Dopo anni di battaglie legali, ricorsi e decisioni dei tribunali, una delle vicende più importanti per il futuro dell’ecosistema Android è finalmente arrivata a una svolta. Google ha infatti confermato che, a partire dal 22 luglio 2026, inizierà ad applicare una delle misure più significative imposte dalla sentenza della causa con Epic Games, aprendo il Play Store agli app store di terze parti negli Stati Uniti.
La decisione rappresenta un cambiamento storico per la distribuzione delle applicazioni Android e segna, almeno negli Stati Uniti, una nuova fase del rapporto tra Google, gli sviluppatori e i marketplace alternativi.
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Dal 22 luglio gli store alternativi potranno distribuire le app del Play Store
La novità nasce dall’epilogo della lunga disputa legale tra Google ed Epic Games, fin dall’inizio del procedimento, Epic aveva chiesto non solo che Android consentisse l’esistenza di store alternativi, cosa già possibile tramite il sideloading, ma anche che questi potessero integrarsi direttamente con il Play Store e accedere alle sue applicazioni.
Google aveva cercato fino all’ultimo di evitare questo scenario opponendosi all’ingiunzione del tribunale, tuttavia, l’azienda ha infine deciso di ritirare la richiesta di modifica della sentenza, scegliendo di non prolungare ulteriormente il contenzioso.
In una dichiarazione depositata presso il tribunale, Google spiega di aver raggiunto un accordo con Epic Games per ritirare la propria richiesta, così da poter concentrare gli sforzi sull’evoluzione del proprio modello di business globale. L’azienda sostiene che questa strategia consentirà di offrire maggiore scelta agli utenti, prezzi più competitivi e nuove opportunità per gli sviluppatori, ribadendo allo stesso tempo l’impegno nel mantenere elevati gli standard di sicurezza dell’ecosistema Android.
La modifica entrerà in vigore il 22 luglio 2026 e riguarderà esclusivamente gli Stati Uniti. Da quella data, le informazioni pubbliche delle applicazioni presenti sul Play Store (comprese icone, descrizioni, screenshot e video caricati dagli sviluppatori), potranno essere utilizzate anche dagli app store Android di terze parti; gli utenti potranno quindi trovare e scaricare le stesse applicazioni attraverso marketplace alternativi.
Google precisa comunque che il download continuerà a essere gestito tramite il Play Store e che le applicazioni verranno distribuite alle stesse condizioni previste dallo store proprietario. Anche la commissione di servizio di Google continuerà ad applicarsi ai download effettuati attraverso questi store alternativi; gli sviluppatori avranno comunque la possibilità di scegliere se aderire o meno a questo nuovo sistema.
L’accesso a questa nuova integrazione non sarà completamente libero, Google richiederà infatti agli operatori degli app store alternativi una quota annuale di 5.000 dollari, destinata a coprire i costi delle verifiche relative alla sicurezza e al rispetto delle policy.
Inoltre, saranno previsti diversi requisiti che gli store dovranno rispettare, tra questi figurano l’adozione di politiche di sicurezza considerate chiare e non discriminatorie, l’apertura verso tutti gli sviluppatori idonei, il divieto di distribuire applicazioni al di fuori degli Stati uniti e un livello estremamente basso di tentativi di installazione contenenti malware, inferiore all’1%.
Si tratta di condizioni che Google considera fondamentali per preservare gli standard di sicurezza della piattaforma anche in presenza di marketplace alternativi.
Sebbene il procedimento riguardi esclusivamente il mercato statunitense, rappresenta uno dei cambiamenti più importanti nella storia recente del Play Store; per la prima volta infatti, Google dovrà consentire agli store concorrenti di offrire direttamente le applicazioni presenti sul proprio catalogo, pur mantenendo il controllo sul processo di distribuzione e sulle relative commissioni.
Resta ora da capire se questa apertura rimarrà confinata agli Stati Uniti oppure se, nel tempo, potrà influenzare anche altri mercati, L’Unione Europea, ad esempio, ha già imposto importanti cambiamenti attraverso il Digital Markets Act, portando Google ad adottare nuove regole per la distribuzione delle applicazioni Android nel territorio europeo.
Per il momento però, il 22 luglio rappresenterà una data destinata a segnare un nuovo capitolo nella lunga rivalità tra Google ed Epic Games e, più in generale, nell’evoluzione dell’intero ecosistema Android.
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