OPPO torna a far parlare di sé con il lancio della nuova Find X9 Series, una gamma che punta dritto al vertice del mercato smartphone. Principale protagonista ovviamente OPPO Find X9 Pro, che seppur vedrà un ancora superiore OPPO Find X9 Ultra (probabilmente nella primavera 2026) comunque ha tutte le carte in regola per provare ad affermarsi come il migliore sul mercato.
Con un comparto fotografico sviluppato in collaborazione con Hasselblad, una batteria da ben 7500 mAh, il processore MediaTek Dimensity 9500 e una costruzione curatissima, Find X9 Pro si candida come uno degli smartphone più interessanti di questo fine 2025, e probabilmente di inizio 2026. Non si tratta solo di una scheda tecnica impressionante su carta: abbiamo avuto modo di testarlo approfonditamente e possiamo confermare che le promesse vengono mantenute, con qualche piccola imperfezione che vi racconteremo ma che, spoiler, non compromettono un’esperienza d’uso complessivamente eccellente.
Indice:
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Video recensione OPPO Find X9 Pro
Design e materiali
OPPO Find X9 Pro non spicca per essere il più bello della classe, la casa cinese ha voluto osare dal punto di vista hardware e seppur ci siano delle soluzioni avanzate che le han permesso di fare ciò, comunque si possono notare dei parziali compromessi nell’usabilità.
Il linguaggio estetico è moderno, caratterizzato da linee pulite e bordi piatti, con una cornice delicatamente sagomata che garantisce una presa più confortevole. Il primo “compromesso”, se così vogliamo intenderlo, è nelle dimensioni e nel peso, che sono importanti: parliamo di 161,26 x 76,46 x 8,25 mm per 224 grammi di peso. Numeri che lo avvicinano più alla categoria “Ultra” che a quella “Pro”, un aspetto che ne aumenta indubbiamente la caratura ma rappresenta anche un limite in termini di praticità, soprattutto per chi cerca uno smartphone maneggevole da utilizzare in mobilità o con una sola mano.
Il modulo fotografico, posizionato nell’angolo superiore sinistro, è decisamente pronunciato ma non eccessivamente invadente, infatti quando poggiato su una superficie piana, lo smartphone risulta comunque stabile senza oscillazioni fastidiose, il che è positivo. In mano lo scalino si fa notare ma è anche di aiuto come appoggio per l’indice per una presa un po’ più salda.
La qualità costruttiva è da primo della classe, la conferma arriva anche dalla certificazione IP69 che garantisce una protezione completa contro polvere, immersioni prolungate e persino getti d’acqua ad alta pressione e temperatura elevata. La cornice è in alluminio opaco mentre la scocca posteriore in vetro anti-impronte, disponibile nelle colorazioni Silk White e Titanium Charcoal.
Proprio sulla scocca si possono notare due tasti aggiuntivi rispetto ai canonici; sul lato sinistro troviamo lo Snap Key, un tasto fisico personalizzabile, molto ispirato ad iPhone, che permette di assegnare diverse funzioni: dalla modifica dei profili audio all’attivazione della torcia, dal registratore vocale alla traduzione, fino agli screenshot. Di default è collegato alla funzione AI Mind Space di ColorOS 16, con una pressione breve per catturare il contenuto dello schermo, una lunga per aggiungere una nota vocale e una doppia per aprire direttamente l’app Mind Space. Sul lato destro invece è posizionato il Quick Button di nuova generazione, in grado di rilevare movimenti di scorrimento come 0,3 mm: doppio tocco per aprire la fotocamera, pressione per scattare una foto, pressione prolungata per lo scatto continuo e, in orientamento orizzontale, scorrimento per gestire lo zoom. Anche in questo caso decisamente ispirato all’iPhone e purtroppo anche nell’efficacia: nell’uso quotidiano è più di impiccio che di utilità causa, sia nell’apertura dell’app, ma ancor di più durante l’uso della fotocamera, dove eventuali tocchi involontari disabilitano temporaneamente i pulsanti software con incomprensioni varie.



Frontalmente invece c’è un ampio display a tecnologia AMOLED LTPO da 6,78 pollici con risoluzione 2772×1272 pixel (20:9, 450 PPI) e quindi refresh rate adattivo da 1 a 120 Hz. Le cornici sono simmetriche e ultra-sottili, misurano appena 1,15 mm su tutti e quattro i lati, creando un’esperienza visiva immersiva con un rapporto schermo-corpo eccezionale. La luminosità poi è impressionante: sulla carta 800 nit tipici, 1800 nit e un picco di 3600 nit all’aperto, rendendolo perfettamente leggibile anche sotto la luce solare diretta. All’estremo opposto, la luminosità minima di 1 nit combinata con il dimming PWM a 2160 Hz (sotto i 70 nit) e il dimming DC (sopra i 70 nit) rende questo display tra i più confortevoli per l’utilizzo notturno, praticamente eliminando lo sfarfallio e l’affaticamento visivo. Peccato che non sia presente un trattamento anti-riflesso, sulla falsa riga di quello di Samsung Galaxy S25 Ultra e iPhone 17 series, avrebbe completato l’operato.
Si tratta di un display impeccabile in termini di qualità, ma OPPO tratta sempre bene i suoi clienti da questo punto di vista. La profondità colore è di 10 bit con copertura completa dello spazio DCI-P3, mentre le certificazioni HDR10+, Dolby Vision e HDR Vivid garantiscono un’esperienza multimediale di altissimo livello. Interessante anche la funzione Vehicle Motion Alerts, che riduce il mal d’auto del 15% mostrando segnali visivi dinamici ai bordi dello schermo sincronizzati con i movimenti del veicolo, aiutando il cervello ad allineare ciò che vediamo con ciò che sentiamo.

Chiude il comparto multimediale l’audio che è affidato a due speaker stereo con certificazione DTS:X Ultra e supporto Dolby Vision. La qualità sonora è molto buona, con un volume elevato e una discreta separazione stereo. Interno anche un sistema a quattro microfoni con funzione Sound Focus per enfatizzare la voce durante le registrazioni e ridurre i rumori ambientali, particolarmente utile durante i concerti.
Sotto il display è poi posizionato un sensore di impronte digitali di tipo ultrasonico 3D di ultima generazione, che offre prestazioni fulminee. Funziona perfettamente anche con dita bagnate o unte e, a differenza dei sensori ottici, non emette fastidiosi flash di luce quando lo utilizziamo al buio.
Hardware e caratteristiche tecniche
Sotto la scocca di OPPO Find X9 Pro troviamo il nuovo processore MediaTek Dimensity 9500, realizzato con processo produttivo TSMC a 3 nm di terza generazione. La CPU adotta un’architettura All-Big-Core con un ultra-core a 4,21 GHz, tre core premium e quattro core performance, mentre la GPU è l’Arm G1-Ultra di ultima generazione. Completa il quadro la nona generazione della NPU MediaTek 990, che offre prestazioni più che raddoppiate nell’elaborazione AI con un’efficienza superiore del 56%.
Secondo i dati forniti da MediaTek, rispetto alla generazione precedente la CPU è fino al 32% più veloce e fino al 55% più efficiente, la GPU vanta un incremento prestazionale del 33% con un’efficienza migliorata del 42%, mentre la NPU fa registrare un impressionante +111% in performance con +56% di efficienza. Numeri che si traducono in un’esperienza d’uso fulminea, con fluidità e reattività elevatissime in qualsiasi scenario, dal multitasking pesante al gaming più impegnativo.
La RAM è di tipo LPDDR5X da 16 GB, affiancata da uno storage UFS 4.1 da 512 GB (non espandibile). Questa dotazione rappresenta il top di gamma attuale e garantisce velocità di accesso ai dati estremamente elevate.

Il sistema di dissipazione è stato completamente riprogettato con una camera di vapore che copre una superficie totale di 36.344,4 mm², il 33,7% in più rispetto alla generazione precedente. La camera di vapore utilizza una mesh in acciaio inossidabile ultrasottile da 0,025 mm che ne riduce lo spessore migliorando al contempo la conduttività termica. La copertura si estende anche al modulo fotografico per prevenire il throttling termico durante la registrazione video in 4K ed il risultato è incredibilmente impattante, lo smartphone non scalda praticamente mai al netto di un uso stress con benchmark a ripetizione.
OPPO ha sviluppato in stretta collaborazione con MediaTek il Trinity Engine, che ridefinisce la gestione delle risorse a livello di chip attraverso tecnologie come il Chip-Level Dynamic Frame Sync (per una fluidità superiore del 37% in scenari intensivi), l’Unified Computing Power Model (con oltre il 90% di accuratezza nella previsione del consumo energetico) e il Sensor Offload (che riduce del 16,1% il consumo durante la registrazione video HDR 4K a 60 fps).
Nella pratica tutto questo si traduce in uno smartphone fulmineo e sempre pronto. Dall’uso più classico all’uso stress non rallenta praticamente mai né scalda in maniera vistosa, la cosa si nota sia con giochi pesanti come Genshin Impact ma anche in task più laboriosi come montaggio ed exporting di un video montato con Capcut.

Connettività e sensori
La connettività è completa e da primo della classe: 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC, porta USB 3.2 Gen 1 Type-C. Supporta il dual SIM, le eSIM e integra il chip RF proprietario di OPPO che incrementa la potenza di uplink di oltre il 30% nelle bande chiave, abbinato a un’architettura antenna a 360 gradi. La tecnologia AI LinkBoost ottimizza intelligentemente la connessione in ambienti tradizionalmente problematici come ascensori, garage sotterranei e durante gli spostamenti ad alta velocità.
Per quanto riguarda la ricezione, abbiamo riscontrato ottime prestazioni in ogni condizione, con aggancio stabile del segnale anche in situazioni critiche dove altri smartphone faticano. Il GPS supporta molteplici sistemi satellitari: GPS (L1+L5), GLONASS (G1), BDS (B1i+B1c+B2a+B2b), Galileo (E1+E5a+E5b), QZSS (L1+L5) e NavIC (L5), garantendo una geolocalizzazione precisa e affidabile.
Software
OPPO Find X9 Pro arriva sul mercato con ColorOS 16 basata su Android 16, l’ultima evoluzione dell’interfaccia proprietaria del produttore cinese. Partendo dalla Parallel Animation introdotta con ColorOS 15, la nuova versione introduce la Seamless Animation supportata dal nuovo Luminous Rendering Engine, studiati a detta di OPPO per garantire interazioni immediate e fluide in ogni scenario d’uso. Tanti bei nomi che però nella pratica, a nostro avviso, si trasformano in un’esperienza d’uso meno piacevole del previsto con animazioni spesso lunghe, ripetitive, quasi eccessive, anche in questo caso eccessivamente ispirate al mondo Apple, quindi iOS. Chiaramente stiamo cercando il pelo nell’uovo ma un po’ ci manca la rapidità di interazione e d’uso delle precedenti ColorOS.
Detto questo, l’interfaccia presenta un design moderno e ben curato, con ampie possibilità di personalizzazione soprattutto per quanto riguarda la lockscreen. Tuttavia, dobbiamo segnalare alcune imperfezioni: il font predefinito risulta eccessivamente grande e qua e là nel sistema si incontrano incoerenze estetiche o spazi mal gestiti. La tendina delle notifiche è funzionale ma perfettibile, mentre la parte dedicata alla personalizzazione è sicuramente uno dei punti di forza ma in virtù di questo ampio display, la dimensione del font è troppo grande al primo avvio e purtroppo si può ridurre solo di un ulteriore punto.
Se volete due consigli al primo avvio fate questo:
- andate nelle impostazioni
- cliccate schermo e luminosità
- scorrete verso il basso e modificate: risoluzione schermo su Alto, velocità di aggiornamento schermo su alto, così non avrete app o sezioni dove lo scrolling risulta meno fluido, dimensioni di visualizzazione a Piccola
- Se poi i testi vi sembrano ancora grandi passate infine su Carattere e riducete di un livello
In questa sezione potete anche cambiare font da OPPO Sans a Roboto, se volete quello più classico.

ColorOS 16 integra poi numerose funzionalità potenziate dall’intelligenza artificiale, alcune viste in passate ma che ora supportano anche la lingua italiana. Particolarmente interessante è AI Mind Space, accessibile tramite lo Snap Key fisico (tasto comunque personalizzabile per essere utilizzato con altre funzioni): permette di catturare istantaneamente i contenuti sullo schermo, o registrare un vocale, e si occupa di generare automaticamente titoli e riepiloghi, andando a darci riscontro sulle cose importanti che abbiamo deciso di salvare. Una sorta di assistente come lo abbiamo già visto su Nothing e Motorola.
Altre funzioni AI sono ad esempio la Re-Illuminazione AI che migliora i ritratti in condizioni di scarsa luminosità bilanciando luce e tonalità della pelle con un solo tocco, e chiaramente tutte quelle funzioni introdotte con le precedenti versioni sulla modifica delle immagini o la gestione del testo in pagine web, come traduzione e riassunti.
O+ Connect poi espande le capacità di connettività supportando sia Mac che Windows: si possono gestire i file dal telefono o dal PC, mentre la funzione Screen Mirroring permette di visualizzare e controllare fino a cinque app contemporaneamente usando mouse e tastiera, ideale per il multitasking tra dispositivi.
Tra le app pre-installate troviamo il set di strumenti base di OPPO, alcune applicazioni proprietarie per la gestione dell’account e della community, oltre all’App Market che affianca il Google Play Store. La presenza di bloatware è contenuta e la maggior parte delle app può essere disinstallata o disabilitata secondo le preferenze dell’utente. Ovviamente sono presenti tutti i servizi Google senza alcuna limitazione.

Fotocamera
Il comparto fotografico rappresenta uno dei punti di forza assoluti di OPPO Find X9 Pro. Il sistema Hasselblad Master Camera di nuova generazione è composto da:
- Fotocamera principale: Sony LYT-828 da 50 MP, sensore da 1/1.28″, ottica 23mm f/1.5 con stabilizzazione ottica (OIS) e lente 7P
- Teleobiettivo periscope: Samsung S5KHP5 da 200 MP, sensore da 1/1.56″, ottica 70mm (zoom ottico 3x) f/2.1 con OIS e lente 1G5P
- Ultra-grandangolare: Samsung 5KJN5 da 50 MP, sensore da 1/2.75″, ottica 15mm f/2.0 con autofocus e distanza focale di 3,5 cm, lente 6P
- True Color Camera: 9 canali, 2 milioni di pixel multispettrali, ottica 21mm f/2.4
- Fotocamera frontale: Samsung 5KJN5 da 50 MP, sensore da 1/2.75″, ottica 21mm f/2.0 con autofocus e lente 5P
Il teleobiettivo da 200 MP
La vera chicca del sistema è il teleobiettivo Hasselblad da 200 megapixel. Ogni componente, dal design ottico alla calibrazione del sensore, è stato meticolosamente co-progettato per rispettare i rigorosi standard Hasselblad. L’apertura f/2.1 è sorprendente per essere un tele-obiettivo periscopico e questo significa che è luminoso, producendo scatti notturni puliti con rumore minimo. Grazie al design floating focus poi gli permette di scattare a una distanza minima di messa a fuoco di soli 10 centimetri, trasformandolo anche in un obiettivo macro. Ciliegina sulla torta la modalità Hasselblad Hi-Res e selezionando l’opzione 200MP, si sbloccano immagini con risoluzione 16K che, guardate qui da voi il risultato, questo vermiciattolo sulla fragola è stata una sorpresa anche per me che ho notato solo post scatto.
Grazie al ritaglio intelligente dal sensore ultra-ad-alta-risoluzione, Find X9 Pro mantiene una nitidezza eccezionale anche a distanze estese: a 6x fornisce un’immagine nativa da 50 megapixel tramite crop diretto del sensore, mentre la fotografia computazionale avanzata abilita uno zoom lossless fino a 13,2x. L’algoritmo Super Resolution di OPPO ottimizza automaticamente la chiarezza spingendosi fino a un massimo di 120x.
Fotocamera principale Ultra XDR
Il sensore principale personalizzato LYT-828 da 1/1.28″ co-sviluppato con Sony introduce la tecnologia Real-Time Triple Exposure: per ogni frame, il sensore fonde intelligentemente tre diverse esposizioni in tempo reale, preservando dettagli attraverso ombre, alte luci e mezzi toni, raggiungendo una gamma dinamica di 17 stop. L’apertura f/1.5 ultra-veloce cattura il 30% di luce in più rispetto alla generazione precedente.
True Color Camera
Una novità, poi, è la True Color Camera, un sensore multispettrale dedicato a 8 canali che utilizza i suoi 2 milioni di pixel spettrali per dividere l’immagine in una griglia raffinata 6×8, misurando con precisione le variazioni di temperatura colore attraverso diverse zone. Queste informazioni vengono poi condivise con l’intero sistema fotografico, risultando in una riproduzione cromatica più accurata, specialmente in situazioni difficili come l’atmosfera calda e poco illuminata di un bar o il bagliore vibrante delle insegne al neon di notte.
LUMO Image Engine
Tutti i sensori hardware sono potenziati dal LUMO Image Engine, un sistema di fotografia computazionale rivoluzionario che migliora nitidezza, gamma dinamica e riduzione del rumore mantenendo un tono naturale e fedele alla realtà. Basato su tecnologie proprietarie OPPO come AI Denoise & AI Demosaic, HyperTone Image Engine e Lightning Snap Engine (fino a 10 foto al secondo con sfocatura minima), introduce un’architettura completamente ristrutturata con Parallel Computing che orchestra ISP, NPU, GPU e CPU lavorando simultaneamente sulla stessa immagine, riducendo il carico sulla CPU e il consumo energetico fino al 50%.
Questa efficienza senza precedenti permette a Find X9 Pro di essere il primo smartphone al mondo capace di catturare foto a piena risoluzione da 50 megapixel per default, offrendo una chiarezza a livello 8K oltre quattro volte superiore rispetto a una standard da 12 megapixel. Il sistema è intelligente: in condizioni difficili come scarsa illuminazione passa automaticamente a 25MP o 12MP per ottimizzare il controllo del rumore.
Qualità fotografica
Nella pratica, gli scatti di OPPO Find X9 Pro sono di livello altissimo nel 90% dei casi. La resa è eccellente con buona pulizia dell’immagine, rapidità nell’acquisizione e un software di processing decisamente efficace che non risulta mai eccessivamente invasivo. I colori sono naturali e bilanciati, i dettagli ben preservati e l’esposizione generalmente azzeccata in ogni situazione.
Anche di notte le prestazioni sono molto interessanti: gli scatti non risultano eccessivamente rumorosi e mantengono un buon livello di dettaglio. C’è un discreto intervento dell’AI ma non diventa mai eccessivamente invasivo, preservando un aspetto naturale alle immagini. La modalità notturna dedicata allunga i tempi di esposizione catturando più luce possibile, con risultati convincenti soprattutto dal sensore principale e dal teleobiettivo.
Alcune chicche software includono i filtri nella visualizzazione Master e la possibilità di scattare alla risoluzione massima anche con il 3x da 200 megapixel. La modalità Hasselblad Portrait permette di selezionare liberamente qualsiasi lunghezza focale da 1x (23mm) a 3x (70mm), con ritaglio preciso del soggetto fino ai singoli capelli e bokeh cinematografico che imita le caratteristiche delle lenti classiche Hasselblad.






























































Video
Le capacità video sono altrettanto buone. Tutte le fotocamere, inclusa quella frontale e i tre sensori posteriori, supportano la registrazione 4K a 60fps in Dolby Vision HDR. OPPO ha completamente ottimizzato la pipeline di imaging per garantire stabilizzazione migliorata, autofocus e bilanciamento del bianco automatico più consistenti, e transizioni più fluide quando si passa da una lente all’altra durante la registrazione.
Con la fotocamera principale e il teleobiettivo, Find X9 Pro supporta anche 4K a 120fps in Dolby Vision, ottenuto senza compromettere la stabilizzazione, permettendo di girare video slow-motion di alta qualità con eccezionale stabilità. La stabilizzazione è buona, anche se non perfetta: in ambienti poco illuminati si crea il solito fastidioso micromosso che affligge la maggior parte degli smartphone.
Per i creatori professionali, il dispositivo offre la vera modalità PRO Video con registrazione completa in formato LOG certificato ACES, catturando file piatti e ricchi di dati ideali per la color grading in post-produzione con massimo controllo creativo. L’anteprima LUT integrata permette di visualizzare un grade colore finale in tempo reale mantenendo la massima gamma dinamica possibile.
Una novità assoluta nel settore è la 4K Motion Photo, che porta la risoluzione del video clip da 1080p o 2K a 4K, preservando momenti dinamici con quattro volte la risoluzione. Se la foto di copertina non è perfetta, è possibile selezionare ed estrarre facilmente qualsiasi frame dalla clip video 4K, con ogni frame che costituisce una foto ultra-chiara.

Batteria e autonomia
OPPO Find X9 Pro integra una batteria mostruosa da 7500 mAh, la più grande mai vista su un flagship OPPO e tra le più capienti dell’intero panorama smartphone. Questo risultato è reso possibile dalla batteria Silicon-Carbon di terza generazione con contenuto di silicio del 15%, che offre una densità energetica superiore rispetto alle tradizionali batterie al grafite mantenendo uno spessore di soli 8,25 mm.
Ancora più importante è la durabilità nel tempo: grazie al materiale in carbonio sferico personalizzato da OPPO, secondo l’azienda è progettato per mantenere oltre l’80% della capacità originale anche dopo cinque anni di utilizzo standard, garantendo prestazioni consistenti anno dopo anno. Gli utenti possono anche personalizzare il limite di ricarica da 80% a 100% nelle impostazioni per rallentare ulteriormente l’invecchiamento della batteria.
Nell’utilizzo reale, l’autonomia è semplicemente fuori dal comune: riesce a garantire facilmente due giorni pieni di utilizzo con una singola carica, superando abbondantemente le 9 ore di schermo acceso totali distribuite su questo periodo. Anche con un utilizzo più intenso, in una sola giornata, è impossibile arrivare a sera con l’ansia da batteria scarica superando ampiamente le 10 ore di schermo acceso.
La ricarica è affidata alla tecnologia SUPERVOOC da 80W via cavo, che permette di recuperare ore di utilizzo in pochi minuti. Per maggiore versatilità, il dispositivo supporta anche ricarica rapida fino a 55W con caricabatterie PD di terze parti compatibili. Non mancano la ricarica wireless AIRVOOC da 50W e quella wireless inversa da 10W, offrendo una gamma completa di opzioni per eliminare ogni ansia da autonomia. La velocità di ricarica è soddisfacente anche se non ai vertici assoluti della categoria, ma considerata la capacità della batteria il compromesso è più che accettabile.



Conclusioni
OPPO Find X9 Pro è uno smartphone veramente convincente su tutti gli aspetti, che non rinuncia praticamente a nulla e promette di dare filo da torcere a molti competitor nel 2026. Il comparto fotografico è di livello altissimo con il teleobiettivo da 200 MP che ridefinisce gli standard dello zoom mobile, la batteria da 7500 mAh garantisce un’autonomia fuori dal comune, le prestazioni sono ai vertici della categoria grazie al Dimensity 9500 perfettamente ottimizzato, la memoria è da ben 512 GB e il display rappresenta uno dei migliori attualmente disponibili.
Certo, non è uno smartphone per tutti: le dimensioni e il peso lo avvicinano più alla categoria Ultra che Pro, rendendolo meno pratico per chi cerca un dispositivo compatto.
È disponibile in Italia a partire da fine ottobre 2025 al prezzo di listino di 1.299,99 euro per il taglio da 16/512 GB e, confrontandolo con quanto offerto dalla concorrenza, risulta adeguatamente posizionato e in alcuni aspetti (batteria, zoom fotografico) decisamente superiore. Le promozioni di lancio, che includono coupon sconto fino a 100 euro per chi si iscrive alla newsletter / ha un dispositivo OPPO di cui può fornire l’IMEI come prova, e 50€ di sconto per chi approfitta del trade-in. Inoltre, in omaggio, cuffie Enco X3i Blue, cover e power bank.
In definitiva se cercate uno smartphone flagship completo ed equilibrato, che eccelle soprattutto nella fotografia e nell’autonomia senza compromessi prestazionali, OPPO Find X9 Pro merita seriamente la vostra attenzione. È disponibile all’acquisto sullo store ufficiale di OPPO insieme alle promozioni lancio.
Migliori Offerte - OPPO Find X9 Pro
Pro:
- Batteria mostruosa con autonomia di 2 giorni pieni;
- Comparto fotografico di livello altissimo in collaborazione con Hasselblad;
- Prestazioni da top di gamma senza compromessi.
Contro:
- Peso e dimensioni importanti, poco pratico in mobilità;
- ColorOS 16 con qualche piccolo peccato di gioventù.

