Qualcomm ha appena annunciato una nuova partnership strategica con Google che porterà le potenzialità della piattaforma Snapdragon X Elite già nella prima generazione di Googlebook, i notebook Android del nuovo corso che ruotano attorno a Gemini Intelligence.
Mentre produttori come Acer, ASUS e Lenovo hanno messo a punto macchine basate su piattaforme Intel Core Ultra 3, altri produttori come Dell e HP hanno scelto la piattaforma del colosso statunitense per le loro prime proposte di questo nuovo segmento. Andiamo a scoprire tutti i dettagli.
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Qualcomm e Google insieme per i Googlebook con Snapdragon X Elite
Come anticipato in apertura, Qualcomm ha annunciato una partnership con Google che porta la piattaforma Snapdragon X Elite nei primi Googlebook, i notebook Android del “nuovo corso” plasmati attorno a un sistema operativo fortemente intriso di intelligenza artificiale che il colosso di Mountain View ha annunciato in anteprima nell’antipasto al Google I/O 2026 dello scorso maggio.
Questa nuova categoria di laptop premium abilita esperienze multi-dispositivo con smartphone e tablet Android dotati di SoC Snapdragon, supportando applicazioni e giochi nativi del sistema Android con l’obiettivo di creare un ecosistema senza soluzione di continuità.
I Googlebook basati sulla piattaforma Snapdragon X Elite combinano le potenzialità di IA di Gemini con le già note prestazioni, efficienza e connettività della piattaforma targata Qualcomm.
Gli utenti potranno sfruttare funzioni come Cast my Apps, Magic Pointer e Rambler che permetteranno loro di essere più produttivi e di fare di più senza interrompere il flusso di lavoro: il dispositivo mostrerà informazioni rilevanti prese da email, calendario o dai contenuti presenti a schermo.
Nasce così una sorta di “ecosistema Android globale” che permette agli utenti di creare, imparare e persino giocare su dispositivi con SoC Snapdragon, con persino le popolari funzionalità Snapdragon Elite Gaming (come frame rate più elevati e grafica migliorata), ora disponibili anche sui laptop Googlebook con Snapdragon X Elite e non solo sugli smartphone flagship.
Le parole dei protagonisti
Di seguito riportiamo le parole di Kedar Kondap, vicepresidente senior e general manager della divisione Compute & Gaming presso Qualcomm, e di John Solomon, vicepresidente e Direttore Generale delle divisioni Laptop, Tablet e Android Enterprise presso Google.
“Le capacità di intelligenza artificiale all’avanguardia di Snapdragon X Elite hanno trasformato il personal computing e creato nuove opportunità per esperienze più intelligenti, personalizzate e produttive. Snapdragon X Elite offre prestazioni ed efficienza straordinarie, ora abbinate al supporto per app e giochi Android nativi per gli utenti di Google Book. Siamo orgogliosi di collaborare con Google e con i principali produttori OEM globali, a partire da Dell e HP, per abilitare le funzionalità all’avanguardia di questa nuova categoria di laptop basati su Snapdragon e progettati per la continuità multi-dispositivo per gli utenti di telefoni Android con processore Snapdragon.”
Kedar Kondap
Qualcomm Technologies
“Googlebook è una nuova categoria di laptop progettata per integrarsi perfettamente con i dispositivi Android che i nostri utenti utilizzano quotidianamente. Grazie alla collaborazione con Qualcomm Technologies, Inc., Snapdragon X Elite offre le incredibili prestazioni, l’autonomia della batteria per tutta la giornata e l’efficienza della NPU necessarie per dare vita a questo ecosistema, consentendo l’utilizzo di app Android native, una connettività fluida tra dispositivi e le intuitive funzionalità di intelligenza artificiale Gemini che mantengono gli utenti produttivi e concentrati sul proprio lavoro.”
John Solomon
Google
I primi Googlebook con Snapdragon X Elite sono pre-ordinabili
I primi Googlebook realizzati da Dell e HP su base Snapdragon X Elite, così come tutti gli altri modelli appena annunciati, sono già disponibili al pre-ordine.
La disponibilità effettiva è prevista per il 4 ottobre prossimo negli Stati Uniti e per il giorno seguente in Canada, Regno Unito, Irlanda, Francia, Germania e Australia. Almeno in questa prima fase, l’Italia resta fuori dai giochi.
