Recensione Xiaomi Mi Band 2: il giusto step in più

Recensione Xiaomi Mi Band 2: il giusto step in più
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Recensione Xiaomi Mi Band 2 – Negli ultimi giorni abbiamo provato la nuova versione della smartband di Xiaomi, denominata Mi Band 2.

Si tratta di uno dei fitness tracker più apprezzati e diffusi tra i geek di tutto il mondo: con le oltre 3,7 milioni di unità vendute con la sola versione 1S si è conquistato una fetta importante del mercato grazie al prezzo onesto e alle funzionalità interessanti di cui gode, soprattutto se paragonato a prodotti ben più costosi.

Mi Band 2 rispetto al passato è una piccola rivoluzione positiva, pur mantenendo i tratti salienti che hanno da sempre contraddistinto la linea. Dai nostri test è quindi emerso un valido prodotto, con ancora tanti problemi software da risolvere ed enormi potenzialità.

Non vi sveliamo altro e vi lasciamo alla nostra video recensione e ad altri dettagli nel prosieguo di questo articolo.

Video recensione di Xiaomi Mi Band 2

Design e materiali

Xiaomi Mi Band 2 assomiglia molto ai predecessori, è costituito da un bracciale in gomma con tanti fori per la regolazione sul polso e da una capsula impermeabile che racchiude i sensori.
Il cinturino è stato migliorato leggermente, risulta morbido ma nel contempo solido nel punto di incastro della capsula, dove è stato aggiunto un anello rigido per evitare che il cuore del Mi Band 2 possa fuoriuscire inavvertitamente.

Il meccanismo di regolazione è semplice ma efficace, la chiusura a bottone è più piccola rispetto al passato e più salda. Ci sono tanti fori per la regolazione sul polso, tanto che la sua misura standard può adattarsi senza problemi a tutte le taglie.

Al polso risulta discreto seppur si faccia notare, non ha dimensioni esagerate e si indossa bene anche se si ha il polso piccolo. Non è un bracciale oltremodo elegante, tuttavia potrebbe ben figurare anche in situazioni formali.

La vera novità rispetto allo scorso modello è rappresentata dal display OLED, protetto da un vetro che ricopre tutta la parte superiore, appena sotto un visibile tasto soft touch con finitura metallica a cerchi concentrici, davvero bello.

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Hardware e Display

Merita un paragrafo a parte il display, si tratta di una unità OLED da 0,42 pollici che è capace di visualizzare diverse schermate informative. La visibilità è buona al chiuso e alla sera, mentre in pieno giorno all’aperto si fa fatica a leggere.

Un problema che abbiamo riscontrato è il tempo estremamente ridotto con cui il display rimane acceso per mostrare informazioni, sia che si tratti di una notifica che della schermata di avviso di sedentarietà, la visualizzazione è troppo breve e spesso ci perderemo quel che è successo. In un secondo momento non sarà più possibile tornare indietro per visualizzare il messaggio, dovremo necessariamente fare riferimento allo smartphone.

Per attivare lo schermo possiamo sfiorare il tasto soft-touch oppure alzare il braccio con il movimento che normalmente eseguiamo per controllare l’ora sull’orologio.
Abbiamo trovato particolarmente interessante la presenza dello schermo e del tast poichè ampliano enormemente le potenzialità del dispositivo, portandolo da strumento passivo a strumento attivo, con cui possiamo eseguire alcune operazioni senza ricorrere allo smartphone accoppiato.

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Basti pensare al controllo dell’ora, oppure al rilevamento della frequenza cardiaca manuale oppure al semplice controllo dello stato della batteria. Ora che Mi Band 2 è dotato di un apparato per l’interazione con l’utente, gli sviluppatori indipendenti si potranno sbizzarrire nel creare app che sfruttino completamente le funzionalità.

All’interno della capsula resistente ad acqua e polvere con certificazione IP67, sono presenti un accelerometro, un modulo bluetooth e la batteria. Lo schermo è saldato direttamente sulla scheda madre.

Autonomia e ricarica

Mi Band 2 può contare su una batteria da 70 mAh, decisamente rinforzata rispetto ai 45 mAh del vecchio modello. Si ricarica via USB tramite un cavetto adattatore in circa mezz’ora. Vi consigliamo di non collegarla mai all’alimentatore con cui ricaricate lo smartphone, è più che sufficiente la ricarica fornita dalla porta usb del pc.

L’autonomia dichiarata è di circa 20 giorni, noi abbiamo riscontrato addirittura qualcosa in più ma il valore è influenzato dalla frequenza delle notifiche e delle misurazioni del battito cardiaco. Un valore attendibile si attesta tra i 20 e i 25 giorni, con utilizzo al 100%.  Se effettuerete molte sessioni di corsa, situazione durante la quale il sensore di battito cardiaco entra in modalità di misurazione continua, l’autonomia scenderà drasticamente (circa il 6-8% di  carica per un’ora di corsa).

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Fitness tracker

Xiaomi ha riservato molta cura nell’affinamento dell’algoritmo di tracciamento dei movimenti. Se con Mi Band 1 e 1S i dati risultavano altamente approssimativi, con questa versione arriveremo a fine giornata con un valore di ragionevole precisione.

Non è semplice stabilire con certezza quanto sia lo scarto medio tra i passi effettivi e quelli misurati, tuttavia in diverse situazioni abbiamo notato una precisione elevata, tanto da sbagliare di appena 15 passi su circa 500 reali (apprezzate lo sforzo?). Il che ci porta a stimare circa 200 passi di scarto su una giornata media in cui ne realizziamo 8000.

Il rilevamento del sonno è preciso ma risente di alcuni bug importanti nel software, in alcune occasioni abbiamo riscontrato una attendibilità elevata, in altre situazioni completamente fuori target.
Abbiamo per esempio provato a puntare una sveglia in piena notte, alzarci e fare una piccola passeggiata in casa per controllare al mattino seguente i risultati. Come avrete intuito Mi Band 2 non si è accorto di nulla nonostante avessimo attivato il rilevamento automatico del battito cardiaco, che dovrebbe aiutare il software nel capire quando siamo svegli.

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In un paio di notti abbiamo riscontrato un notevole errore nelle fasi appena precedenti e appena successive al sonno, se ad esempio rimanete seduti sul divano o lavorando alla scrivania dopo le 23 circa, Mi Band 2 andrà in confusione registrando brevi sessioni di sonno leggero.

Il sensore di battito cardiaco è abbastanza accurato, dopo numerosi raffronti con un Polar RC3 con fascia cardio siamo arrivati alla conclusione che generalmente lo scarto tra lo sportwatch e il Mi Band 2 non supera i 5 bpm, per lo meno quando la misurazione avviene senza disturbi.
Questa precisazione è dovuta al fatto che un buon 50% delle misurazioni falliscono oppure danno valori totalmente fuori norma, e ciò si verifica specialmente quando non rimaniamo completamente fermi durante la misurazione.

La misurazione della frequenza cardiaca avverrà sempre a spot e non in modo continuativo. Potremo attivarla dalla band oppure dall’app sullo smartphone.

Funzioni smart

Xiaomi Mi Band 2 può essere considerata una smartband nella misura in cui è capace di portare al vostro polso, le notifiche dello smartphone a cui è accoppiato. Visto il particolare schermo OLED non potrete leggere il testo del messaggio o rispondere, però verrà visualizzata una piccola icona corrispondente all’app che ha generato la notifica.

Su Android potrete scegliere fino a 5 app che potranno trasmettere notifiche, oltre a SMS, Mail e chiamate che sono abilitate in una sezione a parte. Su iOS le app selezionabili non sono tutte ma son pur presenti le principali dedicate alla messaggistica e social.

Abbiamo riscontrato anche qui notevoli problemi software sul robottino verde: alcune notifiche vengono perse e la maggior parte delle volte l’icona visualizzata sullo schermo di Mi Band 2 non è corretta. In particolare i bug sono relativi alle app di messaggistica online, che vengono riconosciute come app di sms e non portano a notifiche se queste ultime non sono effettivamente state abilitate nelle impostazioni.
In altre parole non riceverete notifiche per WhatsApp se non abilitate quelle per sms e nel contempo ogni messaggio della chat verrà notificato come un sms.

Altra funzione smart è quella della sveglia, che però non agisce in accordo con quella di sistema del telefono. Sono due elementi totalmente indipendenti per cui dovrete ricordarvi di impostarla sia sul bracciale che sullo smartphone se non volete rischiare di rimanere a letto.

Funzioni sportive: modalità corsa

Sì, Mi Band 2 può sfruttare un’avanzata modalità di corsa. Possiamo decidere di utilizzare lo smartphone per registrare una traccia GPS, mentre passi, distanza e ritmo vengono calcolati direttamente dalla smartband.

Sorprendentemente i risultati sono piuttosto attendibili, abbiamo effettuato il confronto con un Polar RC3, sportwatch dotato di GPS e fascia cardio.
Su circa 6 Km registrati in una zona aperta e senza ostacoli per il GPS, la band ha sbagliato di soli 60 metri e anche il ritmo medio è stato molto vicino alla realtà, così come la frequenza cardiaca.
I risultati sono positivi se rimaniamo in un ritmo medio tra i 5 min/km e i 5.40 min/km mentre se andiamo un po’ più veloci o più lenti la discrepanza comincia ad essere importante, specialmente se allunghiamo il passo aumentando la velocità.

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Al momento dobbiamo segnalarvi che questa modalità ha gravi bug per cui risulta quasi inutilizzabile, spesso manda in crash l’applicazione e comunque non mantiene in memoria le sessioni di corsa già ultimate. Problemi anche con il gps dello smartphone che saltuariamente non viene riconosciuto.

Attenzione: l’applicazione ufficiale MiFit per Android e iOS non supporta la modalità corsa. E’ necessario scaricare la versione beta sulla quale la funzione è già stata abilitata (solo per Android) è possibile seguire questo link: Mi Fit apk.

Parte software: Mi Fit app

Su Android e iOS la sincronizzazione e il dialogo di Mi Band 2 con lo smartphone avviene tramite l’app gratuita MiFit. Sono compatibili i device dotati di Android 4.4 e successive o gli iPhone animati dalle versioni successive alla 7 di iOS.

Come segnalato nei paragrafi precedenti, i bug che la affliggono sono veramente numerosi. Questo aspetto ci ha lasciato relativamente sorpresi dal momento che la casa cinese è solita rilasciare versioni software poco stabili e non esenti da bug e ci lascia tranquilli sul futuro poichè generalmente i vari problemi vengono risolti nel giro di poco tempo.

La grafica è stata rivista, risultando ora più intuitiva e chiara, permangono ancora traduzioni grossolane e qualche difetto nell’impaginazione. Sempre molto accurate le schede relative alle statistiche di passi, sonno e battito cardiaco. Molto buona anche la possibilità di sincronizzazione con Google Fit.

In conclusione

La Xiaomi Mi Band 2 è finalmente un prodotto ben riuscito dopo alcune perplessità che ci aveva lasciato la versione 1S. L’aggiunta dello schermo e del tasto soft touch sbloccano nuovi scenari sulle funzionalità della smartband e permettono agli sviluppatori indipendenti di scatenarsi nel cercare di sfruttare tutte le potenzialità dell’hardware. Non tarderanno ad arrivare app alternative a Mi Fit (almeno su Android)

Il prezzo è cresciuto e in queste prime settimane si aggira attorno ai 50 € spese di importazione incluse, tuttavia si tratta di un aumento più che giustificato dalla migliore qualità costruttiva e dalle nuove funzionalità che sono state aggiunte senza andare a perdere le peculiarità dei precedenti modelli, accomunati da un’autonomia elevata e dalla semplicità del design.

Se siete in cerca di un regalo carino e originale, il Mi Band 2 è ciò che fa per voi, è adatto a tutti, appassionati e non. L’unità che abbiamo usato per i test ci è arrivata da GearBest, dove è possibile acquistarlo a 37.99€, ma vi segnaliamo anche il nostro articolo in cui abbiamo raccolto le migliori offerte per Xiaomi Mi Band 2.

Pagella

9.0
Ergonomia
7.5
Hardware
7.0
Software
6.5
Display
10
Batteria
10
Qualità/Prezzo
7.5
Materiali
8.0
Esperienza Utente
8.4
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