Xiaomi è uno dei colossi del mondo mobile, specializzato non soltanto negli smartphone ma anche in dispositivi indossabili, smart home e in vari segmenti del mercato tecnologico.
Nelle scorse ore, in occasione di un evento aziendale in Cina, il fondatore e CEO di Xiaomi, Lei Jun, ha consegnato premi in denaro ai team dell’azienda per le innovazioni tecnologiche realizzate nell’ultimo anno.
In particolare, i progetti premiati spaziavano tra chip, imaging, intelligenza artificiale e materiali avanzati e, a dire del colosso cinese, sono stati in grado di stabilire nuovi record sia in termini di quantità che di qualità.
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La nuova strategia di Xiaomi
Il premio più ambito è andato al team che si è occupato dello sviluppo del chip XRING O1 ed è anche facile capire il motivo: si tratta, infatti, di un processore mobile top di gamma che Xiaomi sostiene sia stato sviluppato e progettato internamente in modo indipendente, il tutto con un processo produttivo a 3 nm di seconda generazione e un’architettura CPU a deca-core e quad-cluster.
In pratica, XRING O1 può essere considerato una sorta di fiore all’occhiello per Xiaomi, che con tale chip è stata la prima azienda nella Cina continentale (e la quarta a livello globale) a lanciare un processore mobile a 3 nm.
Durante il suo discorso, Lei Jun ha anche illustrato quella che l’azienda vede come la prossima fase della sua strategia, che nel corso del 2026 dovrebbe arrivare a raggiungere quella che è stata definita una “grande convergenza” su un singolo dispositivo, ossia un chip, un sistema operativo e un modello di intelligenza artificiale su larga scala, tutti sviluppati internamente e tutti operanti insieme.
Si tratta di un progetto per il quale cinque anni fa Xiaomi si è impegnata a investire 100 miliardi di yuan in Ricerca e Sviluppo di tecnologie di base, una cifra che è già stata superata (al momento gli investimenti si aggirano intorno a circa 105 miliardi di yuan).
E già da quest’anno Xiaomi è pronta ad alzare ancora di più l’asticella, con investimenti per 200 miliardi di yuan nel corso dei prossimi cinque anni, concentrandosi in particolare su processori, intelligenza artificiale e OS.
A dire del CEO di Xiaomi, questo approccio (simile a quello già adottato da tempo da Apple e in parte anche da Samsung) è fondamentale per riuscire a costruire un vantaggio competitivo a lungo termine per l’ecosistema di servizi e prodotti dell’azienda cinese.
