Il Nothing Phone (2) non riceverà Android 17 e, dopo le recenti discussioni nate attorno alla distribuzione di Nothing OS 5.0, è stato direttamente Carl Pei a spiegare il motivo della scelta, fornendo anche alcune considerazioni decisamente interessanti sul futuro dell’azienda. Il CEO di Nothing ha infatti partecipato a una recente sessione AMA su Reddit, durante la quale ha risposto alle domande della community affrontando diversi argomenti, dagli aggiornamenti software alla monetizzazione, passando per il design dei dispositivi e la strategia dell’azienda sul mercato statunitense.

Proprio la questione del Nothing Phone (2) ha attirato una particolare attenzione, visto che il dispositivo è stato escluso dalla roadmap di Nothing OS 5.0, versione basata su Android 17. Una decisione che ha lasciato delusi diversi proprietari dello smartphone, convinti che il dispositivo avrebbe potuto ricevere ancora un’importante versione di Android.

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Il Nothing Phone (2) si ferma ad Android 16

La spiegazione fornita da Carl Pei è legata principalmente al supporto hardware e software del Nothing Phone (2), secondo il CEO, il kernel utilizzato dallo smartphone è ormai troppo vecchio e il produttore di chipset non supporterà Android 17 sul dispositivo.

Questo significa che il Nothing Phone (2) concluderà il proprio ciclo di aggiornamenti principali con Android 16, senza quindi ricevere Nothing OS 5.0 basato sulla nuova versione del sistema operativo di Google.

La decisione, per quanto possa risultare deludente per gli utenti, è comunque coerente con quanto promesso originariamente da Nothing; al momento del lancio infatti, l’azienda aveva garantito tre importanti aggiornamenti del sistema operativo per Nothing Phone (2), oltre agli aggiornamenti di sicurezza previsti fino al 2027.

Nel corso della sessione AMA, Pei aveva inizialmente affermato che il dispositivo avesse ricevuto quattro importanti aggiornamenti, citando Android 13, Android 14, Android 15 e Android 16, ma successivamente ha corretto la propria dichiarazione. Il telefono ha infatti ricevuto tre aggiornamenti principali rispetto alla versione di Android con cui era stato lanciato, rispettando quindi l’impegno iniziale dell’azienda. Il supporto non termina comunque completamente con Android 16, il Nothing Phone (2) continuerà a ricevere aggiornamenti di sicurezza fino a luglio 2027.

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Carl Pei ammette che Nothing deve cambiare alcune cose

La parte forse più interessante dell’AMA però, riguarda alcune ammissioni dello stesso Carl Pei sulle strategie adottate da Nothing negli ultimi anni. Rispondendo alle critiche degli utenti sull’installazione semi-obbligatoria di alcune applicazioni e giochi sugli smartphone dell’azienda, il CEO ha riconosciuto che Nothing dovrebbe ridimensionare questo tipo di pratiche e trovare un equilibrio migliore tra la necessità di monetizzare il software e il valore offerto agli utenti.

Un’ammissione particolarmente significativa, considerando che Nothing sta cercando nuove modalità per generare ricavi anche al di fuori della semplice vendita dell’hardware.

Pei ha inoltre definito Nothing, almeno sotto alcuni aspetti, strategicamente pigra, spiegando come l’azienda sia stata molto concentrata sulle questioni tattiche senza dedicare sempre la stessa attenzione alla strategia complessiva. La direzione che Nothing dovrebbe seguire in futuro, secondo il suo CEO, è quindi quella del meno ma meglio.

Un approccio che potrebbe avere conseguenze anche sulle funzionalità software che l’azienda decide di sviluppare. Alcune caratteristiche, come Shared Widgets ed Essential Search, non sembrano infatti essere tra le priorità attuali.

Nothing vuole ritrovare lo spirito del Phone (1)

Tra le dichiarazioni più interessanti di Carl Pei c’è anche quella relativa al design degli smartphone Nothing, l’azienda ha modificato progressivamente il proprio linguaggio estetico rispetto al primo Nothing Phone (1), ma il CEO ha ammesso che forse questo cambiamento è avvenuto troppo rapidamente.

Pei ha raccontato di aver recentemente spiegato al proprio team la necessità di ritrovare quello spirito che aveva caratterizzato l’epoca del Phone (1). Non significa necessariamente tornare a produrre una copia del primo smartphone dell’azienda, quanto piuttosto recuperare alcuni degli elementi che avevano contribuito a rendere particolarmente riconoscibili i primi prodotti Nothing.

Anche il Glyph potrebbe essere coinvolto in questo processo di riscoperta dell’identità digitale, Pei ha mostrato interesse per l’eventuale ritorno della vecchia animazione del Glyph associata al comando Ok Google, anche se al momento si tratta solamente di un’idea e non di una funzionalità ufficialmente confermata.

L’impressione è quindi quella di un’azienda che sta cercando di capire come evolversi senza perdere quegli elementi distintivi che l’avevano resa interessante agli occhi degli appassionati.

La sfida più grande resta il mercato statunitense

Un altro tema affrontato da Carl Pei riguarda l’espansione di Nothing negli Stati Uniti, l’azienda sta crescendo nel mercato americano, ampliando il proprio team e le partnership commerciali, con il lancio nazionale presso Best Buy indicato come uno degli esempi di questa strategia. La vera difficoltà però, è capire quale debba essere il motivo per cui un consumatore statunitense dovrebbe scegliere uno smartphone Nothing.

Secondo Pei, l’azienda ha già trovato un posizionamento convincente nel settore degli auricolari e dei prodotti audio, mentre la situazione è più complessa per gli smartphone; un telefono Nothing infatti, non può limitarsi a essere l’ennesima alternativa ad Apple, Samsung o Google, dovrebbe riuscire a fare qualcosa meglio di un iPhone, almeno in un ambito realmente importante per gli utenti. Ed è proprio questo elemento che Nothing deve ancora individuare con chiarezza.

Nel frattempo l’azienda continua a valutare nuovi prodotti, la linea CMF potrebbe tornare, mente un Nothing Watch trasparente sarebbe stato vicino al lancio nel corso di quest’anno, prima che l’azienda decidesse di prendersi ulteriore tempo per maturare il progetto. Non sembra invece essere nei piani un laptop Nothing basato su Windows.

Anche l’intelligenza artificiale rimane un settore di interesse per Carl Pei, sebbene il CEO abbia espresso qualche preoccupazione sulla direzione che sta prendendo il mercato. L’obbiettivo di Nothing sarebbe quello di utilizzare l’IA per rendere gli utenti più intelligenti, creativi e capaci, evitando invece di aggiungere funzioni basate sull’intelligenza artificiale semplicemente perché sono diventate una tendenza.

Per ora quindi, la questione del Nothing Phone (2) rappresenta soltanto una parte di una riflessione più ampia sul futuro dell’azienda. Nothing ha rispettato la promessa iniziale relativa ai tre aggiornamenti principali del dispositivo, ma le parole di Carl Pei lasciano intendere che il produttore stia contemporaneamente rivalutando alcune delle proprie scelte, dal software alla monetizzazione, fino all’identità estetica dei suoi prodotti.

Il principio del meno ma meglio potrebbe diventare la nuova direzione dell’azienda, con l’obiettivo di tornare a concentrarsi su ciò che aveva reso Nothing particolarmente riconoscibile agli inizi.