Samsung non smette mai di sfruttare la vena ironica per mettere in ombra Apple. Questa volta lo fa con un nuovo spot social intitolato “A Real Upgrade”, che riprende l’approccio già visto in altri episodi della sua comunicazione: prendere un difetto o una mancanza degli iPhone e mostrarlo in maniera divertente, confrontandolo con ciò che i Galaxy riescono a fare meglio o prima.
La scena è piuttosto semplice ma diretta. Un utente con un Galaxy Z Fold 7 utilizza Galaxy AI per aggiungere digitalmente una maglietta a un proprio scatto in cui appare a torso nudo. Accanto a lui c’è un amico con un iPhone che, non avendo strumenti comparabili, cerca goffamente di ottenere lo stesso risultato coprendosi con un tovagliolo e una foglia. La battuta finale arriva quando l’utente iPhone, stupito, chiede: “Ma l’hai appena… piegato?”, sottolineando quanto il concetto stesso di smartphone pieghevole sia ancora estraneo al mondo Apple.
From “no shirt” to “new shirt” with #GalaxyAI on #GalaxyZFold7.
Unfold what’s possible: https://t.co/I3fOJvDBYH pic.twitter.com/1HTRb5Jrsz
— Samsung Mobile US (@SamsungMobileUS) August 25, 2025
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Una tradizione di frecciatine
Non è certo la prima volta che Samsung sceglie di attaccare frontalmente Apple. Già in passato l’azienda coreana aveva ridicolizzato l’assenza del jack audio, il ritardo nell’introduzione della ricarica rapida o la lenta adozione di display più moderni sugli iPhone. Negli ultimi mesi, tuttavia, i bersagli principali sono diventati due: l’intelligenza artificiale e i foldable.
Google si muove in parallelo con la campagna ironica BestPhonesForever, che immagina il Pixel come “migliore amico” dell’iPhone, salvo poi metterne in evidenza tutti i limiti tecnici. Samsung ha abbracciato una strategia analoga, alzando ulteriormente il tiro grazie all’enorme popolarità dei suoi Galaxy pieghevoli e alle funzionalità di Galaxy AI, percepite da molti come un passo avanti rispetto alla concorrenza.
Se l’ironia fa sorridere, la critica ha anche un fondamento tecnologico. Ad oggi, né Siri né la discussa piattaforma Apple Intelligence hanno dimostrato la stessa maturità dei rivali Galaxy AI o Gemini di Google. L’impressione è che Apple sia ancora nella fase di rodaggio, con funzioni spesso limitate o disponibili solo in inglese, mentre sugli smartphone Android di fascia alta l’AI generativa è già protagonista di diversi scenari pratici. Sul fronte hardware, la distanza è ancora più marcata: Samsung è alla settima generazione di Galaxy Z Fold, affiancata dal Flip, e anche altri marchi come Oppo, Honor e Motorola hanno proposte pieghevoli sul mercato. Apple, invece, non ha ancora presentato alcun iPhone Fold. Le indiscrezioni parlano di un debutto nel 2026, ma nel frattempo la mancanza pesa, soprattutto ora che i foldable non sono più una curiosità ma un segmento in crescita costante.
Marketing pungente, ma con una scadenza
L’arma della satira rischia però di avere data di scadenza. Quando Apple finalmente arriverà con il suo pieghevole e, forse, con una versione rinnovata e potenziata della propria piattaforma AI, la narrazione di Samsung dovrà radicalmente cambiare. Le prese in giro funzionano solo finché il competitor resta indietro; una volta che i gap tecnologici si riducono, serve una comunicazione più orientata sulla superiorità concreta del prodotto.
Non è un caso che alcuni analisti vedano in queste campagne un sintomo di “ansia competitiva”: Samsung sa che Apple, pur arrivando tardi su certi fronti, ha la capacità di ridefinire il mercato e catalizzare l’attenzione di massa, come già accaduto in passato. Prepararsi ora con spot martellanti significa rafforzare il posizionamento di Galaxy come “il vero smartphone d’avanguardia”.
Lo spot “No Shirt” – com’è già stato ribattezzato online – si inserisce perfettamente in una lunga serie di provocazioni reciproche tra le grandi aziende del tech. La differenza è che questa volta il contesto è più competitivo che mai: da un lato Samsung e Google, già allineati nel promuovere AI e pieghevoli come i veri segni distintivi della nuova generazione di smartphone; dall’altro Apple, che deve accelerare per non perdere la tradizionale aura di innovatore.
Per il momento, Samsung può godersi i riflettori e i commenti sui social, sfruttando un’ironia che scatena dibattiti tra fan e detrattori. Ma la vera sfida arriverà quando Apple passerà dalle promesse ai fatti: allora il confronto non sarà più uno scambio di frecciatine pubblicitarie, bensì un duello diretto di prodotti, innovazione e ecosistemi.
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