Recensione Amazfit Cor: la degna erede della Mi Band 2 di Xiaomi

Recensione Amazfit Cor: la degna erede della Mi Band 2 di Xiaomi
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Oggi torniamo a parlare di un gadget interessante, in particolare di una smartband completa e versatile: Amazfit Cor, anche conosciuta con il nome di Band e Midong.
Il nome Amazfit dovrebbe riportarvi alla mente altri prodotti di grande successo da parte della casa cinese, due su tutti Amazfit Watch/Pace (recensione) e Amazfit Bip (recensione).

Amazfit è direttamente legata a Xiaomi ed è per questo che la nuova smartband è stata subito accostata dagli addetti ai lavori alla Xiaomi Mi Band 2, dalla quale eredita il concept e la parte software, migliorandone però la fruibilità grazie a un buon display LCD IPS a colori.

Nella nostra recensione di Amazfit Cor vi raccontiamo tutto ciò che c’è da sapere, pregi e difetti.

Video recensione Amazfit Cor

Design, hardware e materiali di Amazfit Cor

Amazfit Cor si presenta con un ampio vetro Gorilla Glass 3 lavorato 2.5d, che protegge il display LCD IPS da 1,23 pollici con risoluzione 80 x 160 pixel, la parte posteriore della cassa ospita un lettore ottico di battito cardiaco ed è in plastica, mentre tutto attorno allo schermo c’è un profilo in acciaio 316L con finitura lucida sul bordo e opaca sulla superficie frontale.

La smartband è resistente all’acqua fino a 50 mt di profondità e appare solida e ben rifinita, non troppo ingombrante e comoda da indossare dal momento che pesa appena 32 grammi.
Il cinturino è in gomma siliconica ed è sganciabile dalla scocca per essere pulito o sostituito con cinturini alternativi (al momento non ne esistono sul mercato).
Il bracciale è un po’ rigido e non molto confortevole, sarà da valutare meglio nelle giornate estive quando solitamente i materiali assumono un’importanza maggiore.

Il display è di buona qualità, così come il trattamento oleofobico, facciamo però un appunto alla bassa risoluzione che rende visibili senza sforzi i pixel, un aspetto a cui ormai non siamo più abituati e che stona con il resto dei componenti.  Va comunque detto che probabilmente la densità del display è stata un sacrificio obbligato per mantenere una buona autonomia, segnaliamo inoltre che Amazfit Cor non è provvista di sensore di luminosità ambientale e che di conseguenza la retroilluminazione del display va impostata manualmente (sul livello intermedio va sempre bene).

Appena sotto al display c’è un tasto soft touch appena visibile ma non retroilluminato, ha la funzione di “conferma” per la navigazione del sistema, mentre per muoversi tra i menù dovrete effetuare swipe orizzontali e verticali piuttosto intuitivi, nel giro di 2 minuti avrete già imparato tutto il funzionamento.
Per accendere il display basterà ruotare il polso in alto, oppure toccare il tasto soft touch, il riconoscimento delle gesture è veramente preciso.

All’interno del device trovano posto un accelerometro a 3 assi, un modulo Bluetooth 4.1 per la connessione con gli smartphone e una batteria da 170 mAh, non ci sono altri sensori e moduli di connettività.

Autonomia

Uno degli aspetti su cui Xiami ha costruito il successo della MiBand è senz’altro l’autonomia, in questa Amazfit Cor si è fatto l’impossibile per mantenere le performance su buoni livelli ma si è dovuti scendere a patti con un display dalla luminosità generosa a livello massimo.

La capacità del modulo batteria è di 170 mAh e garantisce una piena operatività per almeno 10 giorni, un risultato che sale fino a 15-16 giorni se rinunciamo al rilevamento continuo del battito cardiaco notturno e attiviamo le notifiche al polso solo per le app più importanti.

Funzioni smart

Amazfit Cor si appoggia all’app MiFit che tutti conosciamo, la stessa della MiBand, è compatibile con Android dalla versione 4.4 e con iOS dalla versione 8 in poi.  Attraverso MiFit potrete abilitare il ricevimento delle notifiche per tutte le applicazioni, ricevere avvisi di sedentarietà, monitorare con tante statistiche la qualità del sonno e le attività motorie quotidiane.

La parte software è certamente una delle prerogative di questo prodotto, superiore a tanti competitor blasonati e capace di regalarvi un’esperienza di utilizzo gradevole e completa.

La differenza principale tra una MiBand 2 e la Amazfit Cor è la presenza dello schermo su quest’ultima, una caratteristiche che porta su un livello superiore la visualizzazione delle nofitiche al polso. Non solo potrete sapere chi vi sta chiamando o vi ha scritto un messaggio ma avrete anche una anteprima del testo della mail, chat ecc..

Sussistono comunque grossi limiti rispetto ad un vero e proprio smartwatch: in primo luogo non potrete rispondere in alcun modo alle notifiche e queste permarranno sulla band anche quando le eliminate dal telefono accoppiato, per non rivederle più dovrete eliminarle manualmente attraverso l’apposito comando. Non potrete poi installare applicazioni o personalizzare a fondo la grafica, sono però presenti alcune semplici watch faces da poter scegliere all’interno delle impostazioni.

Spendiamo anche qualche parola per tranquillizzarvi su un aspetto importante, ovvero la lingua di sistema.
Per alcuni mesi la situazione della Amazfit Cor non è stata promettente, la band infatti era disponibile solo in cinese con tutti i disagi del caso, fortunatamente la soluzione al problema è arrivata (con la collaborazione di alcuni italiani volenterosi) e ad oggi potrete facilmente impostare la lingua italiana seguendo questa guida. 

Nelle ultime settimane c’è stata un’ulteriore evoluzione grazie al supporto ufficiale alla lingua inglese, attivabile di default senza dover compiere particolari operazioni.

Vi lasciamo anche il link ad un articolo realizzato dal nostro Irven che vi indica un paio di applicazioni alternative a MiFit per migliorare ancor di più l’esperienza di utilizzo della Amazfit Cor.

Funzioni fitness e sport

Partiamo dal presupposto che la Amazfit Cor non è pensata primariamente per la pratica sportiva, è tutt’altro oggetto rispetto ad Amazfit Bip, non ha il GPS e ha un lettore di battito cardiaco non troppo preciso, in linea comunque con le altre smart band sul mercato.

Tramite MiFit potrete comunque avviare il monitoraggio manuale di una attività sportiva, scegliendo tra running, taps roulant, ciclismo e camminata ma sarete costretti a portarvi anche lo smartphone per ottenere un tracking preciso del percoso.
Il conteggio dei passi sarà abbastanza accurato, abbiamo verificato un margine di errore di circa 10 passi ogni 300 realmente effetuati.

Direttamente dalla band è possibile avviare il monitoraggio di una generica attività, della quale verrà tenuta traccia dei passi, delle calorie bruciate e del battito cardiaco senza soluzione di continuità. Sempre dalla stessa schermata potrete anche mettere in pausa e addirittura attivare la pausa automatica.

Riguardo l’attività sportiva tenete presente che non è possibile salvare sulla band file musicali e chiaramente non è possibile riprodurre musica via Bluetooth.
Il bracciale però può immagazzinare dati senza alcun problema per diversi giorni anche senza essere sincronizzato con lo smartphone.

Le funzioni di monitoraggio dei passi e della qualità del sonno sono molto accurate, abbiamo riscontrato una precisione sopra la media per entrambe le attività.

In conclusione

Concludiamo la recensione di Amazfit Cor, in offerta su Gearbest a circa 40€. 

Si tratta di un gadget adatto a tutti, costruito molto bene e decisamente superiore alla stragrande maggioranza delle alternative sotto i 100€.
La Amazfit Cor ha superato la prova delle nostre aspettative e rappresenta un giusto step in avanti rispetto alla MiBand, nonostante venga meno l’estrema essenzialità della versione 1 e 2 che ne avevano segnato la fortuna.

Pagella

9.2
Ergonomia
7.5
Hardware
7.2
Software
6.2
Display
10
Batteria
10
Qualità/Prezzo
7.7
Materiali
8.1
Esperienza Utente
8.7
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