Il Samsung Galaxy S26 Ultra è disponibile in Europa da circa un mese, eppure il tempo è stato sufficiente per consolidare un importante primato. Le principali associazioni dei consumatori di diversi paesi del continente lo hanno già incoronato come il miglior smartphone attualmente sul mercato e ci dicono qualcosa di interessante su come i consumatori europei siano attratti da tale tecnologia.
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Qualche numero per saperne di più
Per capire quali siano le considerazioni ottenibili dai report delle associazioni, iniziamo con il ricordare che il lancio globale del Galaxy S26 Ultra ha generato un entusiasmo davvero raro in questo settore.
Il dispositivo ha infatti rappresentato il 70% dei preordini dell’intera serie Galaxy S26 a livello mondiale, e in Europa la quota di preordini è cresciuta del 10% rispetto all’anno precedente, con un incremento su base annua del 20%. Insomma, numeri che confermano Samsung come riferimento nel segmento premium, quello dei telefoni che hanno prezzi superiori a 1.000 euro e che si rivolgono a chi non vuole scendere a compromessi.
Ma al di là delle cifre, ciò che colpisce è perché gli europei stiano scegliendo questo telefono.
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Cosa ne pensano le associazioni dei consumatori
Le associazioni indipendenti come Which? nel Regno Unito, Que Choisir in Francia, Altroconsumo in Italia, OCU in Spagna, Deco Proteste in Portogallo e Test Achats in Belgio sono praticamente concordi nel ritenere che il dispositivo sia caratterizzato da alcuni indiscutibili punti di forza.
Per esempio, gli esperti britannici di Which? hanno sottolineato le prestazioni eccezionali nei test di laboratorio, con particolare attenzione alla sicurezza e al Privacy Display, la tecnologia che rende illeggibile lo schermo da angolazioni laterali. I francesi di Que Choisir hanno invece elogiato le capacità fotografiche e video, mentre Altroconsumo ha premiato l’autonomia della batteria e la velocità di ricarica. In Spagna, OCU ha definito lo smartphone come un telefono senza difetti, capace di eccellere in ogni aspetto. E anche belgi e portoghesi si sono allineati, con particolare menzione alla fotocamera e al Privacy Display.
C’è però un dettaglio che non passa inosservato.
La grande assente è l’intelligenza artificiale
Samsung ha investito enormemente nella promozione di Galaxy AI come elemento distintivo della nuova generazione di smartphone. Funzionalità di scrittura assistita, traduzione in tempo reale, editing fotografico automatico: l’azienda ha costruito buona parte della sua narrativa commerciale attorno all’intelligenza artificiale integrata.
Eppure, in nessuno dei commenti delle associazioni europee si trova un riferimento all’IA. Non viene citata come punto di forza, non viene menzionata tra le ragioni per cui il telefono merita il primo posto. Nella stessa direzione va anche l’S Pen, lo stilo integrato che un tempo era il tratto distintivo della linea Ultra: anche lui scompare dai radar delle recensioni.
Forse, è proprio questo uno dei dati più interessanti, poiché ci suggerisce che le priorità dei consumatori europei (o almeno quelli rappresentati da queste associazioni) e la visione strategica di Samsung non siano perfettamente allineate. Gli utenti apprezzano un hardware solido, una fotocamera affidabile, una batteria duratura e la sicurezza visiva. L’AI, per ora, sembra essere percepita più come un accessorio che come una ragione d’acquisto.
Il vantaggio dell’integrazione verticale
Per capire come Samsung riesca a mantenere questi livelli qualitativi, è poi necessario guardare al suo modello produttivo.
A differenza della maggior parte dei concorrenti, che si affidano a fornitori esterni per i componenti critici, Samsung produce internamente sia i chip di memoria che i display. Ottiene così un’integrazione verticale, gestita attraverso la divisione Samsung Device Solutions, che le conferisce un controllo diretto sulla catena di fornitura che pochi altri produttori possono effettivamente vantare.
Il vantaggio si traduce evidentemente in migliori marginalità, perché in un momento in cui i costi della memoria sono in aumento e il prezzo medio degli smartphone è salito di quasi il 7% su base annua (secondo le stime di Counterpoint Research), Samsung riesce ad assorbire le pressioni del mercato con più agilità rispetto ai rivali che dipendono dall’esterno. Può inoltre garantire qualità costante e investire in ricerca e sviluppo senza dover rincorrere le fluttuazioni dei fornitori.
