Google continua ad ampliare le possibilità di Gemini Spark, il suo assistente pensato per eseguire attività complesse e articolate in autonomia, e introduce una novità particolarmente interessante per chi utilizza frequentemente Google Foto; l’app di Google entra infatti tra le applicazioni che Gemini Spark può controllare direttamente, permettendo all’intelligenza artificiale di cercare, selezionare, modificare, organizzare e condividere foto e video attraverso un’unica richiesta.
L’integrazione permette di trasformare una semplice istruzione in un vero e proprio flusso di lavoro composto da più operazioni consecutive. L’utente può, per esempio, chiedere a Gemini di individuare le fotografie migliori di un determinato evento, migliorarle, inserirle in un album e preparare successivamente un messaggio con il collegamento all’album. Il tutto senza dover eseguire manualmente ogni singolo passaggio.
La nuova funzione viene distribuita gradualmente agli abbonati Google AI Pro e Ultra negli Stati Uniti e, almeno nella fase iniziale, è disponibile esclusivamente in inglese attraverso l’app mobile Gemini e il sito gemini.google.com; è inoltre necessario avere almeno 18 anni, risiedere negli Stati uniti e collegare Google Foto a Gemini Apps.
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Gemini Spark può cercare, organizzare e modificare automaticamente le fotografie
Una delle possibilità più interessanti dell’integrazione riguarda la ricerca all’interno della libreria fotografica. Gemini Spark può individuare foto e video sulla base di soggetti, luoghi, date o eventi specifici e può anche selezionare gli scatti migliori, eliminando dalla selezione eventuali duplicati.
Questo significa che non sarà più necessario scorrere manualmente centinaia di fotografie per trovare quelle relative a una determinata occasione, sarà sufficiente descrivere ciò che si sta cercando e lasciare che Gemini analizzi la libreria per individuare i contenuti più pertinenti.
Il sistema può inoltre creare nuovi album, sia privati che condivisi, e inserire automaticamente al loro interno le immagini selezionate; è quindi possibile trasformare una richiesta generica in una sequenza di azioni che coinvolge ricerca, selezione e organizzazione dei contenuti.
Anche la condivisione può essere gestita da Gemini Spark, l’assistente può aggiungere o inviare i link agli album condivisi attraverso applicazioni connesse come Gmail, Google Documenti e Messaggi, estendendo quindi il flusso di lavoro oltre la semplice gestione della libreria fotografica.
Gemini Spark non si limita a trovare e organizzare le immagini, ma può anche intervenire direttamente sui contenuti. L’intelligenza artificiale può migliorare rapidamente la qualità delle fotografie, applicare correzioni e creare collage o immagini stilizzate.
C’è però un dettaglio importante per quanto riguarda le fotografie originali: Gemini Spark non modifica né sovrascrive l’immagine originale presente in Google Foto, quando viene richiesta una modifica il sistema crea una nuova copia e applica l’intervento su quest’ultima, lasciando quindi intatto il file originale.
Questa possibilità rende particolarmente interessante l’utilizzo di prompt composti da più operazioni, un utente può, per esempio, chiedere di individuare le fotografie migliori di una vacanza, migliorare quelle scattate in spiaggia, inserirle in un nuovo album e preparare una comunicazione contenente il relativo link.
La stessa logica può essere applicata a eventi come feste, viaggi o occasioni personali, consentendo a Gemini di occuparsi non soltanto della selezione delle fotografie, ma dell’intero processo che porta dalla libreria originale al contenuto pronto per essere condiviso.
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Gemini può anche estrarre informazioni dalle immagini e gestire attività complesse
L’integrazione tra Gemini Spark e Google Foto non riguarda esclusivamente la gestione dei ricordi personali, l’assistente può infatti utilizzare il contenuto delle fotografie come punto di partenza per altre attività. Gemini può individuare immagini specifiche ed estrarre il testo presente al loro interno, le informazioni ottenute possono essere riassunte o riformattate all’interno di un documento Google oppure utilizzate per completare un’altra attività.
Un esempio particolarmente significativo riguarda la possibilità di fotografare un programma di eventi e chiedere a Gemini di confrontare le informazioni contenute nell’immagine con il proprio calendario, in questo modo, l’assistente può utilizzare contemporaneamente i dati personali nella fotografia e quelli disponibili nelle applicazioni collegate per arrivare a una risposta.
La stessa tecnologia può essere sfruttata per automatizzare attività ricorrenti, Gemini Spark permette infatti di programmare flussi di lavoro da eseguire periodicamente in background, come la creazione automatica di album mensili contenenti i momenti migliori oppure l’organizzazione delle fotografie delle ricevute. È proprio la combinazione delle diverse funzioni a rendere questa novità più interessante rispetto alla semplice integrazione tra un assistente IA e un’applicazione fotografica.
Gemini Spark è stato pensato per gestire attività multi-fase, quindi l’utente può descrivere il risultato desiderato senza dover necessariamente indicare manualmente ogni singola operazione. Una richiesta può partire dalla ricerca delle fotografie, passare attraverso la selezione e la modifica, arrivare alla creazione di un album e concludersi con la preparazione di una comunicazione.
Google propone, per esempio, un flusso nel quale Gemini seleziona le 15 fotografie migliori di un viaggio alle Hawaii, migliora gli scatti realizzati sulla spiaggia, li inserisce in un album condiviso e prepara un’email contenente il link. Un altro esempio prevede invece la selezione delle fotografie e dei video migliori di una festa, la creazione di un album condiviso e la preparazione di una bozza di email destinata agli invitati.
La programmazione permette inoltre di andare oltre le richieste occasionali. L’utente può indicare un momento specifico o un evento dopo il quale avviare una determinata attività, trasformando Gemini Spark in uno strumento capace di occuparsi periodicamente della propria libreria fotografica.
Google pensa anche alla sicurezza: ecco quando Gemini chiede conferma
Un sistema capace di accedere alla libreria personale di Google Foto e di eseguire automaticamente operazioni al suo interno deve necessariamente prevedere alcune protezioni, e Google ha introdotto diversi meccanismi per ridurre il rischio di modifiche o condivisioni indesiderate.
Come detto, le fotografie originali non vengono mai sovrascritte, ogni modifica viene effettuata su una copia; anche gli album creati da Gemini Spark sono privati per impostazione predefinita e rimangono quindi visibili soltanto all’utente.
Prima di compiere determinate operazioni che possono avere conseguenze verso l’esterno, inoltre, Gemini richiede un’autorizzazione. È il caso della condivisione degli album e dell’invio delle email, due azioni che non vengono quindi eseguite automaticamente senza una conferma da parte dell’utente. La combinazione tra automazione e conferme dovrebbe consentire di delegare a Gemini una parte consistente del lavoro mantenendo comunque il controllo sulle operazioni più sensibili.
L’integrazione con Google Foto è attualmente in fase di distribuzione graduale e potrebbe quindi non essere ancora disponibile per tutti gli utenti idonei, Google specifica che la funzione è riservata agli utenti maggiorenni residenti negli Stati Uniti, con alcune limitazioni territoriali, e che richiede un abbonamento Google AI Pro o Ultra compatibile con Gemini Spark.
Per utilizzare le funzioni di Google Foto è inoltre necessario collegare il servizio a Gemini Apps. Nella fase attuale l’integrazione è disponibile solamente in inglese e può essere utilizzata nell’app mobile Gemini oppure attraverso il sito.
L’arrivo di Google Foto all’interno di Gemini Spark rappresenta quindi un altro passo verso un utilizzo dell’intelligenza artificiale sempre meno legato alla semplice conversazione, Gemini non si limita più a suggerire cosa fare, ma può intervenire direttamente sui contenuti, collegare informazioni e portare avanti attività composte da numerosi passaggi.
Per Google Foto, in particolare, questo potrebbe significare trasformare una libreria fotografica spesso difficile da gestire manualmente in uno spazio che l’intelligenza artificiale può organizzare e mantenere nel tempo, lasciando all’utente soprattutto il compito di indicare quale risultato desidera ottenere.

