concentrando sul trovare il perfetto equilibrio tra risoluzione e frequenza di aggiornamento. Come abbiamo visto, il pannello di OnePlus 15 arriva sì a 165 Hz, ma a “discapito” della risoluzione, abbassata da 2K a 1,5K. Secondo la fonte, che parla solo di “alta risoluzione”, la casa cinese starebbe lavorando per arrivare a una frequenza di aggiornamento dinamica di addirittura 240 Hz.
Si tratterebbe quindi di un valore doppio rispetto a quanto siamo abituati attualmente, forse persino fin troppo elevato per l’uso di tutti i giorni: è possibile che OnePlus voglia arrivare a un simile refresh rate in alcune situazioni, magari durante il gaming o scenari di utilizzo specifici. La fluidità generale sarebbe sicuramente superiore, ma si dovrà fare attenzione all’efficienza energetica.
Questo display ha l’NFC integrato: una bella svolta
Tianma ha annunciato un’interessante novità in ambito display: il produttore cinese ha presentato ufficialmente un pannello che integra direttamente la funzionalità NFC. Questa soluzione potrebbe portare a passi avanti ulteriori verso un design sempre più compatto ed efficiente dei dispositivi, visto il potenziale minore spazio occupato.
In particolare, l’azienda ha svelato uno schermo da 4,6 pollici con un’avanzata struttura a bobina a livello di pixel che consente la comunicazione NFC a una distanza fino a 3 cm. Consentirebbe l’utilizzo dell’NFC senza contatto diretto del display, senza alcuna interferenza con le normali funzioni touch (nessuna interruzione). Non manca il supporto alla tecnologia touch TED (Touch Embedded Display) di Tianma, che garantisce prestazioni touch reattive e precise anche con NFC integrato.
La nuova tecnologia riduce la stratificazione dei componenti, e può aiutare i produttori a risparmiare spazio interno e a realizzare prodotti dal design più sottile. Lo schermo stesso funge da area di rilevamento NFC, migliorando l’uniformità visiva e offrendo un’esperienza di visualizzazione edge-to-edge. Questa soluzione potrà essere utilizzata non solo sugli smartphone, ma anche in dispositivi industriali, prodotti per la smart home e così via.
Miglioramenti lato IA con nuovi chipset e storage ad alta velocità
Le novità che ci attendono nel prossimo futuro non sono ancora finite, e naturalmente non potevamo non parlare di intelligenza artificiale. Broadcom e CAMB.AI stanno collaborando per portare la traduzione audio on-device su un chipset: questo consentirebbe ai dispositivi che utilizzano questo SoC di completare attività di traduzione, doppiaggio e descrizione audio senza dover ricorrere al cloud, con tutti i vantaggi che ne derivano.
Le due aziende promettono una latenza particolarmente ridotta e naturalmente una maggiore privacy, garantita dall’elaborazione in locale. Qui in basso possiamo dare un’occhiata a un video dimostrativo dell’utilizzo della descrizione audio con una clip del film Ratatouille: l’IA è in grado di descrivere la scena in diverse lingue e di offrire una traduzione scritta.
Broadcom e CAMB.AI promettono traduzioni in oltre 150 lingue, ma non sappiamo quando questi nuovi chip inizieranno a essere utilizzati a bordo dei dispositivi.
Restiamo sull’IA perché SK Hynix punta a rivoluzionarla con un nuovo storage ad alta velocità (HBS). Secondo quanto riportato da Etnews, l’azienda sta sviluppando una tecnologia di archiviazione di nuova generazione denominata High Bandwidth Storage (HBS), che potrebbe migliorare le prestazioni dell’intelligenza artificiale su smartphone e tablet. L’azienda prevede di impilare diversi chip DRAM e NAND per consentirgli di velocizzare il flusso di dati, andando di conseguenza a ridurre il ritardo durante l’utilizzo delle funzionalità IA dei dispositivi.
L’impilamento dei chip non è una novità, ma l’innovazione chiave è costituita dal packaging VFO (Vertical Wire Fan-Out), che collega questi stack con un cablaggio rettilineo anziché con i soliti collegamenti curvi. Poiché i chip sono ora collegati verticalmente, la configurazione accorcia i percorsi di cablaggio, riducendo la perdita di segnale e quindi il ritardo.
Questo VFO potrebbe inoltre sostituire il metodo Through-Silicon Via (TSV), un metodo più complesso utilizzato nelle memorie di fascia alta. Attraverso questa “semplificazione”, SK Hynix potrebbe riuscire a ridurre i costi complessivi e a implementare la tecnologia anche sugli smartphone.
L’azienda ritiene che tutto ciò consentirà ai chip di gestire grandi quantità di dati più facilmente, migliorando le prestazioni dell’intelligenza artificiale on-device. Al momento però non ci sono informazioni sull’effettivo lancio commerciale del prodotto: non sappiamo quali chipset supporteranno il nuovo storage HBS, e nemmeno quando inizieremo a vedere qualcosa lato smartphone. Dovremo aspettare ulteriori indicazioni.
Sensori d’immagine LOFIC in arrivo su larga scala
Chiudiamo parlando di sensori d’immagine, perché a quanto pare dal 2026 ne vedremo delle belle: secondo quanto riportato da Digital Chat Station, i sensori d’immagine LOFIC stanno per essere adottati su larga scala.
Secondo la fonte, una partnership tra OmniVision e Vivo offrirà presto risultati concreti, ma non sono ancora stati rivelati i nomi dei modelli coinvolti. Diversi produttori sono al lavoro sui sensori LOFIC (che sta per Lateral Overflow Integration Capacitor): si tratta di un condensatore progettato per assorbire la carica che supera la capacità massima del fotodiodo (la parte di sensore che cattura la luce), consentendo di realizzare immagini HDR a singola esposizione e con esposizioni più lunghe.
Questa tecnologia consente di espandere la gamma dinamica e di evitare l’HDR multi-frame (non è più necessario combinare più scatti per ottenere un’immagine bilanciata, andando quindi a ridurre eventuali sovrapposizioni o sfocature).
Abbiamo già visto un sensore LOFIC firmato OmniVision (OV50K) a bordo di HONOR Magic6 Ultimate, ma parliamo di un modello “sperimentale” e non di un’ampia dotazione. La stessa OmniVision ha presentato più di recente il sensore OV50X da 1 pollice, mentre Sony introdurrà un sensore da 1/1,3″ verso la fine del 2026 (sempre secondo la fonte), forse il LYT-838. Anche Samsung ed Apple ci stanno lavorando: per la casa sud-coreana si dice si tratti di un sensore da 1/1,1″ da 200 MP (ISOCELL HPA) che sarà pronto tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, mentre per quella statunitense dovremo forse attendere un po’ di più (2027-2028).
