Pagare al supermercato, dividere un conto al ristorante o fare un bonifico senza connessione internet in futuro sarà possibile, grazie al cosiddetto euro digitale. Si tratta di una moneta emessa direttamente dalla Banca Centrale Europea (BCE) e non da un circuito privato su cui l’Unione europea sta lavorando da tempo. Il nuovo step verso la sua adozione concreta è arrivato nella giornata di ieri, 23 giugno, quando la Commissione per gli Affari economici e monetari del Parlamento europeo ha approvato il mandato negoziale sul regolamento che ne definisce il quadro giuridico, aprendo la strada ai negoziati finali con il Consiglio dell’UE.
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Che cos’è l’euro digitale e come funzionerebbe
L’euro digitale non è una criptovaluta e non è un servizio di pagamento privato come quelli a cui siamo abituati. È una forma elettronica della moneta unica europea, emessa e garantita direttamente dalla BCE, pensata per affiancare il contante senza sostituirlo completamente. Di fatto si tratterebbe della possibilità di avere nel proprio smartphone (o su una carta) un portafoglio digitale in euro, gestito da un’infrastruttura pubblica europea, utilizzabile sia online sia offline, anche in assenza di connessione Internet.
Questo ultimo aspetto è uno di quelli più interessanti perché i pagamenti funzioneranno anche durante blackout o problemi alle reti. Un aspetto distintivo di questo progetto rispetto agli attuali strumenti digitali e che rappresenterebbe una risposta politica, ancor prima che economica, alle possibili crisi internazionali, proteggendo i cittadini europei da scenari potenzialmente critici. Inoltre i servizi di base associati all’euro digitale sarebbero gratuiti per i cittadini, e le commissioni a carico degli esercenti non potrebbero superare quelle già pagate oggi per carte e app di pagamento equivalenti.
I prossimi step
Il testo approvato il 23 giugno dalla Commissione economica del Parlamento europeo (con 43 voti a favore, 14 contrari e un’astensione) è il passaggio che dà il mandato all’Eurocamera per negoziare la versione finale del regolamento insieme al Consiglio dell’UE e alla Commissione europea. Se entro la plenaria di luglio almeno 72 eurodeputati non presenteranno un’obiezione formale, questo testo diventerà direttamente la base per le trattative successive, senza necessità di un ulteriore voto in aula.
Il percorso legislativo è iniziato nel giugno del 2023 con la proposta della Commissione europea. A dicembre 2025 il Consiglio dei Ventisette aveva già adottato la propria posizione negoziale. Ora mancava il Parlamento. Secondo le previsioni, l’accordo finale dovrebbe arrivare entro la fine del 2026, con un progetto pilota atteso nel 2027 e il lancio effettivo dell’euro digitale nel 2029.
Le questioni sulla privacy
I principali ostacoli che hanno rallentato i lavori parlamentari dell’euro digitale riguardavano soprattutto le garanzie per i cittadini. Il timore di fondo era che uno strumento del genere potesse trasformarsi in un meccanismo di sorveglianza finanziaria di massa, con la BCE o le autorità nazionali in grado di tracciare ogni transazione.
Il mandato approvato risponde a questi timori rafforzando le garanzie rispetto alla proposta originaria della Commissione. Viene richiesta una progettazione orientata alla riservatezza fin dall’origine e una fase di sperimentazione con utenti reali, con verifiche indipendenti sulla sicurezza informatica prima dell’emissione.
In un’ottica di privacy e trasparenza c’è anche il fatto che l’euro digitale affiancherà il contante. La libera scelta dei cittadini nel mezzo di pagamento da usare resta un principio intoccabile.
