La Commissione Europea ha inflitto ad AliExpress una multa da 550 milioni di euro per violazione del Digital Services Act (DSA), il regolamento che disciplina le responsabilità delle grandi piattaforme online nell’Unione Europea. Si tratta della sanzione più elevata mai comminata finora nell’ambito della normativa europea e rappresenta un nuovo tassello nella strategia di Bruxelles per rafforzare i controlli sui grandi marketplace digitali.

Secondo la Commissione, la piattaforma di e-commerce del gruppo Alibaba non avrebbe adottato misure adeguate per valutare e ridurre i rischi derivanti dalla vendita di prodotti illegali, contraffatti o potenzialmente pericolosi, consentendo a numerosi articoli non conformi di rimanere disponibili per gli utenti europei anche dopo essere stati segnalati.

La decisione arriva inoltre a pochi giorni dall’introduzione del nuovo dazio fisso di 3 euro sui pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da piattaforma come AliExpress, Temu e Shein, ulteriore segnale della crescente attenzione dell’Unione Europea nei confronti dell’e-commerce internazionale.

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Le contestazioni della Commissione Europea

La multa conclude un procedimento formale avviato dalla Commissione nel marzo del 2024 per verificare il rispetto del Digital Services Act da parte di AliExpress, dopo mesi di indagini Bruxelles è giunta alla conclusione che la piattaforma non abbia rispettato alcuni degli obblighi più importanti previsti dalla normativa europea, in particolare quelli relativi alla valutazione e alla mitigazione dei rischi sistemici legati alla diffusione di prodotti illegali.

Secondo la Commissione, AliExpress avrebbe innanzitutto sottovalutato la portata del problema, sovrastimando l’efficacia dei propri sistemi di moderazione e non valutando correttamente se il numero di operatori incaricati di controllare le inserzioni fosse sufficiente rispetto all’enorme volume di prodotti pubblicati ogni giorno. Questa sproporzione tra il personale disponibile e il carico di lavoro avrebbe limitato la capacità della piattaforma di individuare e rimuovere rapidamente gli articoli non conformi.

Bruxelles contesta inoltre il fatto che AliExpress non abbia analizzato adeguatamente l’impatto dei propri sistemi di raccomandazione e pubblicità. I test effettuati durante l’indagine avrebbero infatti dimostrato che numerosi prodotti illegali continuavano a essere suggeriti o sponsorizzati agli utenti europei prima della loro effettiva rimozione dalla piattaforma.

La Commissione ritiene anche che l’azienda abbia utilizzato criteri quantitativi insufficienti per valutare l’efficacia del proprio sistema di moderazione, secondo Bruxelles, AliExpress si sarebbe basata sostanzialmente su un unico indicatore, giudicato incapace di misurare realmente la capacità della piattaforma di impedire la comparsa o la ricomparsa di prodotti illegali.

Prodotti pericolosi, contraffazione e controlli facilmente aggirabili

Le criticità evidenziate dall’indagine riguardano anche il funzionamento concreto dei sistemi di controllo adottati dal marketplace. Secondo la Commissione Europea, il sistema utilizzato per individuare i prodotti illegali non avrebbe funzionato in maniera efficace; giocattoli ritenuti non sicuri, cosmetici potenzialmente nocivi e numerosi prodotti contraffatti sarebbero infatti rimasti disponibili sulla piattaforma per settimane anche dopo essere stati individuati o segnalati.

Bruxelles contesta inoltre ad AliExpress di non aver applicato correttamente le proprie politiche sanzionatorie, diversi negozi che commercializzavano prodotti illegali sarebbero infatti riusciti a rimanere attivi nonostante le sanzioni previste dalla piattaforma.

Un’altra criticità riguarda i controlli di conformità sui prodotti, secondo la Commissione i venditori riuscivano facilmente ad aggirare il sistema classificando intenzionalmente gli articoli in categorie soggette a verifiche meno rigorose; anche in questo caso, il numero insufficiente di addetti ai controlli avrebbe contribuito a rendere inefficaci le verifiche previste.

Problemi analoghi sarebbero stati riscontrati anche nella lotta alla contraffazione, il sistema obbligatorio di autorizzazione del marchio, pensato per impedire la vendita di prodotti falsi, è stato giudicato poco efficace e privo di risorse sufficienti. Di conseguenza, numerosi venditori sarebbero riusciti a pubblicare prodotti contraffatti, rimossi soltanto in un secondo momento.

Perché la multa è così elevata

La Commissione Europea sottolinea che la mancata valutazione dei rischi e l’insufficiente mitigazione della diffusione di prodotti illegali costituiscono violazioni particolarmente gravi del Digital Services Act.

Per determinare l’importo della sanzione, Bruxelles afferma di aver preso il considerazione diversi elementi, tra cui la natura delle violazioni, la loro durata e il numero di utenti europei potenzialmente interessati. Secondo la Commissione, le infrazioni si sarebbero protratte almeno fino al giugno 2025, quando erano state comunicate ad AliExpress le conclusioni preliminari dell’indagine.

L’esecutivo europeo precisa tuttavia di aver tenuto conto anche di alcune circostanze attenuanti, tra cui il fatto che il Digital Services Act sia una normativa relativamente recente e ancora nella sua fase iniziale di applicazione.

La risposta di AliExpress e i prossimi passi

AliExpress respinge però le accuse e ritiene che la sanzione sia eccessiva. In una dichiarazione diffusa dopo la decisione della Commissione, la società ha affermato di aver investito risorse significative nella sicurezza dei prodotti, nella tutela dei consumatori e nei sistemi di valutazione e mitigazione dei rischi.

L’azienda sostiene che la multa da 550 milioni di euro sia sproporzionata e non rifletta adeguatamente il quadro di controlli già esistente né i miglioramenti introdotti negli ultimi anni, per questo motivo ha annunciato che sta analizzando attentamente la decisione e valutando tutte le opzioni disponibili.

AliExpress ha ora tempo fino al 20 ottobre 2026 per presentare un piano d’azione che illustri le misure con cui intende risolvere le criticità evidenziate dalla Commissione, successivamente, il Comitato europeo per i servizi digitali esprimerà il proprio parere, mentre Bruxelles adotterà la decisione definitiva e stabilirà entro quali tempi la piattaforma dovrà adeguarsi. In caso di mancata conformità, la società potrebbe essere soggetta anche a ulteriori sanzioni periodiche.

Va ricordato che una parte dell’indagine era già stata chiusa nel giugno 2025, quando la Commissione aveva accettato una serie di impegni volontari presentati da AliExpress per migliorare il sistema di segnalazione dei contenuti, aumentare la trasparenza della pubblicità online e rafforzare alcuni meccanismi di raccomandazione. Le contestazioni che hanno portato alla multa da 550 milioni di euro riguardano invece gli obblighi di valutazione e mitigazione dei rischi sistemici, ritenuti ancora non conformi al Digital Services Act.

La decisione conferma l’approccio sempre più rigoroso adottato dall’Unione Europea nei confronti delle grandi piattaforme digitali, dopo le recenti iniziative che hanno interessato anche Temu e l’introduzione delle nuove misure doganali per le importazioni a basso valore, Bruxelles continua infatti a rafforzare i controlli sull’e-commerce internazionale con l’obbiettivo di ridurre la circolazione di prodotti illegali e garantire maggiore sicurezza ai consumatori europei.