Da settimane il mondo dei dispositivi indossabili tiene d’occhio un dispositivo che ancora non ha un nome ufficiale, ma che sta già facendo parlare di sé. Google e Fitbit stanno infatti lavorando a un braccialetto per la salute privo di display, pensato per competere direttamente con realtà affermate come WHOOP e Amazfit.
E a indossarlo pubblicamente, quasi come tester involontario, è nientemeno che Steph Curry, stella NBA dei Golden State Warriors.
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Un dispositivo che sfida il concetto stesso di smartwatch
Il mercato dei wearable si divide sempre più chiaramente in due filoni: da un lato gli smartwatch tradizionali, ricchi di notifiche e interfacce touch; dall’altro i tracker discreti, privi di schermo, pensati per chi vuole monitorare la salute senza portare un altro display sul polso.
È esattamente in questa seconda categoria che si inserisce il nuovo progetto Fitbit. Un approccio che ha già conquistato milioni di utenti grazie a dispositivi come l’Oura Ring e appunto WHOOP, apprezzati per la precisione dei dati biometrici e per un’autonomia che si misura in giorni, e non certo in ore.
Il prototipo in questione si aggirerebbe da settimane sul polso di Curry, che indossa il modello in pubblico almeno dall’inizio di gennaio. È stato infatti avvistato durante una lunga serie di partite casalinghe, poi esplicitamente ripreso durante il riscaldamento contro i Sacramento Kings il 9 gennaio, e ancora all’NBA All-Star Game di febbraio. A marzo ha infine riconosciuto apertamente di stare testando qualcosa di nuovo per Google e Fitbit. L’unico momento in cui sembra toglierlo è durante le partite stesse, probabilmente perché la lega non lo consente.
Come è fatto: sottile, morbido, con un sistema di chiusura insolito
Grazie a un video pubblicato da Sotheby’s, in cui Curry annunciava un’asta di sneaker indossate negli ultimi mesi, sono emersi alcuni primissimi piani in alta definizione del dispositivo. Quello che si nota subito è lo spessore: il braccialetto appare sensibilmente più sottile rispetto ai principali concorrenti sul mercato, una caratteristica che potrebbe rivelarsi un vantaggio competitivo concreto.
Il design prevede una fascia lunga e continua che avvolge il polso, passa attraverso un anello metallico sopra il sensore e si aggancia su sé stessa. Il materiale ricorda molto il Performance Loop Band del Pixel Watch nella colorazione Peony, realizzato con filati in poliestere riciclato, nylon ed elastan. Un’estetica pulita, coerente con la filosofia minimalista dei tracker senza schermo.

Il software: un’app dedicata sul Pixel, con dati in tempo reale
Durante un allenamento all’All-Star Weekend, una fotocamera ha poi ripreso per qualche istante uno smartphone Pixel appoggiato a una parete che mostrava un’interfaccia di tracking attiva. L’app visualizzava un’attività di tipo Sport con dati in tempo reale: frequenza cardiaca, calorie bruciate, carico cardiovascolare e tempo trascorso. Il dispositivo connesso risultava carico al 38%.
L’interfaccia non corrisponde alle funzionalità attuali dell’app Fitbit, che permette il monitoraggio live solo per attività con GPS attivo. Qui invece si tratta di una sessione generica senza geolocalizzazione, cosa che suggerisce che Google stia sviluppando un software ad hoc per questo nuovo hardware. Una logica del tutto simile a quella già adottata da WHOOP, che affida all’app la visualizzazione di tutti i dati che il braccialetto raccoglie ma non può mostrare da solo.
Cosa non sappiamo ancora
Naturalmente, restano ancora aperti alcuni grandi interrogativi: il nome commerciale del dispositivo, il prezzo, le funzionalità complete e la data di lancio. L’unico annuncio ufficiale risale al 31 marzo, quando Google e Fitbit hanno confermato l’esistenza del progetto senza fornire ulteriori dettagli. Per ora, il braccialetto vive tra i frame di video in slow motion e i fotogrammi rubati durante i riscaldamenti di un campione NBA. Ma l’attesa, per chi segue da vicino il mondo dei tracker per la salute, è già altissima.