Ogni volta che OpenAI lancia una novità importante, si ripete lo stesso schema. L’entusiasmo degli utenti supera qualsiasi previsione interna, e i server finiscono sotto pressione. È successo di nuovo con la famiglia di modelli GPT-5.6, che secondo i dati ufficiali dell’azienda ha già raggiunto sei milioni di utenti attivi su ChatGPT.

Di fronte a numeri del genere, molte aziende tecnologiche scelgono la via della cautela, imponendo restrizioni più severe per proteggere l’infrastruttura. Google, ad esempio, ha optato proprio per questa strategia con Gemini, introducendo limiti che hanno generato non poche lamentele tra gli utenti. OpenAI, invece, ha deciso di percorrere la strada opposta. Anziché stringere le maglie, sta allentando i vincoli e velocizzando i tempi di ripristino delle quote di utilizzo.

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L’annuncio arriva dai vertici del prodotto

A comunicare la novità è stato Thibault Sottiaux, da poco nominato responsabile dei prodotti principali di OpenAI. Attraverso un post pubblicato sul social X, Sottiaux ha annunciato la rimozione temporanea del vincolo che limitava l’utilizzo a finestre di cinque ore, una misura che però non è universale, perché riguarda esclusivamente gli abbonati ai piani Plus, Business e Pro.

In pratica, chi rientra in queste categorie potrà ora concentrare tutto il proprio utilizzo settimanale anche in un’unica sessione, senza dover rispettare le pause imposte in precedenza dal sistema a intervalli.

Non è stata fornita alcuna indicazione sulla durata di questa apertura, lasciando così intendere che si tratti di una misura sperimentale o comunque non definitiva. Va anche detto che il contesto competitivo potrebbe aver influenzato questa scelta. Proprio nei giorni scorsi Anthropic ha deciso di prolungare di un’ulteriore settimana l’accesso al suo modello Fable 5, e non è da escludere che OpenAI abbia voluto rispondere con un gesto altrettanto generoso verso la propria utenza.

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I livelli di ragionamento

In un secondo intervento sempre su X, il manager ha affrontato un’altra questione che stava sollevando dubbi tra gli utenti più attenti, quella relativa ai cosiddetti livelli di ragionamento. Il team tecnico, ha spiegato, sta sperimentando configurazioni diverse soprattutto nei contesti in cui più agenti AI lavorano in parallelo su uno stesso compito. C’era stata, in questo senso, una riduzione temporanea della capacità di ragionamento nell’ambito di alcuni test, ma la situazione è già stata riportata ai valori originari.

Oltre a questo chiarimento, sono state introdotte altre due modifiche pensate per sostenere un utilizzo meno vincolato. La prima riguarda la dimensione massima del contesto gestibile dal modello, che è stata ridotta a 272.000 token, un valore inferiore ai 372.000 raggiunti in precedenza, una scelta pensata proprio per contenere il carico computazionale complessivo. La seconda riguarda invece ottimizzazioni a livello di inferenza che, secondo quanto dichiarato, permettono di ottenere circa il 10% di utilizzo aggiuntivo con la variante Sol del modello.

Tre modelli e tre profili di utilizzo differenti

La famiglia GPT-5.6 era stata presentata da poco, dopo un periodo di anteprima piuttosto breve, e si compone di tre varianti distinte, ciascuna pensata per un tipo di utilizzo specifico: Sol, Terra e Luna. Sol rappresenta la punta di diamante della gamma, pensata per i compiti più esigenti dal punto di vista computazionale, come la scrittura di codice complesso, il design creativo e le analisi più approfondite. Luna, all’estremo opposto, è progettata per essere economica dal punto di vista delle risorse necessarie, pur mantenendo, secondo quanto sostenuto dall’azienda, prestazioni superiori rispetto a Claude Opus 4.8 e Claude Opus 5 di Anthropic. Terra si colloca in una posizione intermedia, offrendo un equilibrio tra potenza e sostenibilità computazionale.

La risposta a Claude Cowork e il futuro del lavoro assistito dall’AI

Parallelamente al lancio dei nuovi modelli, OpenAI ha anche presentato quello che di fatto è la sua risposta diretta a Claude Cowork di Anthropic, ChatGPT Work. Il funzionamento è concettualmente simile, con lo strumento che raccoglie informazioni provenienti da diverse applicazioni e servizi, sia sul desktop che tramite browser, per poi coordinare autonomamente le attività necessarie a raggiungere determinati obiettivi professionali. Nulla vieta, peraltro, che venga utilizzato anche per gestire incombenze di natura personale, nonostante la sua vocazione dichiarata sia principalmente lavorativa.

In concomitanza con questo annuncio, OpenAI ha inoltre aggiornato l’app indipendente Codex, integrandola direttamente all’interno di ChatGPT Work, in un processo di consolidamento che sembra voler semplificare l’offerta complessiva dei propri strumenti.